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Diritto di critica | June 13, 2021

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Governo in difficoltà, la Lega furiosa - Diritto di critica

Governo in difficoltà, la Lega furiosa

Governo in difficoltà. Al dibattito sull’impiego di aerei militari italiani in Libia in azioni di attacco, si è ieri aggiunta la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea che dichiara il reato di clandestinità introdotto in Italia non conforme alle norme comunitarie.

La Lega furiosa. “Ci sono altri paesi europei che prevedono il reato di clandestinità e non sono stati censurati” dichiara il ministro dell’Interno Roberto Maroni. “L’eliminazione del reato, accoppiata alla direttiva europea sui rimpatri, rischia di fatto di rendere impossibili le espulsioni, trasformandole solo in intimazione ad abbandonare il territorio nazionale entro sette giorni. Questo rende assolutamente inefficaci le politiche di contrasto all’immigrazione clandestina”. Dopo le resistenze della Ue alle richieste dell’Italia di una condivisione del numero dei migranti giunti sulle coste della Penisola a causa dell’instabilità del Nord Africa, arriva un nuovo colpo al governo. “L’Italia è in Europa, occorre che le istituzioni europee si rendano conto che i problemi che ha il nostro Paese non sono solo suoi ma sono problemi che ha il resto dell’Europa. Se si rende più difficile l’espulsione dei clandestini non è un problema solo dell’Italia ma è un problema di tutta l’Europa”. Ma la Corte contesta alla normativa italiana proprio questo aspetto. La reclusione con cui si punisce “il cittadino di un paese terzo in soggiorno irregolare che non si sia conformato a un ordine di lasciare il territorio nazionale”, si legge nella nota della Corte, comprometterebbe la realizzazione dell’obiettivo della direttiva Ue “di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali”. Ma poco importa. Si avvicinano le elezioni e quello che conta è trovare un capro espiatorio ai mali irrisolti dell’Italia.

La maggioranza all’attacco della Ue. “Una scellerata visione giuridica e culturale dalle ricadute gravissime”, ha dichiarato Luca Zaia, governatore della regione Veneto ed esponente di punta della Lega Nord, fautrice di questa norma. La sentenza della Corte “cancella una legge votata da un Parlamento sovrano di uno stato fondatore dell’Ue. Culturalmente si vuole minare l’identità di una nazione e, dunque, della nostra stessa esistenza come popolo”. Ma che il diritto cosiddetto comunitario prevalga sulla legislazione nazionale non è invenzione della Corte ma di accordi internazionali firmati anche dall’attuale maggioranza. “Certe sentenze sono un incoraggiamento per i clandestini e l’Italia dovrà far sentire chiara e forte la sua voce a tutti i livelli europei e internazionali”, osserva Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl. Ad abbassare i toni, però, ci pensa dal Campidoglio, il sindaco di Roma Gianni Alemanno. “La sentenza della Corte non cancella il reato di clandestinità, ma solo la pena di reclusione”.

Demagogia e figuracce”. “Sull’immigrazione le figuracce del governo italiano non finiscono mai”, spiega Rosy Bindi, presidente del Pd. “La Corte di Giustizia europea mette a nudo le violazioni dei diritti umani, l’approssimazione e i ritardi di norme approvate solo per fare propaganda, dimostrando un’efficacia che alla prova dei fatti pari a zero. Del resto, cosa aspettarsi da un governo prigioniero delle parole d’ordine della Lega e incapace di affrontare con serietà e giustizia il fenomeno globale e inedito dell’immigrazione”. Pier Ferdinando Casini, leader Udc rincara la dose: “A questo punto aspetto solo che Berlusconi ci spieghi che i giudici europei sono comunisti. Il governo, essendo in stato confusionale, fa provvedimenti per compiacere, demagogia che puntualmente non riesce a trovare verifica. Così non si può andare avanti”.

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