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Diritto di critica | July 15, 2020

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Roma è impantanata, il M5S litiga - Diritto di critica

Sguardo fisso, teso, come se fosse costretta da una invisibile camicia di forza. Parole frettolose, innaturali, un proclama malriuscito. Il videomessaggio con cui ieri Virginia Raggi ha provato a mettere una pezza alla crisi che sta travolgendo la sua Giunta, è stato più un autogoal che un punto. E sono una serie di tremendi passi falsi quelli che sta commettendo il nuovo sindaco di Roma – non ultimo il post pubblicato su Facebook in piena notte, nell’ingenuo e maldestro tentativo di prendere in contropiede le dimissioni del suo capo di Gabinetto. Virginia, insomma, sta sbagliando tutto.

Ultima tegola: la notizia delle indagini a carico dell’assessore all’Ambiente, Paola Muraro. La Raggi ne era a conoscenza già da luglio – e con lei parte della dirigenza del partito/movimento dei pentastellati – circostanza che ha fatto infuriare la base pentastellata. E in un Movimento ipercontrollato come quello dei M5S, riesce difficile pensare che abbia fatto tutto da sola: strategia di comunicazione, scelta delle parole e quant’altro.

A fare acqua da tutte le parti è la struttura comunicativa Casaleggio-Grillo che sta commettendo ingenuità degne del peggior politico locale. E mentre Virginia tenta di imbellettare alla bell’e meglio quella che a tutti gli effetti è una faida interna al Movimento, vengono lanciate disperate operazioni “trasparenza” che inevitabilmente si stanno rivoltando contro la Giunta. L’ultima è quella tentata proprio ieri con l’Atac: orari e frequenze dei mezzi pubblici verranno riprogrammate giorno per giorno, sulla base delle vetture disponibili. Per il cittadino comune che paga l’abbonamento tutti i mesi, questo si traduce in un vero e proprio “aspetta e spera”. E più che un’operazione di trasparenza sembra l’ammissione di una sconfitta dove non si a più che pesci prendere. E Manuel Fantasia, appena nominato AD di Atac, è lo stesso che nei giorni scorsi ha dichiarato di non prendere spesso i mezzi pubblici e di ritenerli “poi non così male”. Un’affermazione tanto paradossale quanto fuori da ogni contesto cittadino, fatto invece di corse soppresse, personale insufficiente e disservizi quotidiani – al netto degli scioperi improvvisati.

Ma c’è una seconda mossa che a livello nazionale i pentastellati sembra stiano mettendo a punto. Nel “partito” del comico Beppe Grillo e degli onorevoli del direttorio, infatti, le dichiarazioni vanno nella direzione di dare alla Raggi oneri e onori, ponendola così a distanza rispetto al livello nazionale del partito/movimento degli onorevoli che siedono in Parlamento. Il rischio è che il pantano romano si ripercuota a livello nazionale, screditando un partito che si dice “pronto a governare”.

Roma, dunque, è ancora immobile dal giorno delle elezioni. E i problemi di una città al collasso sono ancora tutti lì.

@emilioftorsello