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Diritto di critica | July 19, 2019

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Dalle stelle alle stalle in 100 giorni: nella giunta Raggi si dimettono l'Assessore al Bilancio e la Capo di gabinetto - Diritto di critica

Nel pomeriggio sono arrivate anche le dimissioni dei vertici di Atac e di Ama (questi ultimi nominati meno di un mese fa proprio dalla giunta pentastellata)

Dalle stelle alle stalle in 100 giorni: nella giunta Raggi si dimettono l’Assessore al Bilancio e la Capo di gabinetto

In soli 100 giorni il MoVimento 5 Stelle a Roma è passato da una vittoria (annunciata) a un caos degno della peggior politica, con lotte intestine che stanno – di fatto – immobilizzando il governo della città. Ben lontano dall’essere una squadra coesa e pronta ad affrontare il problemi della Capitale, per dare una “lezione” a quanti li accusavano di incompetenza e raffazzonaggine, i pentastellati sono preda di faide e lotte interne. Due i “cerchi magici”: quello della sindaca e il direttorio. Il rischio è che si finisca come il caso Parma, o anche peggio.

Ma se i problemi non mancano, peggiori sono le pezze che il sindaco Virginia Raggi tenta di mettere per arginare i guai. Ieri sera, infatti, si sono dimesse due figure chiave per il governo della città: il capo di gabinetto, Carla Raineri, e l’Assessore al Bilancio, Marcello Minenna. Ebbene: prima dell’alba – sull’account Facebook del sindaco – compare un post quantomeno curioso per la tempistica. In piena notte, infatti, il sindaco della capitale decide in tutta fretta di scrivere quanto segue: “Trasparenza. È uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo. Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, su tutte le nomine fatte finora dalla Giunta. Una richiesta per garantire il massimo della trasparenza: il “palazzo” deve essere di vetro, tutti i cittadini devono poter vedere cosa accade dentro. Questo è il M5S. Sulla base di due pareri contrastanti, ci siamo rivolti all’ANAC che, esaminate le carte, ha dichiarato che la nomina della Dott.ssa Carla Romana Raineri a Capo di Gabinetto va rivista in quanto “la corretta fonte normativa a cui fare riferimento è l’articolo 90 TUEL” e “l’applicazione, al caso di specie, dell’articolo 110 TUEL è da ritenersi impropria”. Ne prendiamo atto. Conseguentemente, sarà predisposta l’ordinanza di revoca.”

Tralasciando il fatto che la Raggi e i suoi ammettono con questo post di non conoscere le procedure di nomina del capo di gabinetto – circostanza già di per sé molto grave – sorprende la tempistica: in piena notte. Quello di cui sopra è un messaggio istituzionale che non aveva motivo di essere pubblicato prima dell’alba. A meno che non dovesse in qualche modo arginare qualcosa che sarebbe accaduto di lì a poco: la notizia delle dimissioni. E allora, meglio mettere in giro quantomeno due versioni: un sindaco che revoca – e quindi non subisce le dimissioni – a fronte di un capo di gabinetto che ha invece dichiarato di aver personalmente rinunciato all’incarico. La Raggi, dunque, ha probabilmente e in modo goffo tentato di accreditare la versione secondo cui sarebbe stato il sindaco stesso a revocare la nomina al capo di gabinetto e non quest’ultima a dimettersi. La differenza è sostanziale.

Poi ci sono le dimissioni dell’Assessore al Bilancio della Capitale. Solo una manciata di giorni fa il sindaco Virginia Raggi si era fatta fotografare davanti al computer insieme a Marcello Minenna, da molti considerato un valido professionista – tra i migliori possibili in quel ruolo. Era il 23 agosto scorso e la Raggi twittava: “Al lavoro con l’assessore al Bilancio sulle partecipate. Riorganizzazione,risparmi e nuovi servizi”. Una collaborazione durata poche settimane: le dimissioni della Raineri hanno portato con sé quelle del responsabile del Bilancio.

A meno di cento giorni dalle elezioni, dunque, Roma perde già due pedine fondamentali per il governo della città, mentre restano diversi e gravi problemi aperti relativi alla gestione dei rifiuti, alle strade e ai trasporti. Senza che qualcuno, ad oggi, sia ancora riuscito a capire da che parte iniziare per affrontarli.

AGGIORNAMENTO: nel pomeriggio di oggi si sono dimessi anche i vertici di Atac e di Ama (questi ultimi nominati di recente proprio dalla giunta Raggi).

@emilioftorsello