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Diritto di critica | October 16, 2019

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Rifugiati, la Germania esplode. Tra razzismo e gare di solidarietà - Diritto di critica

A partire da un sito, è nata una rete di accoglienza dei tedeschi nei confronti dei richiedenti asilo. Ma nei prossimi mesi sono previsti moltissimi, troppi arrivi

Rifugiati, la Germania esplode. Tra razzismo e gare di solidarietà

Fino a 750mila richieste di asilo previste in tutto il 2015. 180mila nei primi 6 mesi dell’anno. Numeri così la Germania non li ha visti nemmeno ai tempi della fine dell’Unione Sovietica, quando si cercava il benessere e la libertà in terra tedesca dopo decenni di limitazioni e indottrinamento. O nel periodo subito successivo alle guerre nei Balcani. I rifugiati di oggi sono libici, afgani, siriani, e il Paese comincia a faticare nella gestione di quella che appare sempre più come un’emergenza umanitaria. Lo ha ammesso anche il ministro dell’Interno Thomas de Maizière, constatando 250 nuove registrazioni al giorno di rifugiati: «Non siamo sopraffatti, possiamo risolvere questo problema». Problema, appunto. La Germania è il Paese europeo che riceve più richieste d’asilo, seguito da Svezia, Italia, Francia, Ungheria, Regno Unito e Grecia. In una girandola imbarazzante di proteste e assunzioni di responsabilità, tra i governi dei Paesi Ue che si trovano a fronteggiare i flussi di richiedenti asilo e immigrati, è intervenuto persino l’Alto Commissario Onu per i rifugiati, Antonio Guterres, affermando che «la gestione degli arrivi non può cadere soltanto sulle spalle di Germania e Svezia. Tutti i Paesi europei hanno la responsabilità morale di accogliere e proteggere queste persone». Più o meno lo stesso concetto che ogni nazione della Ue sta esprimendo, applicandolo a sé stessa.

_84558718_asylumgettydresdenLa sfida della Germania Nonostante il milione di euro stanziato da Berlino, negli ultimi mesi i Comuni tedeschi che ricevono rifugiati sono al collasso e i centri di accoglienza, ricavati per forza di cose anche in palestre o magazzini, non bastano più. C’è chi dorme nei parchi o in tende allestite dalla Croce Rossa, e questo caos sta provocando attacchi razzisti e discriminatori. Parte della popolazione si dice ormai intollerante nei confronti del “problema rifugiati”, tanto da organizzare numerose marce di protesta, da nord a sud. La più grande si è svolta a Dresda, a fine luglio, quando migliaia di persone hanno manifestato il loro appoggio al movimento Pegida (Patriotic Europeans Against the Islamisation of the Occident), gruppo di destra nato lo scorso anno nella città tedesca, che inneggia contro un’ipotetica invasione islamica dell’Occidente. Un segnale inquietante, che il governo centrale dovrà smorzare trovando una soluzione rapida.

La rete di solidarietà Eppure c’è una Germania dei cittadini comuni che il problema lo sta già affrontando, con un’incredibile rete di aiuti e accoglienza. Tutto è nato dal passaparola sul web, e da un sito, “Come posso aiutare?” (www.wie-kann-igh-helfen.info), all’interno del quale numerosi tedeschi chiedono come ospitare una famiglia di richiedenti asilo, se ci sono minori in particolari difficoltà, se sia possibile insegnare la lingua tedesca anche se non si è insegnanti. Una marea di volontari e associazioni ideatrici di progetti sociali e lavorativi sta cercando di alleggerire il lavoro dei governi federali. Tra gli esempi, un gruppo di aziende in Baviera che garantirà l’accesso Internet gratuito agli stranieri, in alcuni bar; o ancora la nascita di “Giardini Internazionali” per lo scambio culturale alla presenza di mediatori, e una campagna di aiuti e di inserimento nel mondo del lavoro per armeni, afgani ed eritrei a Rostock, nel nord del Paese. Ma iniziative simili si possono trovare a Francoforte, Amburgo, Berlino.

 I centri di accoglienza tedeschi In Germania la permanenza media in un centro di accoglienza è di tre mesi, il tempo minimo necessario per essere sottoposti alle “interviste” per poter inoltrare la domanda di asilo. Nel frattempo i rifugiati ricevono cibo e soldi (60 euro al giorno), studiano la lingua e possono entrare ed uscire dal centro, ma non possono abbandonare la regione in cui si è fatta la richiesta. Dopo i primi tre mesi, vengono spostati in altri centri, al di fuori dei quali i richiedenti asilo possono cercare casa e lavoro, ricevendo circa 360 euro al mese. In media, il periodo per ottenere l’accoglimento della domanda è di almeno un anno.

Comments

  1. Francesco Bonfiglio

    Articolo interessante. Ma anche alla solidarietà c’è un limite, come in ogni cosa. E questa “invasione” farà scoppiare l’Europa e porterà a una guerra civile. Ne sono certo. La storia ci insegna. Cordiali saluti.