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Diritto di critica | July 31, 2021

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Bonanni: «La violenza non è rabbia sociale. Colpa dei cattivi maestri» - Diritto di critica

Bonanni: «La violenza non è rabbia sociale. Colpa dei cattivi maestri»

«Coloro che danno l’interpretazione secondo cui le violenze nascono da una rabbia sociale sono dei cattivi maestri». Parole di Raffaele Bonanni intervistato dal quotidiano Libero.

Il segretario nazionale della CISL si è soffermato sugli scontri di Roma all’indomani del voto di fiducia alla Camera, indicando alcuni mandanti : «C’è un clima di violenza nel Paese generato da pochi soggetti che tra l’altro sono sempre gli stessi. Oggi si chiamano in un modo, ieri in un altro, ma sono sempre gli stessi». E ancora: «qui c’è gente intollerante rispetto a chi la pensa diversamente. Devono definirti nemico del popolo, un nemico da abbattere».

Il riferimento è parso andare ad alcuni episodi di cui il segretario confederale è stato vittima, negli ultimi mesi, con diverse aggressioni da parte di membri centri sociali e precari, in particolare alla Festa democratica del Partito democratico a Torino, nel settembre scorso.

Alla domanda se tra i cattivi maestri si possa annoverare Santoro, dopo la puntata di Annozero resa celebre dallo sfogo del ministro La Russa ai danni di uno studente, Bonanni ha risposto «Li conosciamo e li sentiamo. I cattivi maestri sono quelli che danno un’interpretazione del genere». A tal proposito, è curioso mettere a confronto un’altra risposta: «I lavoratori, i precari, i disoccupati non bruciano auto e non picchiano poliziotti. Il minimo che si possa fare è separare i violenti da chi legittimamente protesta» con un post di Marco Travaglio sulla versione web de Il Fatto: «lanciare appelli paternalistici a “isolare i pochi imbecilli che rovinano la protesta pacifica”, con un linguaggio da colonnelli in pensione, non funziona, non attacca. Ammonire contro il ritorno degli anni di piombo, peggio che mai. (…) Fermo restando che è sempre giusto farlo, condannare la violenza non basta più. Occorrono parole nuove e luoghi non comuni per comunicare, al di là della retorica e delle frasi fatte».

L’analisi sociale del segretario CISL e di tanta parte della politica, sembra dunque andare da un’altra parte. guarda al passato. L’impressione, dunque, è che si voglia continuare a leggere fenomeni sociali mutati e per molti aspetti diversi da quanto vissuto durante “gli anni di piombo”, sempre con le solite, vuote, categorie e retoriche “di palazzo”.

Comments

  1. elioalfa

    Per Bonanni

    Violenza è dimenticare i diritti dei lavoratori, dei disoccupati e dei giovani.
    Violenza è prestarsi al gioco di rancorosi ex-socialisti per consumare una vendetta covata per anni.
    Violenza è vendersi per una poltrona.
    Violenza è fare la ruota di scorta di Marchionne e trovarsi, alla fine, senza auto.