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Diritto di critica | December 3, 2021

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Spread, patrimoniale e pensioni. Le scelte non più rimandabili - Diritto di critica

Spread, patrimoniale e pensioni. Le scelte non più rimandabili

Scritto per noi da Francesco Formisano

Quale programma economico proporrà il nuovo governo? È questa la domanda su cui ruotano le consultazioni tra il presidente del Consiglio incaricato Mario Monti e i diversi partiti per la formazione del nuovo esecutivo. La risposta da parte del presidente della Bocconi a questo quesito deciderà la reazione dei mercati e la riuscita del “riscatto” dell’Italia.

Lo spread sotto controllo. Dopo un paio di giorni di ribasso del differenziale fra Bund tedeschi e titoli di Stato italiani, nella giornata di lunedì lo spread è tornato a schizzare verso l’alto, tenendosi comunque al di sotto dei 500 punti base. Un’incertezza che può essere spiegata come “attesa” di scelte concrete e rapide da parte degli operatori finanziari: ma anche come colpo di coda di Berlusconi. Le ultime dichiarazioni dell’ex primo ministro fanno intendere l’ancora larga influenza che detiene sul Parlamento, prefigurando che sarà necessario il suo pieno appoggio per approvare le riforme del nuovo governo.

Patrimoniale e pensioni, i nodi insoluti. Tornando alle scelte economiche, salgono le quotazioni di una patrimoniale, invocata anche dalle colonne del Financial Times. L’unico dubbio riguarda il gettito di questa misura, che il Popolo delle Libertà vorrebbe escludere a priori; si va dalla decisione massimalista, proposta dal Pd, capace di recuperare oltre 100 miliardi, ad una più soft, suggerita da Confindustria, per un totale di 10-20 miliardi. Il tutto ovviamente per i patrimoni di notevole ricchezza, almeno dagli 800 milioni di euro a salire. Un’altra misura che sembra materializzarsi sempre più è la reintroduzione dell’Ici, la cui soppressione 3 anni addietro ha messo in ginocchio gli enti locali – soprattutto su trasporti e sanità. Ci sarà poi una profonda discussione sulla riforma delle pensioni, argomento caro al Pd e ai sindacati – dove i pensionati sono una corrente decisamente importante. Tema delicato che coinvolge il patto generazionale tra giovani e anziani, che dovrà basarsi su una maggiore equità, secondo quanto annunciato da Monti durante il suo primo discorso.

Gli effetti di maxiemendamento. Scelte non facili. Anche perché restano vincolate a quanto deciso la settimana scorsa con il voto del maxiemendamento alla legge di stabilità: dismissioni del patrimonio pubblico, defiscalizzazione per la realizzazione delle grandi infrastrutture – specialmente per il collegamento Torino-Lione –, incentivi per il telelavoro e per il part-time. Inoltre, sarà affidato ad un D.p.R. la materia della riforma degli albi professionali, anche se i professionisti, sul piede di guerra, stanno cercando profili di incostituzionalità per bloccare questa liberalizzazione. Ma oltre a queste misure, figurano anche alcuni finanziamenti pubblici per università non statali, contributi per le forze di polizia, incentivi a privatizzare i servizi pubblici locali.

Giustizia più rapida con disincentivo. Curiosa la sorte dei disincentivi economici per il ricorso in Appello e in Cassazione durante i processi: tutti i giudizi in appello costeranno il 50% in più, quelli in Cassazione addirittura raddoppieranno. Arrivare al terzo grado di giudizio sarà considerato un privilegio per soli ricchi.

E la ricerca? Niente nuovi fondi per ricerca, innovazione e cultura, proprio i settori che più necessiterebbero di attenzione per poter rilanciare la flebile crescita dell’Italia. Non ultimo, il governo Monti dovrà dovrà affrontare a muso duro l’evasione fiscale, fissando al contempo dei paletti per arginare le infiltrazioni mafiose: il costo sociale di oltre 200 miliardi di euro ogni anno non permette alcun rinvio.

Comments

  1. mak

    ma che c’entrano le pensioni con lo spread?? lo scrivete tanto perche’ fa moda o vi pagano per farlo?
    in Italia si va mediamente in pensione quando la germania (ca 61 anni di media) e molto prima della Francia, e mediamente come nel resto dell’eurozono, pagando, pero’ il 33% di contributi a frontedel 19-20% di Francia e Germania. Mastropasqua Prsidente INPS ha affermato (il 4 novembre) che il sistema e in equilibrio, anzi ha un avanzo fino al 2060.
    Le pensioni forse vanno rimodulate e riviste in modo che il contributivo dal 2035 non provochi effetti devastanti, ma non si fa una riforma sociale impattante da mattina a sera , si modula nel tempo su un arco di tempo di 10-20 anni come fanno nei paesi civili( esempio in germania passano da 65 a 67 dal 2004 al 2029 cioe’ 2 anni in 25 anni) tutto il resto o sono paturnie mentali di giornalisti in malafede o sono l’ennesimo tentativo di far pagare la crisi a chi ha sempre pagato, senza affrontare i veri nodi che sono, costi della macchina statale, inefficenze e privilegi, le lobbies professionali, l’accordo Con la svizzera per il contenzioso fiscale dei capitali esportati illecitamente (anche applicando la nostra miserrima tassazione sul capitale 12,5% contro il 26 dei tedeschi si recupererebbero alcune decine di miliardi di euro/anno!!!) ma di questo guai a parlarne sei blog e giornali venduti alla finanza!

  2. Marco Delvitto

    Partendo dal presupposto che se io da piu’ di trent’anni pago le baby pensioni senza fiatare, che in pensione andro’ con il retributivo ma dopo almeno 35 anni di lavoro e ad un’età di minimo 58/60 anni, che comunque la solenne stupidaggine dell’aspettativa di vita che cresce (ma chi l’ha inventata questa stupidaggine cosmica) e che al momento il ns. sistema pensionistico è PERFETTAMENTE a norma con quanto gradiscono i dittatorelli europei (detto dall’I.N.P.S. e addirittura certificato da loro stessi, che da 35 anni pago dei contributi che non ho mai visto e che hanno fruttato una bella sommetta in interessi, la questione del ventenne che andrà in pensione con il contributivo non è certo  da imputare agli ultimi fessi che in questo triennio se ne andranno a godere il meritato riposo. Qui i casi sono due: o andremo tutti al Creatore per Legge non prima di aver compiuto il secolo di vita oppure queste sono cifre veramente fantasiose: fra 40/45 anni della mia generazione di ultracinquantenni ne saranno rimasti vivi si è no 10 in tutta Italia. Fra parentesi…faccio notare che le per le pensioni di anzianità esiste già una Legge che prevede la loro estinzione nel giro di al massimo tre anni. 
    Un finto problema quello delle pensioni con il sistema retributivo…..ora sarebbe finalmente il momento di fare cassa trattando in maniera seria temi come l’evasione fiscale, il lavoro in nero, le spese facili ed inutili e…ci sarebbe veramente da scrivere un libro. Ma torna piu’ comodo fare finta che le Borse impazziscano non per i giochetti dei soliti ignoti, che il debito pubblico non sia stato generato da anni e anni di pensioni di invalidità date a gente che sta meglio di me, di casse integrazioni di comodo, di sgravi fiscali a chi non ne aveva assolutamente bisogno e avanti con l’orchestra….cordialmente
    Marco Del Vitto

  3. Toninocor

    caro Francesco tu pagherai per qualche anno le pensioni retributive noi abbiamo pagato per 40 anni le baby pensioni..e non essere tanto sicuro che se faranno un altra manovra sulle pensioni voi future generazioni ne trarrete beneficio

    • francesco formisano

      Fin quando avremo una classe dirigente corrotta e degenerata sono sicuro che le future generazioni non avranno beneficio alcuno…però sai com’è, se parto adesso sapendo che avrò il 30-40% del mio ultimo stipendio, si arriva a fine carriere lavorativa che prenderò il 3-4% perchè saranno sorti altri problemi….Iniziamo ad aprire un dibattito serio anche tra la società, perchè la maggior parte degli anziani(tra le quali ambedue le mie nonne) votano Berlusconi per il semplice motivo che le ha aumentato la pensione….