Gheddafi in Italia: lettera aperta ai colleghi giornalisti
Cari colleghi, quello di Gheddafi non è uno «show». Non è un teatrino, un divertissement di fine estate con cui realizzare qualche servizio o articolo di colore per rimpinguare telegiornali e giornali ormai vuoti di notizie e contenuti. No, Gheddafi ...
La verità sugli eritrei “liberati” da Gheddafi. Intervista a Mussiè Zerai
A cura di Erica Balduzzi ed Emilio Fabio Torsello Stranded alle pendici del deserto libico, dimenticati dalla comunità internazionale e costretti a vivere in mezzo a una strada. Dopo la “liberazione” ufficiale decisa dal governo libico di circa tremila migranti rinchiusi ...
Il dramma dei profughi eritrei in Libia, tra torture e lavori forzati
“Ci stanno ammazzando. Fate qualcosa”. Questo il messaggio ricevuto da Moses Zerai, direttore dell’agenzia eritrea Habeshia, da un clandestino eritreo detenuto nel carcere di Misurata, dove vengono assiepati gli immigrati provenienti dal Corno d’Africa e consegnati alla Libia da navi maltesi ...
Cosa succede in Libia
Il terribile filmato pubblicato dal settimanale Espresso sulla situazione dei migranti in Libia non è stato purtroppo per tutti un fulmine a ciel sereno. Oltre alle notizie arrivate in questi mesi dalla Libia in merito alla condizione di queste persone ...
Là dove finisce il nostro americanismo
Nel raccontare questa storia si potrebbe fare innanzitutto un esempio con avvenimenti recenti, per comprendere meglio il tutto. Immaginate Bin Laden, catturato dagli inglesi, e poi dopo vent'anni, rilasciato per motivi di salute. Immaginate il suo ritorno in patria, in Arabia Saudita, accolto da eroe e le conseguenti reazioni degli Usa e degli altri paesi alleati. In tutto questo aggiungeteci un capo di stato europeo che con triste "nonchalance" va come ospite in quel paese per una ricorrenza comune e manda aerei, bande musicali e sbandieratori per festeggiere la non lontana festa nazionale. Detto ...
Strage di Ustica: le mezze verità che strangolano i fatti
«La verità su Ustica è sotto gli occhi di tutti solo che nessuno la svela perché manca la prova finale. Gli indizi ci sono e sono tanti ma manca la prova decisiva». A dirmi queste parole, tempo fa, è stato uno dei periti (di cui, per correttezza, non faccio il nome) che durante gli anni del processo studiò il caso Ustica. A ben guardare, infatti, una qualche verità emerge dalle carte (oltre cinquemila pagine) del processo aperto all'indomani della strage. Non la prova - dicevamo - ma una mezza verità. ...
Il bluff di Lampedusa
Appena 36mila migranti giunti a Lampedusa nel 2008, pari al 15% degli ingressi clandestini in Italia. Questo rappresenta – secondo i dati del Ministero dell’Interno – l’isola più famosa d’Italia all’interno del panorama migratorio italiano. Una vera e propria goccia nell’oceano. Eppure la campagna mediatica su Lampedusa in questi giorni è fortissima. Non si parla più di crisi (sembra quasi un ricordo del passato), ma la nuova emergenza che sta monopolizzando le televisioni è costituita dai «respingimenti» dei barconi carichi di migranti.
Soccorsi e subito rimandati in Libia 227 migranti
Adesso finiranno in carcere. Non stiamo parlando di pericolosi criminali ma dei 227 migranti soccorsi ieri dalle motovedette italiane a largo di Lampedusa e rispediti in Libia poche ore dopo. «Un risultato storico» secondo il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che ha poi aggiunto: «se l'operazione fatta oggi continuerà, il problema del contrasto tra Italia e Malta sull'accoglimento dei clandestini sarà risolto perché in qualunque acqua si trovino i barconi saranno rispediti in Libia da dove sono partiti».
