Dell’Utri lo ammette: «in politica ci son entrato per scappare all’arresto»
Sul Fatto quotidiano di oggi la giornalista Beatrice Borromeo ha intervistato l'On. Marcello Dell'Utri, fondatore di Forza Italia e condannato in primo grado a 9 anni per mafia. L'intervista ha quasi del surreale e ci si chiede se sia stata ...
Il governo s’inchina
Prima lo scudo fiscale per il rientro dei capitali sporchi e frutto del riciclaggio poi la norma che permette ai clan di ricomprarsi i beni confiscati se non immediatamente assegnati e la sentenza della Cassazione che invia alla Corte d'assise ...
Niente cannoli per Cuffaro: condannato a 7 anni per le talpe alla Dda
Niente cannoli questa volta. Totò Cuffaro, ex governatore della regione Sicilia, senatore dell'Udc e membro del consiglio di amministrazione della Rai, è stato condannato dalla Corte d'Appello di Palermo a sette anni, nell'ambito del processo sulle talpe alla Direzione distrettuale ...
L’Italia, la schiavitù, e la caccia al clandestino
La caccia al clandestino ricomincia; l'ottusità e la cattiveria del nostro paese ancora una volta si manifesta nelle sue forme peggiori. Esasperati da condizioni di lavoro estenuanti, sevizie, costretti a vivere in cattività come bestie, obbligati alla clandestinità, dopo giornate di violenza e scontri - di cui le vittime sono sempre gli immigrati - si diffonde un clima di tensione e sgomento al quale il nostro ministro Maroni risponde: «colpa loro e della tolleranza verso l'immigrazione clandestina».
Rosarno: se la Chiesa denuncia la mafia e Maroni gli immigrati
«Il problema dell'immigrazione in Calabria va inquadrato nel grande problema della liberazione dall'oppressione mafiosa». Le parole sono di mons. Pino Demasi, vicario generale della diocesi di Oppido-Palmi che, intervistato da Radio Vaticana sull'episodio di Rosarno, questa mattina ha parlato apertamente di una 'ndrangheta che opprime e ha denunciato «l'assenza totale del Governo centrale, della Regione e delle amministrazioni locali».
Quando Sgarbi difendeva Brusca
Lanciando insulti e urla come solo lui sa fare, Vittorio Sgarbi pochi giorni fa sembrava proprio una furia che dall'alto della sua inedita postazione da giudice di sedia (l'arbitro del tennis n.d.r.) proclamava il suo pensiero nel salotto pomeridiano di Canale 5 : «Non consentiamo che i tribunali sputtanino l'Italia, lo stato, la civiltà dicendo cose inaudite. Io non sopporto che qualcuno dica che Striscia la Notizia e Canale 5 siano legati alla mafia. Io mi rifiuto di accettarlo. Sono qua come te, come tutti noi e voglio indignarmi rispetto ad un tribunale che da voce ad uno stronzo, ...
Se la mafia decide che Berlusconi può ancora governare
Insomma, Cosa Nostra attende. Dà tempo. Concede una proroga. Dice di non sapere chi siano Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi , scagionandoli così - almeno per ora - dall'accusa di essere stati a conoscenza e di essere i mandanti occulti delle stragi di mafia degli anni Novanta. Il segnale, insomma, è chiaro. Alle spalle di questo show mediatico, con i mafiosi che sventolano ai quattro venti presunte buone intenzioni di rispettare le regole, di aver ormai votato la loro vita alla fede, ai buoni propositi e alla vita retta, si nasconde un ...
Il “No Berlusconi Day” e la politica dei cittadini
«Wow, ma è già piena?». Inizia così il mio ingresso a bocca spalancata in Piazza San Giovanni sabato scorso, in occasione della manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni del Premier Berlusconi. Partito nella notte di sabato da Bergamo sono arrivato alla stazione di Roma Termini pochi minuti prima dell'inizio del No Berlusconi Day. Presente all'evento anche Emilio Torsello, co-editor del blog Diritto di critica. Il corteo è partito da Piazza della Repubblica e si è poi diretto verso il palco allestito nella piazza più grande di Roma, scenario tradizionale di ...
Berlusconi indagato per mafia? Vigna: «Per legge nessuno può confermarlo»
L'hanno gridato ai quattroventi: «Silvio Berlusconi non è indagato per mafia». Eppure i tv, giornali e radio hanno dimenticato un particolare non di poco conto: fino all'iscrizione sul registro degli indagati, nessun giudice comunica all'imputato l'indagine in corso a suo carico. È come se Totò Riina anni fa fosse andato dai magistrati di Palermo e avesse chiesto: «scusate, per caso sono indagato?». Se i pm di Firenze avessero confermato le accuse, avrebbero violato la legge.
I pentiti di mafia e l’ironia dei giornali di “famiglia”
La famosa espressione “mettere le mani avanti” è la più azzeccata per descrive il comportamento che alcuni quotidiani come “Il Giornale” e “Il Foglio” (entrambi di proprietà della Ffmiglia Berlusconi) stanno mostrando nei confronti di alcune notizie che, se dimostrate, aggraverebbero pesantemente la posizione del premier Silvio Berlusconi a causa dei suoi presunti rapporti con la mafia e la sua funzione nelle stragi del '93. Avevamo già ricordato le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, autore materiale delle stragi e killer di Don Peppino Puglisi, che ai Pm di Firenze aveva raccontato ...
