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Diritto di critica | January 16, 2022

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La Casta si ribella ai tagli. I parlamentari: "guadagniamo già poco" - Diritto di critica

La Casta si ribella ai tagli. I parlamentari: “guadagniamo già poco”

In tempi di larghe intese, in parlamento è nato uno schieramento trasversale: quello di chi non vuole nemmeno sentir parlare di tagli ai costi della politica. I cittadini sì, lo no. D’altronde a cosa serve il potere se non a preservare i propri interessi? La manovra Monti impone a deputati e senatori a tagliarsi lo stipendio. Altrimenti ci penserà il governo con un decreto-legge. Infatti, un articolo della Manovra prevede che se la commissione tecnica che deve riparametrare le retribuzioni dei parlamentari a quelle dei loro omologhi europei, non avrà dato una risposta entro il 31 dicembre, toccherà a Mario Monti fissare i nuovi parametri. E, secondo indiscrezioni di alcuni giorni fa il premier sarebbe orientato a tagliare a ciascun parlamentare lo stipendio di ben 5mila euro al mese.

La casta aggredita si difende. A Montecitorio non c’è voluto molto perché scoppiasse la rivolta: “Viola l’autonomia del Parlamento”. Dopo la cancellazione del vitalizio e l’“aggancio” della pensione al sistema contributivo, serpeggia un certo malumore. Mentre Monti ha già fatto la sua parte, rinunciando allo stipendio da presidente del Consiglio, nei partiti non sembrano disposti a fare altrettanto. La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha dato parere negativo all’art.23 della manovra, quello che prevede tagli alle retribuzioni dei parlamentari. Ma qualcosa deve pur essere fatta. Nascono così alcune idee: “equipariamo l’indennità alla media delle retribuzioni per le cariche elettive in Europa”. Altri, invece, vorrebbero appoggiare un emendamento alla Manovra che sposti il termine di fine lavoro della commissione a marzo o addirittura ad aprile. Ma il sospetto che si tratti solo di un modo per prendere tempo, in attesa questi “maledetti” tagli non si facciano mai è più che fondato.

Per i cittadini soffriamo ancora poco”. Infatti, mentre alcuni parlamentari stanno cercando la formula più idonea per ridurre i costi della politica partendo proprio dalle indennità, c’è chi protesta contro questa “violazione dell’autonomia del Parlamento”. Il portavoce degli “indignati” è Lamberto Dini, non esattamente l’ultimo peone del Senato: “Le nostre retribuzioni sono già sotto la media Ue”, sostiene, anche se i dati sulle indennità parlano chiaro. Certo, quella di Monti è una vera e propria stangata anche per i parlamentari: se all’inizio del 2011 l’indennità era già stata decurtata di mille euro, dopo soli 12 mesi il taglio potrebbe essere enorme, con un calo delle retribuzioni del 50%. Una grande sforbiciata dopo anni di privilegi. “È come se ci mandassero nudi per strada. Poi è ovvio che uno si ammala, prende l’influenza, si aggrava, arriva la polmonite e quindi…”, spiega Alessandra Mussolini. “Per i cittadini soffriamo ancora poco. Vogliono vederci soffrire ancora di più. Se abbassassero i nostri stipendi a 1. 000 euro al mese, la gente ci vorrebbe veder prendere 500 euro”.

Quando la levata di scudi è trasversale. Ovviamente la protesta anti-tagli è trasversale. “Per noi il blocco alle indicizzazioni esiste dai tempi di Bertinotti alla Camera (2007, ndr)”, spiega Marina Sereni vicepresidente del Partito democratico. “Nel frattempo c’è stato chiesto il contributo di solidarietà e in questa legislatura abbiamo avuto già due riduzioni per un totale di mille auro netti”. Un po’ troppo visto che la Sereni conduce “una vita normale” e fa “la spesa alla Coop”, come “possono testimoniare” quelli che la conoscono.

Ma quanto guadagna un parlamentare? Oggi l’indennità di un deputato italiano ammonta a 11.704 euro lorde, mentre quella di un senatore è di poco superiore (12mila euro). Monti vorrebbe ridurre di 5mila euro questa cifra, circa la media delle retribuzioni per le cariche elettive equivalenti nell’eurozona. Ai parlamentari così rimarrebbero “solo” poco meno di 5mila e 500 euro. Al Senato, invece, è in studio la possibilità di equiparare ogni membro a chi siede nel Parlamento europeo. L’indennità sarebbe di poco superiore alla media Ue (5mila 900 euro netti), ma con collaboratori a carico dell’istituzione, con costi che rischierebbero addirittura a salire rispetto a quelli attuali. Ma i parlamentari italiani, godono anche di altri benefit. In primo luogo, all’indennità va aggiunta la diaria, pari a 3mila 500 euro, che viene decurtata di 206 euro ogni giorni di seduta in cui il parlamentare ha partecipato a meno del 30% delle votazioni in aula. A questo si aggiunge la possibilità di viaggiare gratis su treni ed aerei, 1.100 euro per gli spostamenti da e per la Camera di appartenenza e 3mila 600 euro per “spese inerenti al rapporto fra eletti ed elettori”. Ma non si trattava di un parlamento di nominati?

Comments

  1. Mshshjs

    VERGOGNATEVI… TUTTI, C’è CHI DAVVERO GUADAGNA 900 EURO AL MESE!

    • Biticino

      Ricordatevelo alle prossime elezioni PDL e PD bla bla bla!

  2. Paolof73

    tutti in medicine..per voi i vostri figli e le vostre madri…BUONA NATALE ZECCHE!!

  3. Gianni78

    come direbbe un politico sotto assglia stipendi dei nostri cari parlamentari sn al di sotto della media europea? e gli stipendi dei lavoratori italiani cn la media dei 1000 euro al mese? solo ke i lavoratori nn hano diritto al rimborso spese come affitto, carburante , porta borsa auto blu, trasporti aerei gratis, ecc..

  4. Bras1975

    bè c’è pure chi non guadagna niente perchè non ha lavoro e spende quel poco che ha per cv e benzina per andarlo a cercare e sentirssi dire, c’è crisi o le faremo sapere………. mà se dovremo essere come gli altri i disoccupati dovrebbero percepire un tot finchè non trovano lavoro (vedi germania)  ma dicono i politici che diventerebbe una scusa per non cercare lavoro.

    • Lucianogiampietro

      Qualcuno potrebbe insegnare come e quanto si deve lavorare per meritare tutti quei soldi?

  5. C’è in giro qualcuno che, in occasione della crisi del settembre del 1992, impressionato dal rischio della bancarotta, di fronte a proteste fiscali seguite alla manovra di Giuliano Amato, fece per un anno e mezzo, per dare l’allarme, il volontario fiscale, dando al Tesoro, oltre le tasse, il 10% del proprio stipendio di docente universitario. Dopo poco nacque l’ARDeP, associazione per la riduzione del debito pubblico. Si dimostrò che un professore universitario poteva campare decorosamente anche col 10% dello stipendio in meno, se questo serviva ad evitare la bancarotta e la perdita dei valori costituzionali. E che si può rinunciare ad una parte del proprio reddito senza temere di andare in giro nudi, come ha detto l’on. Mussolini.Ai parlamentari smemorati ricordo che la legge 432/1993 ha istituito il Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, che prevede al cap. 3330 (capo X) la voce “versamenti volontari”. (Tesoreria prov. dello Stato, Roma Direzione generale Tesoro, Serv. 1, Div.3, Via XX Settembre, 97 (cc.post. 19551001). Arrivarono a quel fondo 50 milioni delle vecchie lirette. Se tutti i deputati e i manager di allora avessero fatto qualcosa di simile, cominciando a tirarsi su le maniche, forse non ci troveremmo in queste condizioni. E’ amaro constatare che in una decina d’anni non si sia ancora capito che, se la nave sta affondando per il peso del debito, buttare dal finestrino qualche valigia è un modo per arrivare in porto sani e salvi. Luciano Corradini

  6. MAX (il conte)

    All’inizio del 2011 l’indennità dei parlamentari è stata decurtata di 1.000 euro e già molti politici si considerano quasi eroi. Infatti adesso che dovrebbero finalmente dimezzare il loro stipendio fanno fuoco e fiamme. C’è il 60% del popolo Italiano che con 1.000 euro deve camparci una famiglia e pagare le tasse. I nostri parlamentari votati da noi , ormai si sentono i dominatori della Nazione e che tutto e loro dovuto nel bene o nel male!!!!!!! Questa non è più una democrazia ma una dittatura.Adesso la Casta sta prorogando di volta in volta il termine per stabilire i tagli ai loro stipendi e vi anticipo sin da ora che “NON SE NE FARA’ NULLA”. Se pensate che nessuna modifica dell’IRPEF è stata fatta ai redditi da 125.000 euro in su.Hanno tolto la tassa sulle imbarcazioni di lusso ed hanno aumentato il tabacco trinciato. Insomma la Casta ed i capitalisti non si devono toccare!!!!!! Allora vi chiedo : il popolo  è  sovrano come crediamo di essere???? Io credo che non lo siamo affatto ed inoltre la Casta è consapevole che siamo dei pecoroni così ignoranti da farci credere di vivere in democrazia ma allo stesso tempo tutti noi abbiamo acquisito un unico pensiero ” i politici al potere si fanno i cavoli loro” come fosse una cosa plausibile e normale. Ci meritiamo allora tutto questo o siamo in tempo per riprendereci la nostra sovranità …..la sovranità della nostra Nazione e del voto che non è stato dato di certo al Dott. Monti? Tutto dipende da noi e se teniamo non dico al prossimo nostro ma almeno ai nostri figli, credo sia giunta l’ora di essere compatti da Nord a Sud, da Est ad Ovest per riprenderci di diritto ciò che è nostro.
    P.s: Anni fa un amico che prevedeva la situazione di oggi: “NON ESISTE SERVO PEGGIORE DI QUELLO CHE CREDE DI ESSERE LIBERO E INVECE E’ SOLO FALSA DEMOCRAZIA”.