Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | September 22, 2019

Scroll to top

Top

La parabola amara di Blatter e Platinì - Diritto di critica

Dal potere allo scandalo: i boss del calcio mondiale squalificati 8 anni per corruzione. Dopo una vita ai vertici di Fifa e Uefa

La parabola amara di Blatter e Platinì

Li vedevi sempre in alto, in tribuna durante le partite così come nelle organizzazioni delle Federazioni internazionale ed europea di calcio. Visivamente inscindibili, effettivamente poco simpatici l’uno all’altro e in eterno scontro sulla gestione del mondo del pallone. Ora, dopo gli anni del potere (Blatter è nella Fifa, prima come segretario e poi nel ruolo di Presidente, dal 1981), il manager e l’ex stella del calcio, Presidente della Uefa, condividono una condanna, da parte del Comitato Etico della stessa Fifa. Squalifica per otto anni con effetto immediato, recita il comunicato, per corruzione ed abuso di potere. Impedimento a svolgere qualunque funzione in ambito calcistico nazionale e mondiale. E “Le Roi”, a cui si contesta un evidente conflitto di interessi, dovrà pagare una multa di 80mila franchi svizzeri. Oggetto della sentenza i due milioni, sempre in franchi svizzeri (più di 1 milione e 800mila euro), versati da Blatter a Platinì nel 2011, apparentemente per una consulenza tecnica prestata dal francese tra il 1998 e il 2002, ma “né nella sua dichiarazione scritta né durante la sua audizione il Presidente è stato in grado di dimostrare la presenza di basi legali per questo pagamento. La sua affermazione di un accordo orale non è stata convincente ed è stata respinta”. I membri del Comitato Etico non hanno ancora chiarito se “il signor Platinì abbia ottenuto il pagamento per l’esecuzione o per l’omissione di un atto ufficiale”. I due erano già stati sospesi per 90 giorni, in attesa del verdetto interno alla Fifa.

lainfo_es-4414-fifa-sede«È tutto un complotto» Il terremoto, giuridico quanto mediatico, promette di durare ancora a lungo, con ricorsi in appello e la minaccia di rivolgersi al Tas (Tribunale Arbitrale dello Sport) e alla giustizia civile: «Sono stato trattato come un punching ball. Ma continuerò a combattere per me e per la Fifa – ha dichiarato Blatter dopo un iniziale no-comment – Io sono ancora il Presidente (il successore verrà deciso la prossima primavera), il Presidente può essere sollevato solo dall’Assemblea generale. È chiaro che vogliono liberarsi di me, ci avevano già provato nel 2002». Le parole di Blatter suonano come un’accusa: «Se una delle prossime edizioni dei Mondiali fossero state assegnate agli Usa invece che ad un altro Paese, tutto questo non sarebbe successo. Non penso che il Comitato Etico abbia legami con gli Stati Uniti, non credo che ci siano pressioni da parte americana, quanto all’interno della Fifa». Rassegnato e diffidente anche Michel Platinì: «Sono convinto che la mia sorte sia già stata decisa quattro mesi fa, questo verdetto è una patetica copertura della volontà di eliminarmi dal mondo del calcio. Andrò fino in fondo a questa vicenda, nella vita come nel calcio il mio comportamento è sempre stato irreprensibile».

I tempi (quasi) d’oro Sia Blatter che Platinì hanno per anni tenuto le redini del sistema calcio, con periodi controversi. Blatter venne eletto Presidente Fifa nel 1998 (tra le polemiche), durante il suo mandato ha introdotto nuove regole come il golden goal (poi eliminato), i tre punti a vittoria e ha inasprito le sanzioni per atti gravi come la simulazione e il fallo da dietro. Da sempre contrario agli aiuti tecnologici (vedi la famosa diatriba sull’uso della moviola in campo), ha collezionato negli anni gaffes, dichiarazioni infelici e accuse di brogli e corruzione praticamente ad ogni sua rielezione. Dopo una parentesi da allenatore della Francia, Platinì è diventato Presidente della Uefa dal 2007, rieletto ben tre volte. Dal 2002 ricopre anche la carica di Vicepresidente della Federcalcio francese nell’esecutivo della Fifa. Era in lizza per prendere il posto di Blatter a capo della Fifa stessa (il nuovo Presidente verrà votato il 26 febbraio prossimo), ma la squalifica gli preclude questa possibilità.

Il rinnovamento Questo scossone è solo l’ultimo di una lunga serie, all’interno della Fifa. Nel maggio scorso, a pochi giorni dall’ennesima rielezione di Blatter (che aveva per questo dato disponibilità a rimettere il proprio mandato), sono finiti in manette per corruzione sette dirigenti, con altri 14 indagati. Lo spettro della corruzione e dello scandalo aleggia da anni sul sistema, che forse sarebbe il momento di rinnovare veramente, con procedure e volti nuovi.