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Diritto di critica | August 1, 2021

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2012, l'anno dei monopolisti felici - Diritto di critica

2012, l’anno dei monopolisti felici

2012, è tempo di liberalizzare. E’ il momento di vedere l’aspirina venduta in erboristeria e nei supermercati, vicino al banco frigo – mentre le farmacie scioperano. Tempo di negozi aperti senza controllo, a discrezione del titolare; ma anche di tassisti felici e di autisti di limousine in serrata permanente (nessun riguardo per loro, libera concorrenza e via). Anno di farmacisti sul piede di guerra, avvocati terrorizzati e notai sul chi vive. La ventata di concorrenza dovrebbe far piacere, a noi umili consumatori: finalmente le rendite di posizione cadono, e si respira aria nuova! Allora perché non saltiamo di gioia?

Forse perché ci siamo svegliati dai postumi di Capodanno con tre macigni sulle spalle: Luce (+4,9%), Gas (+2,7%)e Autostrade (+3,5%). Le tre Furie ci sono piombate addosso che ancora vacillavamo mezzi ubriachi, lasciandoci il portafogli più leggero di 2.103 euro (tanto prevede Federconsumatori per ogni famiglia, di qui ad un anno). Se fosse un sacrificio per l’Italia, passi. Ma non è lo Stato ad incassare tanto bendiddio. Sono tre privati, belli in salute e pasciuti di riguardi statali. Sono Snam, Terna e Autostrade per l’Italia Spa, ovvero le prime tre aziende italiane per redditività (e tra le prime dieci d’Europa).

E se volessimo dargli un nome? Pensiamo ai Benetton, gabellieri dell’Autostrada del Sole e simili. Insieme al socio Atlantia si fanno pagare per “remunerare gli investimenti e coprire l’inflazione”: intanto la variante di valico sull’Appennino attende fiduciosa. La grande magia starebbe nei bilanci: c’è chi ritiene che Autostrade preveda per l’anno successivo la metà delle auto in transito, poi le tariffe verrebbero fissate in modo da rientrare delle spese per gli investimenti, vere o corrette che siano. La differenza di questi calcoli con il reale è tutto extraprofitto. Ma in realtà la valutazione degli investimenti è ben più complessa e fumosa.

Dobbiamo essergli riconoscenti, dicono alcuni, perché con il pedaggio degli ultimi dieci anni hanno ricostruito interamente la rete autostradale. Tre volte. E’ in corso la quarta, per chi non l’avesse notato. Un miracolo di efficienza. Su queste carte il governo Monti vuol costruire il suo castello Italia. Un castello di privatizzazioni, liberalizzazioni e riforme. Ma per essere aria nuova, puzza soprattutto di antiquariato.

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