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Diritto di critica | December 4, 2021

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Rischio terremoto, “all’Aquila mancano vigili del fuoco” - Diritto di critica

Rischio terremoto, “all’Aquila mancano vigili del fuoco”

Scarsi mezzi e carenza di personale”. Ecco la denuncia dei vigili del fuoco dell’Aquila. Gli angeli del terremoto sono in stato di agitazione a causa di una serie di tagli che rischia di compromettere il loro necessario e fondamentale lavoro. Infatti, il contingente della provincia aquilana si è andato assottigliando nel corso degli ultimi mesi. In una città a rischio terremoto oggi i vigili del fuoco disponibili nell’area urbana sono poco meno di 100. Se è vero che la terra trema sempre di meno, non mancano altri rischi come alla recente alluvione e l’allerta ghiaccio che già oggi crea molti problemi agli aquilani che vivono nelle casette di legno e che rischia di prolungarsi ancora per alcuni mesi.

“A seguito dell’assemblea tenutasi con il personale del comando – si legge nella nota – le organizzazioni sindacali dichiarano all’unisono lo stato di agitazione con decorrenza immediata”. Non c’è solo un problema di scarsezza di mezzi e personale. Infatti, i vigili del fuoco aquilani protestano anche per la “totale incertezza in cui è lasciato tutto il personale e, soprattutto, a causa del senso di abbandono che lo pervade”. Inoltre, ancora non sono stati pagati gli straordinari “prestati nel 2010 per l’emergenza sisma e indennità accessorie ormai da più di 12 mesi”.

Così questo stato di incertezza per il 2011 rischia di ripercuotersi non solo sul personale del comando provinciale dell’Aquila che dovrà farsi carico della gestione della fase post-terremoto, ma anche sui cittadini della città che vedrebbero ridursi considerevolmente un servizio che è ancora necessario. Oggi, di fronte ad una nuova ed improvvisa emergenza, la città si ritroverebbe senza una sufficiente struttura operativa e con pochi mezzi per intervenire. Pochi, dunque, sembrano ricordare che il 6 aprile del 2009 erano in servizio all’Aquila appena 13 vigili del fuoco.

Comments

  1. marco

    Vista la carenza di risorse, una buona soluzione può essere di creare nelle maggiori città della vostra provincia una serie di distaccamenti di vigili del fuoco volontari, come ce ne sono tanti nel nostro paese. In questo modo avreste dei cittadini del luogo, con la conoscenza di luoghi, procedure e mestieri che potete immaginare, professionalmente preparati a prestare soccorso H24 per ogni evenienza, e pronti anche come riserva in caso di possibili future calamità, a un costo più che sostenibile. L’alternativa è continuare così. Mi raccomando, attenzione alla trappla dei “distaccamenti misti”, evitate chi li propone, per carità.
    Qui per informazioni: http://www.anvvfv.org/ e http://www.vigilfuoco.it/aspx/page.aspx?IdPage=101.

    • Davide

      La figura del Vigile del fuoco volontario è spinta, dala necessità di risparmiare fondi.
      Siamo certi che questa vada a favore della professionalità del soccorso tecnico urgente, generando :
      – ulteriore personale precario;
      – nuovo personale non correttamente formato (corso di 120 ore);
      – nuovo personale con garanzie minime (malattia,copertura infortunistica,);
      – dispendio di risorse finanziarie non finalizzate ad una soluzione dei problemi di
      carenza di organico del C.N.VV.F.
      Sarò un romantico,ma vedo nel Vigile del fuoco una professione atta alla conoscenza :
      dei propri colleghi presenti con spirito di turno (gruppo),
      delle procedure ed addestramenti di soccorso tecnico,
      dei mezzi a disposizione per effettuare i servizi,
      del soccorso da prestare H24 per 366 gg
      e come tutte le questioni che affronto vorrei fossero organizzate e gestite al meglio
      senza mettere toppe alla copertura di falle creando così una struttura sempre più debole ed inefficiente.

      • marco

        Vedo che conosci bene gli slogan e le diffamazioni sindacali. Magari adesso potresti studiarti pure l’organizzazione e la storia del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e la sua realtà. Preciso che non siamo i discontinui delle centrali, ma i volontari dei distaccamenti, quelli che operano H24 e tutti i giorni, spesso a fianco dei colleghi permanenti.
        Volendo ci sarebbe pure da conoscere l’organizzazione dei corpi di ogni alta nazione civile (compreso il nostro Trentino Alto-Adige), dove il personale volontario e professionale costituisce il 90% del totale, e non il 10% come da noi.
        I vigili volontari dei distaccamenti sono professionali, fanno corsi e esercitazioni settimanali, gli eventuali corsi dei comandi che mancano (a causa dei sabotaggi e dell’emarginazione sindacali) se li organizzano per conto loro, e non hanno nulla a che fare col precariato (recente invenzione sindacale) e considerano il termine come un insulto. La non completa copertura assicurativa dovrebbe essere, per un vero collega, un motivo di indignazione contro l’amministrazione, non un ulteriore pretesto denigratorio, ma per fortuna ci stiamo già pensando per conto nostro.

        Propaganda a parte, Invito tutti gli interessati a visitare i distaccamenti volontari italiani, e toccare con mano: http://www.vigilfuoco.it/aspx/ReturnDocument.aspx?IdDocumento=144, http://www.vigilfuoco.it/aspx/page.aspx?IdPage=101.
        Un distaccamento volontario non è mai una seconda scelta, è una prova di civiltà di una comunità.

  2. marco

    Dimenticavo, scusate: il costo di un distaccamento volontario, che funziona esattamente come uno permanente, costa circa un quinto di questo.

    In più, vista la congiuntura economica, se il progetto parte, entro due o tre anni li potrete avere in funzione.

    Diversamente, immaginate voi cosa lo Stato potrà fare di simile, viste le scarsissime risorse disponibili nei prossimi anni.