La sinistra e il patto col diavolo sulla legge di Stabilità

L’ANALISI – Il punto interrogativo adesso è a sinistra. Che l’esperienza del governo guidato da Silvio Berlusconi sia ormai giunta a un termine, infatti, è giudizio condiviso da molti (ma non da tutti). Certo, le dimissioni “a progetto” sono una tipicità tutta italiana, forse incomprensibile all’estero dove gli esempi sono la Spagna o la Grecia: i rispettivi capi del governo hanno fatto un “passo indietro” senza aspettare leggi, maxiemendamenti o scadenzari. In Italia tutto questo invece accade. Per due motivi: con difficoltà si riuscirebbe a varare un governo tecnico e la sinistra – data per vincente dai sondaggi sulle prossime elezioni – annaspa senza una linea comune. La legge di Stabilità, di contro, serve al Paese, come ha evidenziato ieri l’ennesima lettera dall’Europa: l’Italia ha varato in estate due finanziarie ormai bruciate dalle conseguenze dello spread.

E proprio sul Patto di Stabilità riuscirà Bersani a ricompattare i suoi in una linea comune? A giudicare dalle diverse componenti interne al Pd e soprattutto dalle future alleanze a cui si sta preparando la coalizione, muoversi con una voce unitaria non sarà semplice. Le manovre “lacrime e sangue”, se votate anche dal Pd, rischierebbero – di contro – di incrinarne il margine di vantaggio in caso di voto anticipato. Un’indecisione utile a un Silvio Berlusconi con poca voglia – la storia parla per lui – di ritirarsi a vita privata. “Ci riserviamo un esame rigoroso del contenuto dell’annunciato maxiemendamento alla legge di stabilità – ha fatto sapere il Segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani – per verificare le condizioni che ne permettano, anche in caso di una nostra contrarietà, una rapida approvazione”. Delle due l’una: il Pd scenderà a patti con il diavolo oppure non voterà il maxiemendamento. In entrambe le circostanze, la decisione potrebbe fare il gioco di Berlusconi in caso di elezioni: perdendo voti o rischiando di subire l’accusa di irresponsabilità nei confronti di quanto richiesto dall’Europa. L’occasione sarà comunque utile a dare la tara della coesione delle opposizioni.

C’è poi un secondo pesante interrogativo – e anche in questo caso i precedenti parlano da soli – e riguarda sempre la legge di Stabilità di prossima (?) votazione: basterà? Oppure l’Europa e la Banca Centrale chiederanno all’Italia di rimaneggiarla, modificarla, ridefinira? La seconda ipotesi non è peregrina, dato che il nostro è un Paese sotto osservazione ed è sufficiente una lettera per riscrivere priorità e provvedimenti in materia di politica economica. Chi – se questa seconda possibilità dovesse prendere corpo – si farebbe carico di una simile responsabilità? 

Sul filo del rasoio, dunque, Silvio Berlusconi ha ottenuto un rinvio del suo D-Day politico: se riuscisse ad arrivare alle elezioni di gennaio, il voto verrebbe deciso dall’attuale legge elettorale, una beffa per i cittadini. Ma in una giornata convulsa come quella di ieri, al premier va comunque riconosciuto un merito: tutto è stato deciso in Parlamento. Non nelle aule di Tribunale né nei teatrini mediatici. Chi di dovere, dunque, deponga le armi: a volte la politica basta a se stessa.

 

 

 

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress

3 commenti

  1. Che vergogna! I super stipendi a tanti politici e politicanti ci hanno portato allo sfacelo, mandiamoli a casa,  senza pensione!!!! tanto sono tutti uguali! Possibile che in un Paese patria del diritto e luce del mondo ci abbiano ridotti cosi!!!!  Votiamo compatti per i giovani e Matteo Renzi in prioma persona!

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