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Diritto di critica | October 15, 2019

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Egypt Air, colpire un aereo per affondare due paesi - Diritto di critica

L'attentato sferra un colpo mortale al turismo egiziano e riaccende in Francia il terrore. Con risvolti geopolitici importanti

Egypt Air, colpire un aereo per affondare due paesi

Bomba o kamikaze. Anche le autorità egiziane ammettono la possibilità – piuttosto concreta – che l’aereo dell’Egypt Air con i suoi passeggeri sia stato oggetto di un attentato. Il cedimento strutturale appare quanto mai improbabile, come un guasto in volo che – quantomeno – avrebbe fatto scattare un allarme che non c’è stato. È, invece, molto probabile un attentato nonostante i rigidissimi controlli di sicurezza nello scalo parigino. Con questa bomba, sono stati colpiti i due paesi chiave nella politica terroristica dell’Isis: l’Egitto e la Francia.

Destabilizzare l’Egitto per conquistare il Medioriente. L’Egitto è un paese che, nonostante una devastante crisi economica, ha tenuto finora anche grazie al turismo europeo. Il mar Rosso è stato per decenni meta di italiani, francesi, inglesi e tedeschi, e poi russi e polacchi. Poi, però, con la primavera araba tutto è cambiato. I turisti venivano scortati e protetti con uomini armati, in vacanza rinchiusi in villaggi turistici che nulla avevano a che fare con quello che c’era fuori, vere e proprie enclavi di un paese che non c’è. Poi a novembre l’aereo russo che collegava le località del mar Rosso con Mosca, abbattuto sul Sinai. Da quel momento per l’Egitto il turismo è diventato un lontano ricordo. L’Isis colpisce l’Egitto per destabilizzare un regime che, seppur duro e repressivo, rappresenta un baluardo all’avanzata dello Stato islamico sia sul suo territorio che in quello libico. Colpire il turismo significa colpire chi vive di questo, impoverirlo e poi usarlo come guerriero e terrorista. È un copione oramai collaudato.

La Francia “colpevole”. La Francia continua ad essere il bersaglio prediletto. I motivi sono molteplici. È probabile che l’Isis ritenga che la società francese – composta oggi da milioni di magrebini di religione islamica – possa implodere di fronte al terrore. Ma al momento il tessuto sociale ha retto e non ci sono stati scontri significativi tra occidentali e mediorientali, anche grazie ad un sentimento nazionale forte. Ma la Francia è anche il paese che più di tutti ha inferto colpi durissimi allo Stato islamico e ai suoi alleati in Africa, in particolar modo nell’area sahariana con un’intensa campagna militare che è stata completamente ignorata dai nostri mass-media.

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