“Un’intera generazione di ragazzi è traumatizzata a causa degli elevati livelli di disoccupazione e di precarietà presenti nei paesi industrializzati”. È questo l’allarme lanciato mercoledì 19 ottobre dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) in seguito all’analisi dei dati emersi dallo studio annuale condotto sull’impiego giovanile.
“Giovani sfortunati”. Disoccupati e precari sono oggetto di grande attenzione da parte dell’Organizzazione che sottolinea la “sfortuna di una generazione che cerca lavoro in un periodo di grande recessione” che costringe i giovani ad accettare lavori con basse remunerazioni. “Questa situazione di frustrazione collettiva è uno dei motori dei movimenti di protesta che stanno avendo luogo in tutto il mondo poiché per i ragazzi è sempre più difficile trovare un lavoro che non sia part-time o un impiego temporaneo”, spiega il rapporto. I dati riportarti dall’OIL mostrano una leggera diminuzione del numero dei giovani disoccupati passato da 75,1 milioni alla fine del 2010 ai 75,8 a fine 2009. Tuttavia questa riduzione non deve essere considerata come un segnale positivo e di speranza ma semplicemente significa che parecchie persone si sono ritirate dal mercato del lavoro rinunciando a cercare un impiego e per questo non possono essere più considerate come disoccupate.
Irlanda, una generazione bruciata. La situazione più preoccupante è stata registrata in Irlanda con un tasso di disoccupazione giovanile dichiarata del 27,5% ma reale del 46,8%. Sono infatti presi in considerazione dal rapporto anche tutti quei ragazzi che continuano a vivere a carico dei propri genitori in attesa che la situazione economica migliori e quelli che hanno deciso di continuare a studiare trovando così una soluzione temporanea che ritarda la ricerca di un’occupazione. I dottorati di ricerca ed i master sono infatti considerati, sempre più spesso, tra le opzioni alternative alla mancanza di lavoro.
Disposti a lavorare gratuitamente. Tra il 2008 ed il 2009, in Occidente, si è assistito ad una vera e propria esplosione della disoccupazione giovanile così come è aumentato fortemente il numero dei lavoratori con contratti part-time. Stage gratuiti per arricchire il curriculum ed ulteriori titoli di studio post laurea sono sempre di più le scelte obbligate di molti ragazzi. Ormai, anche i contratti a tempo determinato stanno diventando un ambizioso obiettivo per tutti coloro che desiderano superare l’ostacolo dell’ingresso nel mondo del lavoro. Si è disposti a tutto pur di avere quell’esperienza lavorativa ed i numerosi requisiti che si leggono sugli annunci di lavoro. Le aziende lo sanno e molte se ne approfittano. Quale futuro, allora, per i giovani traumatizzati?