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Diritto di critica | April 22, 2019

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E il Movimento 5 Stelle apre alle ''convergenze'' con altri partiti - Diritto di critica

E il Movimento 5 Stelle apre alle ”convergenze” con altri partiti

È da sempre la giustificazione migliore da usare con il proprio elettorato: l’appoggio esterno. Adesso iniziano a usarla anche gli onorevoli del Movimento 5 Stelle. Non alleanze esplicite ma un fantomatico sostegno da parte di “chi ci sta”: convergenze. Lo scrivevamo ieri: per riunire l’improbabile coalizione di centrodestra che dopo il risultato referendario si ritrova tra le mani la patata bollente di una non-governabilità del Paese, è necessario un accordo. Oppure un non-accordo, come forse lo chiamerebbero i grillini: l’ipocrisia del “noi governiamo da soli ma tutti sono i benvenuti”. E quindi un programma che possa chiamare a raccolta anche Forza Italia e Lega Nord, ad oggi incapaci di affermarsi in modo decisivo sull’elettorato in termini percentuali e quindi costretti a seguire.

Se Matteo Renzi ha preso in contropiede tutti dimettendosi e chiedendo in meno di 24 ore le elezioni anticipate, dunque, anche i Cinque stelle scaldano i motori e lo fanno con un fedelissimo, molto vicino al comico genovese a capo del Movimento: il consigliere bolognese del M5S, Massimo Bugani. È lui che – vista la comunicazione controllatissima e attenta fatta dai pentastellati – si lascia andare a dichiarazioni che sono un sasso nello stagno, sia per gli altri partiti  all’opposizione che per l’elettorato: “Noi chiediamo che si vada al voto il prima possibile. Non ci piace l’Italicum, ma non c’è il tempo di aspettare. Non possiamo permettercelo […] Noi crediamo che al Senato si possa lavorare sui punti programmatici e vedere chi ci sta. Questa potrebbe essere una strada. Dettare una linea, e vedere chi ci sta […] Nei Comuni diverse volte la Lega o Forza Italia su temi per noi importantissimi sono pienamente d’accordo con noi. A volte anche il Pd è d’accordo con noi”..Fuor di retorica: il Movimento Cinque Stelle apre a possibili intese con Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e altri. Certo: non in modo esplicito, nessuno dirà mai “ci alleiamo con voi”, tanto che il Movimento le ha chiamate “convergenze”.

E anche il test nei confronti dell’elettorato sembra evidente: una seconda linea – non Di Maio, non Di Battista, non Beppe Grillo – si lascia andare a una dichiarazione che rappresenta un vero e proprio spartiacque, dopodiché sondaggisti e agenzie che lavorano sul sentiment online si mettono a lavoro per carpire reazioni ed eventuali critiche. Di solito funziona così: oggi tutto è tracciabile, valutabile, analizzabile. Un like, una “reazione” con la faccina incazzata, un commento negativo. E le parole di Massimo Bugani sono state riprese da giornali come Repubblica (dove le condivisioni sono quasi tremila), il Messaggero e altri. Le prime reazioni, da quanto riporta la stampa, hanno creato non poco scompiglio all’interno del Movimento.

I pentastellati, dunque, sanno bene di non avere i numeri per governare da soli, almeno al Senato. Il tanto odiato Italicum – stando ai sondaggi – al partito fondato dal comico genovese farebbe molto comodo – tanto che ne vorrebbero uno anche per Palazzo Madama, adesso – ma ad oggi vale solo per la Camera. E nel M5S gli onorevoli pentastellati sanno che anche in caso di vittoria, il rischio è l’ingovernabilità proprio in quel Senato che – come chiedevano proprio i 5 Stelle – non è stato abolito.

@emilioftorsello

Comments

  1. Harlock

    ma quando mai… non inventate storie confermano ogni giorno che non
    faranno alleanza con nessuno… loro hanno un programma quando i punti
    convergono con altri partitti li votano ecco l’unica concvergenza
    possibile

  2. Harlock

    ma quando ,ai… non inventate storie confermano ogni giorno che non
    faranno alleanza con nessuno… loro hanno un programma quando i punti
    convergono con altri partitti li votano ecco l’unica alleanza possibile