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Diritto di critica | August 1, 2021

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La coperta corta delle liberalizzazioni, tutti i provvedimenti a rischio "retromarcia" - Diritto di critica

La coperta corta delle liberalizzazioni, tutti i provvedimenti a rischio “retromarcia”

Sulle liberalizzazioni è ormai un tutti contro tutti, anche interno ai partiti che ora temono un voto di fiducia e la “repsonabilità” di affondare o far approvare un decreto delicato come questo. Avvocati, notai, commercialisti, in Parlamento ci sono esponenti di numerose categorie “a rischio liberalizzazione” che potrebbero – e vorrebbero – far saltare il tavolo della trattativa. E se da un lato Monti assicura che saranno prese in considerazione solo le proposte che miglioreranno il provvedimento, dall’altro proseguono a ritmo serrato le riunioni informali per trovare un accordo che scongiuri la fiducia.

Ed è per questo clima di serrato confronto che è stata annullata in tutta fretta la seduta prevista per ieri sera e questa mattina della Commissione Industria del Senato che sta esaminando il decreto, con i lavori che sono proseguiti in via del tutto informale. L’idea è che, una volta trovato un accordo, si vada in commissione a votare rapidamente i nuovi testi, in vista del maxiemendamento da proporre in aula mercoledì prossimo. E un sostegno al governo Monti arriva anche dal presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che in un’intervista al Wall Street Journal ha spiegato come la prima riforma strutturale che i Paesi europei devono darsi sono le liberalizzazioni dei prodotti e servizi. A meno di un accordo, però, sui temi forti del provvedimento si rischia una retromarcia totale.

Sulle licenze per i taxi, ad esempio, potrebbero decidere Comuni e Regioni, mentre l’Autorità dei Trasporti sarebbe chiamata ad esprimere un parere “obbligatorio ma non vincolante”.

Poco o nulla è previsto per liberalizzare le banche, con un accenno alla libertà del cliente di scegliere polizze presenti sul mercato e l’impossibilità per gli istituti di credito di vincolare mutui o aperture di conti correnti.

A rischio anche il capitolo farmacie, con una battaglia ancora non definitiva sul numero di punti vendita da aprire in relazione agli abitanti e sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C.

Sospesa per ora anche la norma sui Tribunali per le imprese (portarli da 12 a 20, uno per ogni capoluogo, ad eccezione della Valle d’Aosta) e sulle Srl a un euro per i “giovani” (under35). Su entrambi i capitoli dovrà pronunciarsi la Commissione Bilancio in relazione all’effettiva copertura finanziaria.

Giochi ancora aperti – ma forse in dirittura di arrivo – sul fronte dello scorporo tra Eni e Snam. Ieri l’ad del cane a sei zampe ha facilitato il compito al Parlamento ribadendo che la discesa nel capitale di Snam da parte dell’Eni “deve avvenire in modo da non danneggiare gli azionisti Eni e gli azionisti Snam e, alla fine di tutto questo, Eni dovrà essere più forte di prima: noi ci muoviamo in un mondo di giganti e non possiamo rimpicciolirci”. La quota, quindi, non è importante: “Quando esco – spiega infatti – il 5 o il 10 o zero per cento non mi importa: il nostro mestiere non è di avere partecipazioni, ma è di controllare aziende e, se non le controllo, il 5-10 o il 2% non mi interessa. Il Parlamento e il governo faranno ciò che ritengono di fare”.

Ultima consolazione, le assicurazioni: i danni di lievi entità – non certificati da esami medici obiettivi e causati da incidenti stradali – non saranno più rimborsati. Chi simula il danno – fisico o all’auto – rischierà il carcere da 1 a 5 anni (oggi è da 6 mesi a 4 anni).

Comments

  1. questa è come la storia dell’allevatore che chiuse le stalle dopo che i buoi erano scappati….

  2. ClaudioCasalini

    grillo sei una merda togli la censura dal blog