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Diritto di critica | October 20, 2018

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Sì al decreto sicurezza, ecco i punti. Salvini: «Chiuderò anche i campi rom»

In attesa di capire quante e quali manovre saranno fatte in tema pensioni ed economia, il governo Conte approva regole nuove su sicurezza e migranti. I dettagli dei provvedimenti.

Sì al decreto sicurezza, ecco i punti. Salvini: «Chiuderò anche i campi rom»

Nel governo gialloverde un annuncio segue sempre un altro. Poche ore fa l’approvazione del Decreto Sicurezza in Consiglio dei Ministri, e subito Salvini che dichiara l’intenzione di «arrivare a chiudere tutti i campi rom in tutte le città italiane». Non nasconde la sua gioia il vicepremier, accanto al (spesso “dimenticato”) Presidente del Consiglio Conte, per la “creatura” che porta il suo nome e che promette (anche se bisogna passare ancora dal Quirinale e dal Parlamento) una stretta su sicurezza e migranti: «Abbiamo fatto un passo in avanti per rendere l’Italia più sicura», ha gongolato. E nemmeno il rischio concreto di critiche e incostituzionalità di alcuni provvedimenti lo preoccupa, avendo davanti la discussione alle Camere per correggere il tiro. Ecco i cambiamenti principali contenuti nei 42 articoli.

Cittadinanza e permessi – Per ottenere la cittadinanza italiana occorreranno 4 anni invece di 2, e gli stranieri che la richiederanno non dovranno avere, a carico proprio o dei familiari conviventi, provvedimenti giudiziari o di pubblica sicurezza né elementi concreti di pericolosità sociale. Prevista la revoca della cittadinanza per reati con finalità di terrorismo o eversione. Scompariranno i cosiddetti “permessi umanitari”, ovvero i permessi di soggiorno concessi per motivi umanitari. Al loro posto una sorta di “permesso di merito”, legato soprattutto a necessità di cure mediche, casi di sfruttamento e violenza o se nel Paese di origine si sia verificata una calamità naturale.

Rifugiati e richiedenti asilo – Il decreto amplia il ventaglio di reati che portano alla revoca del permesso di rifugiato (tra essi violenza sessuale, spaccio di droga, rapina ed estorsione) e istituisce presso il Viminale un Fondo rimpatri: stanziati 500mila euro per il 2018 e 1,5 milioni di euro all’anno per il 2019 e il 2020. Saranno raddoppiati i tempi (fino a 6 mesi) di trattenimento nei centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr, che dovrebbero tra l’altro aumentare di numero) per facilitare l’espulsione degli irregolari, mentre i progetti di integrazione ed inclusione sociale saranno destinati solo ai titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati. I richiedenti asilo verranno accolti unicamente nei Cara; sarà revocata infine la protezione umanitaria per i “profughi vacanzieri”, ovvero coloro che rientrano nel Paese di origine una volta presentata richiesta di asilo.

Terrorismo e pubblica sicurezza Sul fronte della lotta al terrorismo, scatteranno limitazioni severe e controlli sul noleggio di furgoni, camion, autobus e simili, mentre scatterà il “daspo” urbano per i sospettati di avere a che fare con il terrorismo internazionale, anche se non ancora indagati o sotto processo. Riguardo alle forze dell’ordine, anche la polizia municipale (nei Comuni con più di 100mila abitanti) sarà coinvolta nella sperimentazione delle armi a impulsi elettrici (Taser); previsto poi un piano di potenziamento dei beni di Polizia di Stato e Vigili del Fuoco, con uno stanziamento di fondi aggiuntivi di 16 milioni di euro nell’anno corrente e altri 50 milioni tra il 2019 e il 2025.