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Diritto di critica | April 22, 2021

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La "lettera segreta" della Bce, visione di un'Italia sconfitta - Diritto di critica

La “lettera segreta” della Bce, visione di un’Italia sconfitta

Più disoccupati, stipendi più bassi, pensioni rinviate di anni. La Bce crede che l’Italia si salverà così, garantendo all’euro la tranquillità di fronte ai mercati finanziari. Dovremmo quasi ringraziare il governo per non aver saputo esaudire Francoforte, oggi staremmo molto peggio. Ma è davvero questa la cura giusta della crisi?

Il 5 agosto piombava sul tavolo di Palazzo Chigi una lettera esplosiva e gelosamente tenuta segreta dai destinatari. Mittenti, i governatori della Banca centrale europea – Jean-Claude Trichet uscente e Mario Draghi entrante – decisi a prendere il toro del debito italiano per le corna. “L’Italia deve aumentare i suoi sforzi per rafforzare la credibilità della propria firma”, si legge all’incipit del testo, custodito come segreto (di Pulcinella) per quasi due mesi nelle sale del potere. All’ovvia considerazione, però, segue un diktat neoliberista che dovrebbe far tremare i polsi.

Cosa chiese (e chiede ancora) l’Europa all’Italia? Privatizzare i servizi pubblici. Rendere più “flessibile” il lavoro. Alzare l’età pensionabile e stringere i criteri per ottenere l’agognato assegno mensile. Il mantra di Trichet e Draghi è noto: le aziende devono avere mano libera, non conoscere costi sociali e costrizioni contrattuali. Perchè loro sono il motore della crescita, con i loro profitti, i loro investimenti, i loro consumi. Condivisibile se sei un colletto bianco, meno se sei uno blu.

Ma funziona davvero? Le privatizzazioni non hanno migliorato i servizi alla comunità: lo dimostra l’esperienza dell’acqua pubblica, gestita dai privati con costi doppi rispetto a quelli statali.

Riflettiamo sul mondo del lavoro. La contrattazione di 2 livello rende più facile ridurre personale e salario, in nome della produttività. Lo stesso fa il licenziamento senza giusta causa, e in generale la flessibilità lavorativa. Il risultato è più disoccupati e cassaintegrati da una parte, maggior carico di lavoro allo stesso salario dall’altra. Dal punto di vista della crescita economica (del Pil insomma) è un fallimento: i disoccupati comprano meno, avendo meno soldi, e gli impiegati hanno meno tempo per spendere. Se l’export resta una linea piatta sull’elettrocardiogramma, chi compra i beni e i servizi prodotti dalle nostre aziende? 

Probabilmente chi resta fuori dal mondo del lavoro: gli under 25 (forse anche under 30, ormai) e i pensionati. Non più over 60, ma over 65 in tutti i settori. I primi vengono mantenuti dagli stessi disoccupati di prima, o dagli impiegati sovraccaricati, e finiscono per diventare dei buchi neri di consumo a basso valore aggiunto – divertimenti, cibo, studio. Non certo un investimento per il futuro. I pensionati sono ottimi consumatori, hanno tempo per spendere e l’assegno mensile fisso. Ma diminuiscono di numero, se l’età limite sale e i criteri diventano più stringenti. Se poi riduciamo l’entità della pensione, il loro apporto al sistema paese si chiude sui prodotti farmaceutici e sul sistema sanitario nazionale.

Ricorda molto da vicino l’Italia del dopoguerra: un mondo contadino dove non si andava mai in pensione, si lavorava al prezzo deciso dal proprietario della terra – senza fiatare sul salario – e si comprava carne una volta al mese. E’ questo il Paese che uscirà dalla crisi?

Comments

  1. luca

    Bell’articolo. Molti spunti su cui riflettere

  2. AngeloRO

    Mario Draghi è meglio che si zittisca!!
    Sulle pensioni deve stare zitto e muto:
    lui è andato in pensione alla tenera età di 58 anni !!
    E’ 6 anni che percepisce una misera pensione d’oro di 14.000 €urini al mese!!
    Quale autorevolezza dovrebbe avere nei confronti di chi vuole fare la morale??
    E pensare che tutti quelli che morale vogliono fare agli altri sono come lui:
    es.: Dini & Amato …30.000 € di pensione al mese .
    Puttosto il nostro “eroe” non ha detto nulla sull’EVASIONE o sugli sprechi pubblici sui costi della politica .
    Di questi “eroi” possiamo farne a meno ..!!
    Fra l’altro adesso(ieri) la commissione Bilancio e Finanze della Camera dice che i conti dell’INPS sono sostenibili a lungo termine…e meglio che i replicanti del Copia/incolla si informino.
    La LEGA ha fatto più bella figura di tutto il “coro” dei replicanti.
    GRAZIE

  3. Thomas

    Ma basta con stronzate tipo “Condivisibile se sei un colletto bianco, meno se sei uno blu”. Gli impiegati ormai sono sfruttati più degli operai! E guadagnano pure meno, molto spesso! Poi condivisibile il resto, ma smettiamola con questi operai che, ormai, non sono più ne la maggioranza dei lavoratori e nemmeno la categoria più bistrattata… la maggioranza ormai lavora in ufficio, ha un titolo di studio e CIONONOSTANTE è sfruttata, pagata poco in proporzione alla ricchezza che genera e soprattutto poco tutelata. Poi è ovvio che Berlusconi ha gioco facile a propinare ancora cliché tipo i comunisti che mangiano i bambini…

  4. eva maio

    BASTA GUARDARLI A FONDO: PROFILO DA PESCECANI, ANIMA DA LUPI, CON LE VESTI DA ORATORI DEL RIGORE.