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Diritto di critica | October 16, 2021

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La lettera: "Noi, Generazione Berlusconi, nati negli anni Novanta" - Diritto di critica

La lettera: “Noi, Generazione Berlusconi, nati negli anni Novanta”

Pubblichiamo la lettera di una ragazza di vent’anni, nata poco prima della “discesa in campo” di Silvio Berlusconi. “La mia – scrive – è una generazione disinteressata alla politica, cresciuta guardando telequiz a premi e talent show”. Eppure – continua – qualcuno ancora si salva: sono pochi ed erano in piazza il 15 ottobre per manifestare in modo pacifico. Ma i media li hanno dimenticati a favore dei Black-bloc. Qualcuno potrà accusarla di populismo spicciolo. Ognuno si farà l’opinione che crede. A noi ha colpito l’età di Valentina – 20 anni – e la sua consapevolezza della generazione in cui è nata.

Sono nata nel 1991. Erano gli anni di Tangentopoli, delle stragi di mafia. Stava terminando la prima Repubblica ed era proprio in quel periodo che Silvio Berlusconi decideva di scendere in campo. Dal 1994 ad oggi, l’attuale presidente del Consiglio non ha attuato nessuno dei punti fondamentali del suo programma di governo: riduzione delle tasse, riforma della giustizia, piano casa, piano del Sud ed ecc…

Ma non voglio soffermarmi a parlare di quanto ha fatto e non fatto Berlusconi, mi soffermo piuttosto su come noi cittadini, soprattutto noi giovani, abbiamo vissuto nell’epoca in cui impera il berlusconismo.

I miei coetanei sono cresciuti guardando la tv: i telequiz a premi, i talent show, i reality show, le fiction, i programmi di approfondimento “giornalistico” e i telegiornali di parte.

Comincio dalla tv, perché è da questa che abbiamo iniziato ad appoggiare, a nostra insaputa, il berlusconismo.

Quando si parla della mia generazione, si parla della generazione disinteressata alla politica che fa il gioco dei potenti perché non sa fare purtroppo nient’altro. La mia generazione è quella degli sfaticati, dei mantenuti, degli ignoranti, della promozione facile, delle aspiranti veline e calciatori e potrei continuare…non è populismo purtroppo. E’ vero, siamo questa generazione: quando ci vedi manifestare in piazza, spesso non sappiamo cosa dirti, perchè i punti di domanda non li conosciamo, qualcuno ce li ha tolti. Però ti sappiamo dire chi ha vinto all’ultima edizione del Grande Fratello o di Amici, ti sappiamo dire cosa ha fatto Lapo Elkann a Milano con il suo suv, cosa ha fatto la Canalis con Clooney, insomma ci teniamo aggiornati come possiamo su questo e guai a chi dice il contrario.

Siamo la generazione figlia di genitori che ammirano Berlusconi perchè si è fatto da solo, perchè grazie a lui possiamo guardare tre canali televisivi senza pagarli, possiamo guardare le partite di calcio a soli 10 euro, non paghiamo l’ICI per la prima casa, insomma Berlusconi è generoso e non ci fa pagare mai nulla.

Però capita di trovare tra i miei coetanei qualcuno stranamente interessato a qualcos’altro, tipo: la letteratura, la buona musica, la politica. Sono pochi, solitamente non bucano lo schermo, non riescono, non sono molto simpatici e non li ammirano da nessuna parte. Loro ogni tanto cambiano canale. Quando potevano, guardavano Annozero. Poi Santoro è scomparso. Si è detto che non andava bene e che avesse deciso di tagliare i ponti: non voleva più lavorare nella Rai dei partiti. Questa minoranza tra i giovani della “generazione Berlusconi” si informa grazie ai blog, alle enciclopedie libere, su facebook o su twitter come anche i miei coetanei “appassionati” di reality show, solo che i primi si scambiano informazioni, cercano di fare il loro meglio per trovare un posto in questo Paese che li lascia soli, perché  – ahimé – loro non vogliono fare le veline né i calciatori. Hanno deciso di indignarsi, insieme a tanti giovani nel mondo, perché gli stanno rubando il futuro e sono andati a manifestare pacificamente. Ma c’è sempre qualcuno che gli ruba la scena: i media preferiscono puntare tutta l’attenzione sui giovani delinquenti vestiti di nero. La mia generazione, quella parte che è stata capace di aprire gli occhi e di manifestare pacificamente a Roma, augura a tutti voi un buon risveglio da questo incubo.

Valentina Conticello

Comments

  1. Carla Cimino

    Cara Valentina, ho un figlio nato nel ’91, come te e fa parte di quelli che non vogliono fare il calciatore. Studia informatica all’università, suona la chitarra (5° anno di conservatorio), beve birra, viaggia ed ha tanti amici. Si informa, come hai detto tu, su internet, perchè i  telegiornali non li guarda più, ed ha avuto una madre “diversa”, che dell’impegno politico e, soprattutto sociale, ha fatto la sua ragione di vita. Vengo dagli anni ’70,i famosi anni di piombo, vissuti intensamente. Una generazione fregata la mia, fregata dalla droga e dal terrorismo di “finta sinistra” Ma anche allora ci si distingueva e forse, alcuni di noi, qualcosa a questi figli è riuscito a trasmettere, qualcosa di positivo che forse oggi, nell’era dell’apparire, non ha valore, ma che non potevo fare a meno di trasmettere. Il mio contributo ad un mondo migliore. Scusa Valentina, volevo distinguermi da quei genitori da te mensionati, che ammirano B. E forse i pochi (ma io non credo lo siano) ragazzi che la pensano come te, hanno avuto dei genitori “diversi” anche loro. Lasciaci un po’ di merito, altrimenti, che abbiamo campato a fare? :-)) Con tanta simpatia.
    Carla

  2. Sonia

    mio nonno diceva che ad un somaro è più facile metterglielo nel culo che in testa!!!

  3. Lucia

    Sì, va bene, w la retorica: sono nata solo 6 anni prima di questa ragzza, c’era già mediaset e ho passato tutta l’infanzia e l’adolescenza a seguire i cartoni animati giapponesi ( e violenti!!! mi meraviglio di non essere una black bloc). Ho visto i realty, tutt’ora seguo serie televisive stupide e trash, e le tribune politiche mi fanno solo innervosire perché le trovo una versione intellettuale di Uomini e Donne. Fino ai 18 anni ero troppo concentrata su me stessa perché mi importasse un fico secco della politica. Poi però ho deciso che me ne doveva importare, che era mio dovere e mio interesse. Forse perché non ho mai avuto il fisico da velina, probabilmente. Forse perché i miei genitori me ne hanno fatto interessare. Forse perché a un certo punto sono uscita dall’egocentrismo adolescenziale, ho scelto di uscirne e di guardarmi intorno. Questo per dire che: certo, la responsabilità culturale di B. e dei suoi media è innegabile. Ma non ci si può sempre nascondere dietro un dito: ci sono stati anche tanti genitori e insegnanti distratti, tanto qualunquismo a livello diffuso, tanto egoismo generalizzato. Tanti discorsi retorici. Credo che per tanti ragazzi sia assolutamente comodo pretendere di essere lobotomizzati dalla tv e dallo show business, una bella scusa per non prendersi mai una responsabilità, e non solo loro, ma anche i loro genitori. E poi, anche per dire che la retorica che per essere cittadini consapevoli si debba per forza interessarsi alla “letteratura” e alla “buona musica”, è decisamente irritante, credo uno dei motivi principali che porta tanti ragazzi all’insofferenza. E’ yba cosa che fa tanto cliché di sinistra sinceramente :) uno dei cliché che il berlusconismo usa sistematicamente per ridicolizzare chiunque gli si opponga.

  4. Come se l’alternativa all’imbonimento fosse Annozero… per carità, rispettabilissimo programma, ma non vediamolo come la manna scesa dal cielo per sfamare il digiuno delle menti. Chi vuole aprire gli occhi li apre, ma per sollevare le palpebre è necessaria una quantità di energia maggiore di quella che ci vuole per stare comodamente seduti su un divano a guardare un programma televisivo.

  5. Giuseppega

    cara valentina,nessuno si fa da solo come nessuno va in una isola deserta con una valigia di soldi, come si e’ fatto berlusconi? (rischiando di brutto)e ancora oggi ne paga le conseguenze.se non avesse avuto il padre che lavorava alla (banca rasini vedi wikipedia) questo spiega molto del nostro paese, molto probabilmente sarebbe ancora a vendere aspirapolveri assieme a confalonieri,ma non e’ l’unico che deve la fortuna di essere cosi.il resto della conoscenza  te lo donera’ il tempo della vita . e un consiglio vorrei darti non fare mai distinzione tra (destra e sinistra) e non fidarti della televisione.io la considero una delle piu’ grandi epidemie mai accadute all’uomo        buona fortuna perche’serve anche quella nella vita

  6. Sono d’accordo con Lucia. A me sembra solo un concentrato di cliché e luoghi comuni. Ho 24 anni e sono oramai impegnata con la mia tesi di specialistica. Leggo moltissimo, fino ad addormentarmi, all’alba, col libro sulla faccia. Guardo tv spazzatura. Ascolto musica che per me è ottima, ma probabilmente per altri sarà una m****. Della politica non me ne frega niente, come alla politica non frega niente di me. Non sono berlusconiana, ma mi guardo bene dal rientrare in quel patetico cliché sinistroide. Ne ho le balle piene dei vostri aut aut, del dover per forza rientrare sotto qualche etichetta, pena la totale esclusione sociale e, addirittura, la negazione stessa della mia esistenza. Io sono IO. E io ho dei sogni, che resteranno sempre tali. Riprendere a studiare musica, per esempio. Ma significherebbe, ancora una volta, andare a vivere lontano dalla mia famiglia. Farmi una famiglia tutta mia, ma, coi tempi che corrono, è più probabile che io faccia un terno al lotto giocando solo due numeri. Trovare almeno un lavoro che mi permetta di avere la mia autonomia, dopo 5 anni di sacrifici da parte dei miei e di sudore mio sui libri. Utopia?
    Onestamente, con tutto questo casino nella testa, col terrore che il tempo sia passato senza che io ne abbia goduto, mi INDIGNO un po’ (per usare un termine che in questi giorni va di moda, altra caratteristica da gregge, cui mi associo) a leggere queste cavolate. Oh, certo! La colpa è della tv! Di quel malefico schermo orwelliano che plagia le menti. Ma la tua, autrice della lettera, la tua mente è più forte. Tu sei più intelligente di noi povera massa di pecoroni e tu t’indigni, ascoltando buona musica coi tuoi amichetti, guardando “Annozero” (maddai, che forza!) con il cannino d’hascisc in bocca e la maglietta del Che. Ma per favore. Anzi, fattelo un favore. Studia, continua a farlo, fallo sempre. Perché la cultura è l’unica cosa che non ci potranno mai togliere, è l’unica forza liberatrice che ci aiuterà sempre a sciogliere i clichè e ci donerà l’autonomia di decidere, qualora avessimo mai davanti due o tre alternative (ce lo auguro).

    • Fabrizio

      Forse cara Graziachiara Melissa non ti rendi conto di una cosa: che la cultura ce l’hanno tolta già da un pezzo. E per colpa proprio di gente come te che si sente superiore e che non si interessa della politica e quindi del futuro di tutto il paese, ma pensa solo al proprio !!!!!!
      “Guardo tv spazzatura. … Della politica non me ne frega
      niente”: non vorrei dirtelo, ma presentandoti in questa maniera, oltre a fare una pessima figura, hai dato completamente ragione a Valentina Conticello, che invece ha le idee più chiare delle tue.Tu continua pure a guardare la tv spazzatura, tanto è l’unica “cultura” che non ti toglieranno mai!!!!!

      • Lucia

        Non vorrei cmq che si travisassero le mie parole, visto che graziachiara si dice d’accordo con me, ma io non sono d’accordo con lei :D Anzi, mi dispiace molto leggere questo suo commento.
        Quello che io volevo dire, e spero risulti chiaro, è che per quanto sia innegabile la responsabilità della situazione mediatica italiana (7 canali, 3 di un uomo che sta in politica, e anche altri 3 quando è al governo-quindi da 10 anni senza quasi interruzioni. Più giornali ed editoria…come si fa a dire che non conta non lo so) spesso mi sembra che si sfoci nella retorica e nei cliché, e le persone -spesso molto giovani- che scrivono queste lettere (non è la prima che leggo) risultano tendenzialmente antipatiche :D Se c’è una cosa che piace a noi italiani è lamentarci, e mi sembra che dietro questo tipo di considerazioni, peraltro giuste in diversi punti, manchi un po’ di presa di responsabilità e coscienza, che non sia autocelebrativa, e un po’ di critica costruttiva che non sia indirizzata solo all’Uomo Nero, che è causa ma anche conseguenza.
        In Italia tutto è ideologia e retorica: che sia del lavoro o della
        cultura poco importa, è sempre ideologia. Nessuno sembra mai
        preoccuparsi che le cose funzionino realmente, e che funzionino per tutti, non solo per chi si sa arrangiare. Nessuno sembra mai in
        grado di pensare qualcosa di diverso. Tutti sono polemici, ma pochi
        sanno essere critici (e intendo critico nel suo significato profondo). Non si fa altro che parlare dell’importanza della cultura e dell’istruzione, ma qualcosa non funziona se siamo arrivati a questo punto, non vi pare? Non è con la retorica della letteratura e della buona musica che si creano cittadini migliori, ma con la conoscenza e lo studio dei diritti e dei doveri dei cittadini. Questo era il senso del mio commento. Per dire che non tutti i ragazzi sono così, ed è ovvio, ma non solo quelli che si prendono la briga di scrivere le lettere. E sarebbe grave se non fosse così! Dobbiamo essere più forti e migliori del nostro destino, no? Altrimenti diventa solo una comoda scusa “oh, io sono nato negli anni ’90, che cosa pretendete da me???” No. Io pretendo. Il mondo pretende, e tu devi pretendere da te stesso.
        Per questo, quando incontro persone come graziachiara mi deprimo molto: perché spesso sono persone intelligenti, persone che si impegnano, e che potrebbero contribuire a un cambiamento positivo, ma preferiscono non mettersi in gioco, facendosi offuscare dall’ideologia (sì, anche quella) dell’antipolitica, dell’a-politica, e dal sentimento generalizzato del “io penso a me, arrangiatevi, tanto non cambia niente” che fa tanto comodo a chi non vuole mai che niente cambi.

    • Oceancloud89

      “Perché la cultura è l’unica cosa che non ci potranno mai togliere, è l’unica forza liberatrice che ci aiuterà sempre a sciogliere i clichè e ci donerà l’autonomia di decidere, qualora avessimo mai davanti due o tre alternative (ce lo auguro).”  A decidere in quale campo esattamente, visto che della politica ti disinteressi? E se anche arrivasse un’alternativa, tu come te ne accorgeresti, isolata nel tuo utile mondo di tesi di laurea e 110 e lode e tanto studio e sudore per un mondo migliore che però è pur sempre meno importante di te? 

  7. Vfd

    mah… non è vero che i giovani si disinteressano della politica..le ultime votazioni confermano che la maggior parte dei giovani si è interessata alla politica, c’è chi si interessa magari con una “gradazione” maggiore di altri, cioò però non toglie che anche gli altri non siano sufficientemente partecipi.

    Fare il calciatre, dovrebbe equivalere a voler fare lo sportivo..e lo sport non ha rilevanza culturale zero (benessere interiore ed esteriore, saper fare dei movimenti “artistici” con la palla, movimenti che dovrebbero avere una connotazione spettacolare). Fare il calciatore, per alcuni, sembra che equivalga a fare i criminali. Purtroppo la connotazione sovranazionale del calcio lo inflaziona rendendolo uno sport poco pulito ma, tolta la sporcizia, il calcio rimane uno sport da trattare come tale.

    Non è neanche vero che è una generazioni di sfaticati, visto che è solo una minor parte a non fare niente, la maggior parte ha un’occupazione lavorativa o studia (la maggior parte con profitto), tantissimi lavorano e studiano. L’unica differenza con il passato è che si è solo ritardato, in media, il momento in cui si va via di casa ma la causa è anche la difficoltà di trovare un posto di lavoro fisso e questa forse è una piaga da combattere.

    Le radici del velinismo, cara, antecedono sia Berlusconi che il mondo della TV..visto che nei cabaret degli anni 50 già c’erano le “donnine” e la corse di molte ragazze per partecipare a Miss Italia già nelle primissime ediziono, mettendosi in mostra non si discosta così tanto da quello che fanno molte ragazze di oggi (non necessariamente la maggior parte).

    Bisogna poi dare una definizione del termine “buona musica” e del perchè le canzoni cantate dai ragazzi di Amici (molto intonati..spesso vengono da scuole di canto) non rientrano nel termine “buona musica”. Buona musica cos’è? la musica che piace soggettivamente a te?
    Stando a statistiche oggettive (http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/05/11/news/donne_e_ragazzi_lettori_forti_ecco_chi_ama_i_libri_secondo_l_istat-16082003/), la maggior parte dei giovani legge almeno un libro, la maggior parte dei giovani quindi è interessata alla lettura. La letteratura non è solo “letteratura classica” anche un romanzo adolescenziale, oltre a raccontare una storia che può piacere o meno, contribuisce all’allanemento del cervello per l’attività della letteratura. Forse la maggior parte dei giovani è interessata ad una letteratura diversa da quella che piace a te, ma non vedo in base a cosa la letteratura letta degli altri abbia un connotato oggettivamente negativo.

    Quando si parla di TV poi si fa leva sempre su questi reality (che, per quanto non mi piacciano, non ipnotizzano nessuno, il modo di recepire un programma dipende dalla propria indole, di cui ne esiste una vaietà, e da altri elementi quali famiglia ecc..), che esitono, ma la TV non trasmette solo questo: spesso vengono proposti ancora programmi come “Lady Oscar”, un ottima serie Tv raccontata con la tecnica del cartone animato che ha anche il pregio di tramandare un pezzo di storia molto importante come la rivoluzione francese. Cartone che poi, nelle sue riproposizioni, risulta essere seguitissimo anche dai bambini di oggi (come emerge da varie statistiche).

    Quando si parla di giovani, anche giovanissimi (adolescenti) si fa spesso leva sui difetti, ignorando le tante cose positive presenti nella maggior parte come l’avere ancora valori slegati dai soldi quali la solidarietà, valori confermati da fatti di cronaca quali:

    “Campo off-limits per compagno disabile: la classe non gioca per solidarietà”
    http://www.corriere.it/salute/disabilita/11_aprile_20/disabilita-palermo-solidarieta-barriere-architettoniche_0c6c613c-6b47-11e0-b852-b4a6122a06f0.shtml

    “Niente gita per lo studente down
    i compagni di classe si ribellano”
    http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/390368/

  8. Vfd

    SUlla manifestazione i media hanno detto che la maggior parte dei giovani manifestava pacificamente..sto leggendo un po’ ovunque quest’altro mito dei media che parlano solo dei giovani che alla manifestazione sono stati violenti ma non è la verità, è stato detto che la maggior parte manifestav apacificamente. Questo è proprio volersi lamentare di ogni cosa…

  9. Vale

    Sono del 1984.
    A 16 anni andavo a lavorare d’estate, a 17 pure, a 18 ( estate 2003 ) ho iniziato il mio vero lavoro, che continuo tutt’ora a fare.
    Invece che decidere di fare 20 anni di studi ( liceo+triennio+biennio+dottorati +master+boh ) ho preferito prendermi un diploma di perito informatico mentre mi diplomavo in uno strumento musicale.
    Fra scuola e musica ( corsi complementari compresi ), il mio tempo libero a casa
    era utilizzato solo per la mia famiglia, gli amici e qualche sana partita di videogame al pc…che fortunatamente non ha trasformato nemmeno me in un guerrigliero di strada.
    La politica, ai tempi, non sapevo nemmeno cosa fosse…e forse stavo meglio di adesso, con meno preoccupazioni, meno oneri e meno responsabilità.
    La mia università è durata un anno, sempre il 2003, il tempo di ricevere il congedo dal ridicolo obbligo di leva…mentre lavoravo.
    Durata poco, ma il necessario per vedere quale popolazione la frequentasse, ora chiamati “indignati” a distanza di quasi 10 anni…parlo della facoltà di Lettere, parlo di esami passati con votazione 30 leggendo un paio di volte i testi richiesti.

    Oltre alle persone serie e impegnate ho visto eserciti di gente che pur di non fare qualche lavoro “faticoso” ( e spesso disprezzato o malvisto ) stava lì, senza arte nè parte, a fare qualche esamino lì e qualche esamino là per tirare il giusto perchè la borsetta dei genitori non si chiudesse.
    Fra questi, ne sono convinto, ci sono migliaia di “indignati”…indignati perchè lo Stato non gli regala un posto di lavoro ? Indignati perchè non sanno fare nessun lavoro ? Indignati perchè non trovano il lavoro corrispondente ai loro studi ?

    Personalmente credo che molti “indignati” dovrebbero chiamarsi “autoindignati”, solo che è più semplice scaricare le proprie colpe sul famoso “sistema”.
    Io abito in una regione felice sotto molti aspetti, ma anche qui la crisi si è fatta sentire pesantemente e molte aziende hanno chiuso o ridimensionato.
    Il lavoro è calato, e spesso mi arrivano in ufficio ragazzi che mi chiedono un posto di lavoro e a malincuore mi trovo costretto a rispondere che non cerchiamo nessuno e che non so nemmeno dove mandarli…ragazzi che hanno lavorato come camionisti, scavatoristi, mulettisti, saldatori, manovali, operai, idraulici…molti di questi fra qualche anno li vedremo col loro furgoncino a lavorare in proprio, come ne sto vedendo già.
    Altri prima o poi un posto di lavoro lo troveranno, con le difficoltà che ci saranno, ma si tratta di persone che producono ricchezza, che creano.
    Persone che hanno deciso di andare a lavorare da giovani, perchè volevano imparare a fare e non solo consumare libri e soldi nella speranza di andare a insegnare a scuola come supplente per 30 anni.

    La mia gioia più grande è poi vederli che mi arrivano in negozio come dipendenti di qualche mio cliente, con i loro sforzi finalmente premiati.

    Questi non li ho mai visti in nessuna manifestazione, perchè la sera, a forza di girare, erano stanchi come se avessero lavorato.
    Nella mia zona, le manifestazioni sono fatte soprattutto dagli anarchici, gruppi di figli di papà che non sanno cosa fare ( ne conosco molti di quelli della mia zona, evitate di darmi del bugiardo o del male informato o del qualunquista ) e ogni tanto si mettono a manifestare contro qualcosa ( mitiche le manifestazioni “Anti-alpini” o la “Anti-fogli-di-via”, seguite da imbrattamenti e distruzioni di bancomat & vetrine di banche…senza black-bloc, lì erano tutti amici ).

    Non so come funzioni dalle altre parti ( non sono mai andato a manifestazioni ), ma dire che “tutti i manifestanti sono fighi e hanno ragione” è sbagliato tanto quanto dire “i manifestanti sono dei delinquenti”.

    Ultimo pensiero: dire che “tutto è colpa della televisione” è talmente ridicolo che non lo dicono più nemmeno i politici di 90 anni.
    Non guardo la televisione se non in modo distratto, nel poco tempo che mi avanza da tutte le mie attività quotidiane ( e non sono l’unico ).
    Penso che ognuno di noi abbia il potere di decidere di uscire di casa o fare altro…se uno preferisce guardarsi “Amici” non è colpa di Berlusconi, è questione di gusti ( nemmeno questione di intelligenza, secondo il mio modesto parere ).
    Così come uno che va ad ascoltare jazz al Blue Note non è più colto/intelligente/preparato/meritevole di plauso del metallaro più brutto e panzone che incontreremo per strada.
    Ognuno di noi è diverso e ha le proprie motivazioni per ogni azione che compie durante la giornata: definire la gente per tipologia di elettorato, studi fatti o frequentazioni è ridicolo tanto quanto definire l’intelligenza di qualcuno coi vecchi test del QI.

    ps: anche tutti i miei vecchi compagni di classe delle superiori lavorano, perchè hanno deciso che volevano lavorare e perchè si sono messi nelle condizioni di poterlo fare.
    Pretendere di poter fare gli studenti a vita e trovarsi pronto un lavoro da 2000 € al mese appena usciti da scuola è semplicemente ridicolo.

    • Sannita

      Ma Lei, praticamente, oltre a lavorare, lavorare, lavorare per produrre la vera ricchezza, mi sa mica dire che vita fa? ho letto il suo post con sempre meno interesse man mano che andavo a capo fra le righe, perchè ciò che racconta Lei è davvero un “muro di possenti pietre” che ahiLei, non riuscirà mai a superare. Lei è una persona piena di pregiudizi, che non comprende il valore della produzione di una seria cultura scolastica in un paese dove o si è servi, al più schiavi e su questo ha una personale ragione, oppure ci si arrangia come si può per non finire a fare il poliziotto filosofo; e ce ne sono tanti, mi creda. Ragazzi meritevoli, studiosi, più o meno impegnati nel sociale e politicamente, a manifestare liberamente e con cognizione di causa perchè la nostra società, lo sentono, non li premierà pewr ciò che valgono. E beato Lei, caro signore, che con velata rassegnazione devo dire, vuole apparire soddisfatto e virtuoso di un’esistenza vissuta consapevolmente ed intensamente, o solo quest’ultima! E non si preoccupi troppo per quelli che domani vedrà impiegati presso uno dei suoi fornitori o padroncino col furgoncino. E non si preoccupi affatto di quelli che invece rimarranno per strada, senza occupazione e mezzi. Questi qui, Loro, forse anzi spesso manifestano perchè ardono di sogni e speranze, di buoni propositi e pari capacità. Questi si nutrono dell’utopico sogno di una società formata ed informata e mi creda, caro ignor Lei, a sera possono essere molto stanchi perchè lottano tutti i giorni per dare un futuro a Noi tutti ed una dignità di uomini, anche a Lei. Cerchi di capirmi….

      • Vale

        Mi rattrista sapere che Lei con la scusa della mancanza di interesse per una mia idea – che non spaccio per Vangelo, ci mancherebbe – approfitta per leggere quello che più le interessa per condurre la Sua polemica nei miei confronti.

        Ho scritto chiaramente chi sono le persone a cui ho indirizzato le mie critiche: chi all’università è andato perchè non aveva voglia di lavorare, senza lo spirito e la passione necessari – a mio parere – per continuare seriamente con studi di alto livello.
        Come ho anche scritto, ho trovato moltissime persone serie ed impegnate, e a quelle persone non ho nulla da criticare e anzi, a me va tutta la solidarietà se queste persone realmente meritevoli non trovano lavoro.
        Ma non tutti sono così.
        Spero di non dover fare un nuovo copia-incolla di quel che ho scritto.

        Il tutto verte su un punto piuttosto cruciale e semplice: non tutti meritano di diventare insegnanti solo perchè hanno conseguito una laurea propedeutica, e quindi questi hanno poco da lamentarsi se lo Stato non crea posti di lavoro ad hoc per loro.

        Inoltre, per correttezza e completezza, Le dirò che ritengo la mia vita decisamente soddisfaciente, con un lavoro che mi soddisfa e mi permette di esprimere la mia competenza e professionalità a contatto con centinaia di persone che in me apprezzano queste qualità, e che mi permette di tenere vive anche le mie passioni.
        Sono felicemente fidanzato con una stupenda ragazza e suono in qualche orchestra per passione, in quanto dopo il diploma di musica ho capito che non avrei potuto fare il musicista di lavoro ( la consapevolezza non significa arrendersi, significa capire quale sia il proprio livello…ma questo è un altro discorso, se Le interessa Le racconterò di quanti figli di papà ho conosciuto durante le audizioni, gente che “convinta di essere chissàchi” grazie ai genitori ora si ritrova incapace di fare alcunchè, avendo abbandonato gli altri studi )…grazie a questo continuo a vivere la musica con una grande passione ed evito di farmi il sangue amaro per via di audizioni truccate e tutto lo schifo che sta nel mondo della musica professionistica per orchestra, che se non conosce Le racconterò molto volentieri.

        Infine, ho recentemente completato i corsi dell’AIS, in quanto amo il buon vino, la buona cucina e grazie a questi corsi ho alcune chiavi di lettura in più per poter apprezzare personalmente tutto questo o consigliare al meglio chi mi circonda in occasioni di festa o di ritrovo.

        Avrei tanti altri interessi oltre al lavoro che Lei crede mia unica ragione di vita: sfortunatamente mi tocca dirLe che non vivo per lavorare, e vorrei sapere cosa Le causi tanto astio nei miei confronti, non mi sembra di fare nulla di male, anzi, pensi un po’: lo sa che pago ( come tutti i lavoratori privati ) lo stipendio anche a professori che non valgono il gesso con cui scrivono ?

        Concludendo, mi scuso nuovamente per la mia prolissità ( nonostante l’amore per la lirica non ho la mentalità di Rodolfo ) che io però chiamo “completezza”, e La invito a leggere in maniera corretta quello che scrivo, prima di ricommentare in maniera sbagliata.
        La consiglio inoltre ad evitare di categorizzare una persona che non conosce solo in base a quello che Lei pensa di aver capito leggendo in maniera superficiale quello che scrive, io non mi permetterei mai di farlo nei Suoi confronti.

        E ora mi scusi, ma esco di casa…sa com’è, oltre al lavoro ci sono tante cose da fare !

        • Antonio

          Lei, carissimo Vale, dovrebbe spiegarsi un pò meglio, mi scusi. Ho letto male io oppure Lei fa, come prima, l’apologia del lavoro come apologo a se stesso?
          Esca pure di casa a fare ciò che La soddisfa e piace e non si scusi d’essere prolisso, per carità. Si rammarichi piuttosto di apparirMi poco chiaro nonostante il fiume di parole. si dispiaccia piuttosto di malcelare la profonda insoddisfazione e l’intensa rabbia. E’ un mio parere, ovvio e sono ancora libero di manifestarlo; forse! Lasci fare, mi ascolti, esca e si impegni ancora in tutte le attività nelle quali con grande maestria e successo riesce, ma lasci liberi gli altri di fare altrettanto, senza danno per Lei e per me, neminem ledere.
          Ci parli ancora di Lei, l’ascoltiamo col cuore e leggendo, e smorzi invece i toni dell’aspra ed inconcludente critica, se Le riesce.

          • Vale

            Non mi rammarico di apparire poco chiaro a una persona che è capace solo di offendere, mettere in bocca parole mai dette e di dare del “rabbioso insoddisfatto” a una persona che esprime in maniera semplice ed assolutamente onesta una propria esperienza di vita, a differenza di chi cripticamente lancia frecciate dall’alto di non si sa quale posizione…come se la mia esperienza possa essere meno interessante della sua, solo perchè invece che passare anni sui libri ho deciso di impostare la mia vita in maniera più matura e responsabile di altri della mia età.
            Mi piacerebbe sapere poi dove sarei rispondente alla definizione da Lei data alla mia persona, ma comprendo in maniera piuttosto chiara che si tratta semplicemente del riflesso della Sua personalità che si riflette sulla mia, probabilmente per qualche Sua frustrazione e invidia, per la mia situazione di estrema tranquillità sociale, economica e mentale.
            Lei ribatta pure per dimostrare la Sua assoluta superiorità ed estraneità a questo mio pensiero ( contento Lei, prego ), io mi fermo qui, in quanto non trovo stimoli a discutere con un muro capace solo di insultare e senza il coraggio di esporre idee, a patto che queste ci siano.

            Vorrei capire però dove starei ledendo l’altrui libertà con il mio pensiero, come Lei afferma con la malafede che contraddistingue ogni suo intervento.
            Malafede con cui da a me del critico inconcludente, dopo aver espresso esattamente 0 ( zero ) pensieri nel suo intervento a parte insulti alla mia persona.

            Vedo comunque che è in ottima compagnia dell’esimia Auroramattutina2000, che mi definisce “senza istruzione” e “invidioso del cervello”.
            Le comunico gentilmente che ammiro le persone con una vera istruzione e che sanno cambiare il mondo che ci circonda con la propria mentalità, sicuramente non è però il caso di Auroramattutina2000, che dopo 2 lauree e un master ( sarebbe bello sapere in quali materie ) mi definisce “venditore di bulloni”.
            Non mi permetterei mai di definirla “scansafatiche” o “fannullona” senza conoscerla, ma se se la prende tanto temo sia perchè si sente presa in causa, in tal caso benvenuta nel club da me sopra citato. Problema suo, non mio, io gli esami li ho fatti mentre lavoravo e studiavo per il diploma di musica, pagandomi pure la retta ( non si pretende che tutti facciano così anzi, per quel che mi riguarda gli studenti meritevoli dovrebbero avere agevolazioni tali da non dover pagare nemmeno i libri ), non pesando sulle spalle di nessuno.
            Se Le causa fastidio non so cosa farci, non posso mettermi a raccontarLe bugie per farla contenta e dirLe che chiedo ancora la paghetta ai miei.
            In ogni caso..
            1) non vendo bulloni, ma anche se fosse non vedo il problema;
            2) ho frequentato Scienze dei beni culturali presso l’Università degli Studi di Trento, da povero illetterato semianalfabeta come Lei mi definisce non so dirLe se i miei 30 ( mai parlato di lode, per correttezza ) valgano più o meno dei suoi o degli altri universitari, ma non mi interessa nemmeno…se la situazione è questa non è colpa mia ma dell’università;
            3) per quel che mi riguarda chi non è “una cima” non dovrebbe avere la possibilità di fare il professore. Vuole laurearsi in 10 anni perchè non ha voglia di impegnarsi o perchè sceglie qualcosa troppo al di sopra delle proprie possibilità ? Finchè la legge glielo permette e la cosa è economicamente sostenibile per lui e per la collettività, per quanto mi riguarda problemi non ce ne sono, OVVIAMENTE. Ma non mi si venga a raccontare come assioma che quando uno ha finito si meriti che dal cielo scenda la cattedra già pronta, perchè il lavoro dell’insegnante dovrebbe essere riservato a persone brillanti e piene di passione per la propria materia, non a tutti i laureati ( compresi i mediocri ).

            Come prima, non ho interesse a fare altri commenti in questo ambito, in quanto le uniche persone che hanno commentato l’hanno fatto con arroganza, maleducazione e insulti.
            Vi auguro comunque buona giornata e di incontrare poche persone come voi, incapaci di concepire qualcuno che la pensi in modo diverso da loro.

            • Maarc1976

              non ho niente da criticarti caro vale ma c’è qualcosa che non mi torna…la fidanzata, la musica e il corso di sommellier (che sappiamo quanto costa). Icasi sono 2. O sei il piu giovane dirigente d’azienda della storia d’Italia , o vivi con mamma e papà…sta di fatto che con due stipendi normali (operai o impiegati) in italia…SI FA FATICA A CAMPARE…e non si riesce di certo a fare la vita che dici di fare. E’ giusto diffondere come fai tu i valori del sacrificio, ma questo non vuol dire per forza che allora TUTTO VA BENE. perchè quando vivi in un paese dove vige la Demeritocrazia, dove per stare bene devi necessariamente fare cose al limite della legalità la gente deve indignarsi ECCOME..

              • Vale

                Grazie Maarc per gli appunti che mi fai, corretti ed espressi in maniera educata.
                Per correttezza dico che i tre corsi dell’AIS costano circa 1500€, suddivisi circa così: 350+450+750. Durano circa 3 mesi l’uno, e li ho frequentati precisamente nel 2007, nel 2009 e l’ultimo questa primavera…il tutto si traduce in una spesa media di 300€ all’anno, penso che messo così il totale non faccia poi così impressione, conosco gente che di sigarette spende tranquillamente 5 e più volte tanto, a 5€ al pacchetto ( io invece non fumo ).

                La musica non mi costa molto, quando ero bambino ero iscritto alla scuola musicale ( ovviamente pagata dai miei genitori ) e da quando mi sono diplomato, ormai qualche bell’anno fa, non ho più spese ma anzi qualche simpatico guadagno, andando a suonare con qualche orchestra qua e là, qualche banda e qualche matrimonio mi ritrovo facilmente con qualche soldino di rimborso spese…si parla di 40-50€ al colpo, a volte qualcosina di più quando mi viene richiesto un repertorio particolare, non miliardi, ma basta farne una decina all’anno vicino casa e qualche hobby te lo puoi coprire.
                Se avessi altri problemi potrei iniziare a propormi come insegnante privato presso le abitazioni, non mi sono mai spaventato di “prestare servizio” agli altri, ma per ora non ne avrei nemmeno il tempo.

                Non sono un dirigente d’azienda e non prendo migliaia di euro al mese ma occupo comunque una posizione di moderata responsabilità, grazie anche alla fiducia che ho ispirato ai miei colleghi e ai miei capi, impegnandomi e frequentando anche corsi di specializzazione piuttosto impegnativi dopo lavoro che mi hanno occupato diversi mesi, fra il 2004 e il 2006.
                Ho avuto sicuramente più fortuna di tanti altri ( cosa che non ho mai negato, anche perchè in Italia la situazione è difficile e bisogna ritenersi fortunati già solo per il fatto di lavorare in una ditta sana ), ma posso dire che ho utilizzato tutto questo per impegnarmi e ritagliarmi la mia posizione.

                Vivo con i miei genitori, come giustamente ipotizzi, per alcuni motivi molto semplici:
                – sto risparmiando nell’attesa di mettere via abbastanza per potermi permettere un mutuo per una casa che sia mia, in quanto non amo il pensiero di essere in casa di altri e non avere nemmeno quattro mura su cui poter contare in momenti duri;
                – visto che non sono un dirigente, mi rendo conto che da solo non potrei permettermi comunque un mutuo e che quindi se non voglio dover chiedere ulteriore aiuto ai miei devo attendere che la mia fidanzata completi gli studi e trovi un lavoro
                – a casa tutto sommato non mi dispiace stare, sono sempre stato tranquillo e non ho mai avuto grossi momenti di tensione coi miei genitori

                Anche per questo motivo ho seguito le mie passioni, perchè so che quando dovrò pensare al mutuo, alle bollette e agli eventuali imprevisti molto probabilmente non avrò grandi occasioni di seguirle se non raramente…e finchè ne ho la possibilità ne approfitto, non so come sarà il domani.

                Non dico che vada tutto bene: ho parlato anch’io del problema dell’occupazione e ho anche parlato di quanto faccia schifo il mondo delle orchestre in Italia, in quanto lo conosco molto bene ed evito di parlare di quello che ignoro, sia in bene che in male…ho però fatto delle osservazioni. Ora ne faccio un’altra.
                Ho un caro amico che è una vera “cima”, come direbbe Auroramattutina2000, che meriterebbe di prendere almeno 5000 euro al mese tanta è la sua competenza, e penso non ci sia una persona fra i miei amici che ammiro più di lui…che sopporta questa situazione lavorando con enorme professionalità per cifre enormemente minori, attendendo il giusto riconoscimento, che a volte arriva a volte no. Lui avrebbe il diritto di dar fuoco a ogni palazzo del potere.
                Ho in compenso conoscenti della mia età che passano le giornate ciondolando a casa, a cui da 2 anni rimangono 5-6 esami prima di finire una triennale…persone che non metterei ad insegnare nemmeno alle elementari. Loro sbagliano, per il mio punto di vista, in quanto O hanno scelto un’università troppo al di sopra delle loro possibilità e non intendono fare marcia indietro ( comprensibile ma non da me condivisibile ) O non hanno voglia di finire per qualche motivo ( più vicino alla realtà ). Questi che diritto hanno di lamentarsi ? Cosa fanno per migliorare la comunità ?

                Questi sono il “bianco” e il “nero”, e in mezzo ci sono migliaia di sfumature: dire che forse non tutti i manifestanti hanno passato la loro vita impegnandosi non mi sembra una cosa così tremenda, come non mi sembra tremendo dire che qualcuno forse potrebbe fare un “mea culpa” per la propria situazione, senza incolpare sempre gli altri. Non tutti, qualcuno.

                Se vogliamo poi parlare di quanto sia ingiusta la legge italiana, di quanto sia tremenda questa crisi che ogni giorno mette alla prova i lavoratori me compreso, di quanto sia poco condivisibile l’operato di alcune sezioni delle forze dell’ordine ( che se la prendono con chi non può difendersi e lasciano stare i “signori” ), di quanto faccia schifo sapere che noi abbiamo lo stipendio tassato “alla fonte” mentre c’è gente che nasconde i milioni e poi li fa tornare puliti con lo scudo fiscale, di quanto sia iniquo il trattamento dei nostri governanti che ogni giorno alla faccia nostra possono pasteggiare con caviale e champagne allora qua con me si sfonda una porta aperta e possiamo parlarne per mesi: tutto questo fa schifo.
                Purtroppo però qualsiasi mia soluzione in questo senso somiglierebbe troppo alle idee di Guy Fawkes o di altre frange estremiste – non posso tollerare chi si sollazza coi miei soldi e mi insulta con gabelle e leggine fatte solo per mungere le mie tasche – ed evito di esplicarle, non vorrei ritrovarmi qualche amico a casa alle 4 di notte a cercare bombe nel mio garage.
                Posso dire che comunque non mi dispiacerebbe svegliarmi domattina e scoprire che un malaugurato incidente ci ha privato dei parassiti delle varie Camere, che stanno arroccati da generazioni alle loro belle sedioline.

                Buona serata e buona notte.

        • Auroramattutina2000

          Chissà mai perchè a parlare di “studenti fannulloni” sono sempre quelli senza istruzione…. Che sia forse  “l’invidia del cervello”? Perchè vede, io sono una di quelle “”fannullone patentate (due laure e pure un maser)”” e di gente che l’università non era in grado di farla (non tutti ahimè sono nati delle cime) durante il mio percorso ne ho vista parecchia. E non si parli per favore di “mancanza di soldi” perchè fino a pochi anni fa se il cervello ce l’avevi e ti facevi un mazzo i soldi lo stato te li dava. Certo non si diventava ricchi come quelli che lavoravano ma si poteva campare (sempre che si avessero le capacità intellettuali per prendere le borse di studio ovvio). Io non so dove lei abbia studiato ( con due letture un trenta e lode) ma io per anni mi sono fatta un mazzo dieci ore al giorno tanto quanto lei che vendeva bulloni. E mi creda che dove ho studiato io non si regalava niente a nessuno (nei tempi ci siamo laureati in 8 su 231)

           Adesso mi sembrerebbe quanto meno giusto poter avere un lavoro che ripaghi i sacrifici fatti cosa dice?

        • Maarc1976

          ciao
          hai scritto molte cose giuste secondo me..e concordo con te sul fatto che oltre al futuro e alle propsettive a questi ragazzi manchi un po’ di ….entusiasmo. tutto sembra più difficile di quello che è quando nella vita si sa e si scopre che ogni giorno nasconde dietro l’angolo una sfida da affrontare e spesso tocca…superarsi. C’è solo una cosa…solo ora ho letto il tuo anno di nascita…1984…dico…cazzo hai 27 anni…non scrivi come uno di quell’età..sembri un vecchio fai discorsi da vecchio. io ne ho 35 e mi rendo conto che a quest’età ci vuole un po’ di…testa di c….un po’ di spirito di ribellione, un po’ di sogni anche campati in aria perchè no…inconsapevolmente sei un po’ un sottoprodotto di questa società. ti basi solo ed esclusivamente sull’ascesa individuale, e chi sta fuori…cazzi suoi…è una fortuna che tu sia riuscito a conservare il tuo posto di lavoro per tutti questi anni. e se la ditta avesse chiuso indipendentemente dalle tue capacità? sei sicuro che non avresti chiesto aiuto a nessuno? e se dall’altra nel tuo cercare aiuto avessi trovato un altro bravo ragazzo preciso perfetto che ragionava come te? infine non ho ben capito se vivi da solo convivi o vivi con i tuoi…ma….hai mai provato a chiedere un mutuo in banca??

          • Vale

            Ho visto ora questo tuo altro commento, di cui comprendo il filo ma che non condivido.
            Probabilmente è vero che la penso come una persona più vecchia di me, non penso sia un delitto comunque…in ogni caso questo non mi ha impedito di fare le mie pazzie e di divertirmi: andare a lavorare a 18 anni non vuol dire nè essere schiavi nè pensare solo a quello. Nè significa che passo le mie giornate in ufficio.
            I sogni campati per aria non hanno mai fatto per me, sono una persona molto realista, ed evito di mostrarmi nel fare qualcosa che non sono capace di far bene.
            Anche per questo ai tempi ho vinto un’audizione per orchestra: evitando di fare come tanti miei colleghi – che hanno portato brani altisonanti suonati in maniera approssimativa – e presentando un pezzo alla mia portata con cui ho fatto bella figura, assieme a una mia buona “prima vista” naturale. In quei mesi di esperienza ho visto lo schifo che sta alla base del mondo dell’orchestra e ho deciso che la musica sarebbe rimasta la mia passione e non il mio lavoro. Probabilmente l’avrebbero deciso anche tutte le commissioni d’audizione a cui mi sarei proposto successivamente, stroncandomi in maniera clamorosa ( non sono nè un fenomeno nè uno che studia 10 ore al giorno nè uno che non sa a che livello si pone nella “media nazionale” ), non lo nego, ma di base è stata una mia scelta.

            Non mi ha mai impedito di fare le mie vacanze con le mie fidanzate dei tempi e la attuale, di fare qualche viaggio e divertirmi anzi: sono molto felice di non dover chiedere la paghetta ai miei come fanno alcuni miei conoscenti, e non mi dispiace poter decidere di andare via dove e quando voglio ( nei limiti del possibile, come sopra non è che sono miliardario ) senza dover chiedere sacrifici a chi ancora mi da un tetto e mi ha mantenuto per 18 anni.
            E non penso di dovermi vergognare di questo.
            Sarà l’aver vissuto da piccolo l’esperienza di un genitore che non ha preso lo stipendio per anni causa crisi degli anni ’90 ad avermi indirizzato alla ricerca di una sorta di stabilità, sarà l’impegno che ho messo in ogni cosa che ho fatto che mi ha portato ad affrontare le cose in maniera – per me – responsabile.

            La frase “e se la ditta avesse chiuso indipendentemente dalle tue capacità” è molto calzante: come ho già risposto nell’altro tuo intervento, a oggi bisogna ritenersi fortunati già solo per avere un posto di lavoro, ma secondo questo principio tutti quelli che lavorano sono fortunati, non solo io. E penso ( e spero ) di poter dire senza dovermi scusare col mondo di avere anche del merito in tutto questo, non solo fortuna. A meno che non si arrivi al principio che “ogni cosa bella è solo frutto della fortuna”: sono fortunato per aver conosciuto la mia attuale fidanzata, sono fortunato perchè non sono morto a 3 mesi per una malattia infantile, sono fortunato perchè ieri non sono stato preso sotto da una macchina ecc ecc: le situazioni positive fondamentalmente me le sono create ( come fanno praticamente tutti ogni giorno, capiamoci ).

            Porto le mie esperienze di vita non per definirmi “essere umano perfetto”, ma semplicemente per spiegare in modo semplice le mie idee ed evitare di parlare per arzigogoli o teorie: pochi ultimamente lo fanno, forse perchè si vergognano di quello che hanno fatto nella loro vita ? Non lo so, non sono uno psicologo.

            Unica cosa che mi rattrista veramente nel tuo discorso è questa: mi piacerebbe capire cosa intendi per “nel tuo cercare aiuto avessi trovato un altro bravo ragazzo preciso perfetto che ragionava come te”: mi reputi un “Caino” ? Non sono un imprenditore ( e non ho facoltà di assumere ), ma apprezzo e ammiro chi ha voglia di darsi da fare e sono sempre pronto a rimboccarmi le maniche per aiutare chi ne ha bisogno, nei limiti del mio possibile. Solo durante quest’anno ho visitato decine di aziende gratuitamente per insegnare a personale non specializzato ad utilizzare il SISTRI, per far risparmiare quanto possibile aziende già in difficoltà per la crisi e che si trovano a dover combattere contro un sistema ridicolo impostoci dal Ministero dell’Ambiente: in giro fanno corsi in cui chiedono centinaia di euro per non spiegare nulla, ma solo per ingrassare i consulenti ( ovviamente assieme a ditte di consulenza serie per le quali non vale questo mio discorso ).

            Ecco, solo questa tua frase mi mette amarezza.

            ps: mutui in banca ne faccio dal 2003 per comprarmi l’automobile, la prima volta ho dovuto far firmare ai miei, ora non mi fanno più problemi, dopo anni senza aver mai saltato una rata. Per la casa, ho spiegato tutto sotto.

            Buon weekend

    • Valentina Conticello

      Non ritengo la televisione il grande problema, però penso che sicuramente ha influenzato più o meno quella che è la mia generazione, io vivo con i miei coetanei e so come si comportano, per i gusti posso anche darti ragione, ma mi sà che chi partecipa ad Amici sono le stesse persone che ti vengono a trovare a lavoro, non sanno cosa fare e vanno a questi talent, magari senza né arte né parte e riescono chissà come a bucare. Ci sono ragazzi della mia età che hanno deciso di non voler fare l’università e si sono messi a lavorare, però purtroppo vengono sfruttati, ma non si lamentano continuano, non ci vanno a manifestare, hanno preferito rassegnarsi e sperare di trovarlo un posto fisso. Io non ci riesco, per mia natura sono ribelle, se a me non piace fare quel determinato lavoro, io devo farlo sapere, non esiste che io accetto con rassegnazione di fare un mestiere che non mi piacere. Tu preferisci che qualcuno si dedichi di più ai lavori, che tu dici che sono malvisti, io preferisco che ognuno di noi faccia quello che veramente ci piace, anche se questo significa faticare.

  10. Janpabl

    Cara Valentina, credo che tu abbia pienamente ragione. Ho 21 anni, e in quello che scrivi nella tua lettera ritrovo gli stessi difetti dei miei coetanei. Come pochi altri della mia età io la tv non la guardo proprio (a mio avviso non esiste in Italia nemmeno un canale televisivo considerabile libero ed imparziale). I giornali non li leggo più da quando mi sono accorto di come pubblichino le stesse notizie ingigantite o deformate e ne tacciano altre di molto più importanti ( vedi il velo d’ombra e la falsa informazione sulla TAV e le relative proteste). Trovo poi inutile controbattere a chi sembra sostenere che la tv non influenzi la mentalità delle persone che la guardano, chi più chi meno ovviamente, poichè son dei perfetti imbecilli (con tutto il rispetto).

    Ritengo inoltre che la gente ignorante che ha scritto i commenti ignoranti (Vdf e Graziachiara ) dimostri solo superficialità ( e mi scuso in anticipo per i toni accesi, ma mi fa veramente inca**are quando si attacca senza motivo quelle poche persone che hanno il coraggio di pensare con la propria testa):

    VDF, hai notato che tutti i giornali il giorno dopo la manifestazione titolavano ” black block mettono a ferro e fuoco Roma” e simili? O che non si sia parlato minimamente delle ragioni della protesta, o del fatto che sono scesi in piazza INSIEME studenti, lavoratori, precari, pensionati, disoccupati? Oppure che ogni 20 minuti di televisione più o meno ce ne sono 5 di pubblicità che ci convincono di false necessità, tipo che avere le scarpe di marca è necessario per essere accettati, o che comprando certe macchine le donne ti vengono dietro ecc. ecc.? E come mai viene taciuto cosa sta realmente succedendo, per esempio, in Val di Susa? Ah già, abbiamo cartoni animati come Lady Oscar, di sicuro finchè non tolgono quelli riceviamo una dose fin troppo abbondante di cultura ed informazione! Hai notato che la finale del Grande Fratello ha più spettatori della quasi totalità dei programmi televisivi? E poi scusami tanto, ma i giovani d’oggi sono veramente disinformati: tu fidati pure dei sondaggi, io mi fido di più della mia esperienza personale. Solo nella mia ex classe del liceo, considerato secondo gli ultimi sondaggi di allora (visto che ti piacciono tanto) uno dei migliori in Italia, su 25 alunni eravamo si e no in 5 ad avere alba di chi fosse il Presidente del Consiglio… E questo ci porta alle ochette il cui unico sogno è diventare veline. Queste persone annullano completamente le difficili conquiste fatte dai movimenti femministi, promuovendo l’immagine che “le donne non sono fatte per pensare, ma per sculettare”. E il fatto che negli anni cinquanta c’era la stessa idea cosa vorrebbe dire?!?!?!?! Che dobbiamo retrocedere agli anni cinquanta come stiamo facendo? Lo sai che negli anni ’60/’70 si è combattuto anche per togliere questa immagine degradante per le donne? Per concludere (con te almeno): i casi riportati da te alla fine del tuo commento più lungo magari sono dei bei segnali. Ma sono casi rari, lo testimonia il fatto che ne abbiano fatto delle notizie, così i benpensanti come te possono asciugarsi la lagrimuccia di commozione, e non preoccuparsi dei problemi della nostra generazione, tipo che le uniche cose di cui siamo veramente informati sono le scappatelle delle veline o chi ha vinto “Amici” ( e se quella la ritieni buona musica perchè “gli esperti dicono così” fa capire solo che non sai pensare con la tua testa).

    Graziachiara Melissa: il mio commento preferito: mai sentite tante put****te in un colpo solo. Sei alla specialistica, brava. E il fatto che te ne vanti così pomposamente fa capire quanto sei puerile. Oltretutto sei partita parlando di clichè e luoghi comuni per poi finirci te ( vedi storia sul comunista con maglietta del Che che fuma la canna ecc. ecc.). Il fatto che tu non ti interessi di politica poichè la politica di adesso se ne frega di te è un’altra put****ta micidiale. Intanto il fatto di non interessarsi di politica vuol dire stupidità: la politica influisce sulla tua vita (anche quella di ogni giorno ). E il fatto che tu studi dalla mattina alla sera e che leggi tanto ma di politica hai queste idee fa notare solo che studi tanto ma di cervello ne hai poco. Perchè un ragionamento come quello che ho appena fatto sull’importanza della politica nella nostra vita quotidiana è alla portata anche di un criceto. Non è che per caso ti identifichi con il “clichè” del giovane ignorante che guarda tv spazzatura e ti sei offesa? E poi chi ca**o ha parlato di “aut aut” a parte te? Non è che magari ti hanno già fatto più volte il discorso che disinteressarsi di politica è una cosa stupida e tu hai fatto di tutte le erbe un fascio? A me le tue parole sembrano solo uno sfogo di rabbia di una persona che ha capito che queste critiche, oltre che riguardarla, sono fondate. Il fatto che Valentina nella sua lettera abbia parlato della sua generazione usando il NOI vuol dire che non se ne pone al di sopra, ma che con umiltà denuncia difetti che affliggono i giovani d’oggi, identificandosi in questa generazione, nonostante non la pensi allo stesso modo. E poi non l’hai capito, ma il commento di Lucia era più intelligente e sottile di quello che pensi, anche perchè tu hai ridotto la lettera a un “concentrato di luoghi comuni e clichè”

    Lucia: anche te, cara Lucia…. invece di generalizzare e banalizzare ciò che ha scritto Valentina leggi attentamente la lettera. Qui non ci si nasconde dietro un dito. Si fa un’analisi di uno dei TANTI fattori che ha portato le nostre generazioni nello stato di degrado in cui sono…

    Avrei voluto dilungarmi molto di più ( soprattutto su di te Graziachiara) ma già così ho scritto fin troppo. Quindi passo e chiudo. I miei migliori auguri a Valentina.
    Paolo

  11. Janpabl

    ma qualcuno degli ultimi 3 o 4 che hanno criticato Valentina almeno ha letto attentamente l’articolo?
    E poi ci si stupisce di come va male l’Italia…

  12. Daniele

    cambiare le cose in italia non e’ facile qualcuno ci ha provato ma nessuno ci e’ ancora riuscito quello che nessun governo ha  mai fatto solo profitti e basta ma potrebbe ancora andar peggio in grecia hanno bloccato le pensioni e dimezzato gli stipendi da noi la gente va a lavorare in macchina di che si lamenta e’ quando non hai niente da mangiare ma fin che hai ancora un lavoro stai meglio di altri

  13. Janpabl il vostro problema è che CREDETE di pensare con la vostra testa. Per me l’ignoranza è questa. Ignorate di essere ignoranti e avete una presunzione tutta adolescenziale. Tenetevela, ma far risalire tutti i problemi del mondo al demone televisivo è davvero troppo. Non siete gli unici intelligenti al mondo e di certo non lo siete perché non guardate la tv o perché guardavate solo “Annozero”.
    Per il resto io ho scritto in italiano e se tu non lo comprendi è affar tuo. La storia del clichè della maglietta del Che ecc. era ironica. Probabilmente mi sono espressa male, o probabilmente tu non l’hai capito.
    Per il resto, io non ho offeso nessuno per esprimere la mia, tu l’hai fatto continuamente e, mi spiace, non mi abbasso al tuo livello per controbattere.
    Quando imparerete ad uscire dai luoghi comuni, a rispettare davvero la diversità (e non solamente la vostra “diversità tutta uguale”), allora ne riparleremo. Come se per esser degni di considerazione bisogni per forza interessarsi A VOSTRO MODO di politica!
    Il guaio della nostra generazione è proprio questo senso di onnipotenza spocchiosa e presuntuosa, che, spero, si placherà con gli anni.
    Poi ci meravigliamo se quattro ragazzetti annoiati se ne vanno in giro a spaccare il mondo. Mah.

    • Valentina Conticello

      Non mi sento l’unica a essere intelligente, tutti abbiamo facoltà di comprendere, comunque non ritengo che Annozero sia la massima informazione in Italia, ho solamente citato Annozero perchè è stato un programma discusso per i contenuti, credo che nessun programma Rai sia stato così discusso, anzi no c’era quello della Sabina Guzzanti che è stato chiuso perchè a quanto pare per i partiti non era un programma satirico, ma puntato a rovinare mentalmente le masse. 
      La politica è un servizio di tutti e tutti dovremmo farne uso, ma se tu non vuoi farne uso nessuno ti contesta. 

  14. Janpabl

    Una domanda Graziachiara: ti rendi conto che nessuno ha dato la colpa di tutto solo alla tua amata tv spazzatura, vero?
    Però è evidente (spero) che qualche colpa ce l’ha.
    L’interessamento alla politica è un DOVERE del cittadino, e se non ci arrivi non so proprio cosa dire. Così come il DOVERE di chi sta in Parlamento è quello di SERVIRE LA REPUBBLICA ITALIANA. E quando il cittadino viene meno a questo suo dovere, si rischia che il politico si “dimentichi” qual’è il suo. Quando ha un cattivo governo, lo stato funziona male. E se il governo
    cattivo persiste è colpa dei cittadini. Inoltre se lo stato va male, la
    cosa va a colpire TUTTI i cittadini. E se a te non frega niente, renditi
    conto almeno di una cosa: la gente che la pensa come te reca un danno ENORME a
    TUTTO il paese. Ciò non vuol dire che devi per forza votare PD o PDL (io per esempio mi interesso di politica, ma allo stesso tempo odio tutti i maggiori partiti italiani). Se non ti senti rappresentata dalla politica odierna è comunque tuo dovere fare qualcosa a riguardo, dall’informare la gente a fondare un partito per chi la pensa come te. E poi cosa vorrebbe dire interessarsi “a vostro modo” di politica? Spero che tu sia stata ironica anche riguardo ad Annozero (entrambe le volte), perchè altrimenti vuol dire che hai preso fischi per fiaschi. O forse abbiamo concetti differenti di ironia, chissà. Io so di non sapere, oltretutto sono ancora giovane ed ingenuo. Tu invece, che parli del “senso di onnipotenza spocchiosa e presuntuosa”, ti rendi conto di esserne satura?
    Soprattutto, ti rendi conto che presunzione ed ira son due cose differenti?
    L’unica cosa di cui ti do atto è che in effetti potevo evitare di definire put****te le “cose” che hai scritto. Bastava un commento corto come quello di Fabrizio, ma la capacità di sintesi non è il mio forte come (forse) avrai capito. :)