Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | October 26, 2021

Scroll to top

Top

Interinali sottocosto, la speculazione di aziende e agenzie del lavoro - Diritto di critica

Interinali sottocosto, la speculazione di aziende e agenzie del lavoro

C’erano una volta gli interinali. Stesse mansioni di un dipendente, con il rischio di non vedersi rinnovati da un mese all’altro. Unica consolazione alla precarietà, un salario orario leggermente più alto. Ora non più. Le agenzie interinali hanno lanciato una nuova proposta alle aziende: lavoratori ugualmente precari, ma che costano il 20% in meno di interinali e dipendenti. Sono gli “svantaggiati” – over 50, disoccupati da più di 6 mesi, disabili, etc – su cui si costruisce il nuovo vantaggio competitivo delle nostre aziende.

“Grazie all’art. 13, possiamo offrire fornitura di personale a costi particolarmente vantaggiosi rispetto ad altre forme di flessibilità”. Lo si legge sulla brochure commerciale di una delle più note agenzie interinali che operano in Italia. Tralasciando la forma, il contenuto è decisivo. Significa che l’agenzia sta offrendo alle aziende i lavoratori delle categorie svantaggiate, appunto indicate e regolate dall’art.13 del DL 276/03, a costi inferiori. Non solo rispetto agli altri interinali, in modo da compensare il gap tra un cinquantenne da formare e uno studente sotto i 25, ma anche rispetto ai dipendenti normali.

Botte piena e moglie ubriaca. Cade così l’ultimo baluardo del lavoro in somministrazione. L’incentivo ad assumere solo interinali svantaggiati è fortissimo, e abbatte ogni possibilità di assunzioni con contratti da dipendente. In alcune realtà, soprattutto dei call center telefonici, la svolta è già in corso. Gli interinali normali vengono sostituiti da quelli “svantaggiati” – c’è un boom di ultra 5oenni che si fanno spiegare il lavoro da studenti o ragazzi – e i lavoratori dipendenti scompaiono del tutto.

La denuncia parte proprio dal sindacato del settore, la Nidil-Cgil. “Tutto questo avviene in base alla Convenzione stipulata dalle agenzie interinali con Italia Lavoro (l’ex Ufficio di Collocamento) per l’applicazione della legge 276/03″, sottolinea il sindacato. “E’ una norma scarsamente applicata, che ora sta tornando alla carica come forma spregiudicata di business”. La novità infatti arriva dall’Europa: abbiamo da poco recepito la direttiva UE sul principio di parità retributiva/normativa tra somministrati e dipendenti.

E’ un’ottima norma, pensata per rendere uguali lavoratori che nel concreto svolgono la stessa mansione con gli stessi orari. Ma unitamente all’art.13, diventa una trappola. Gli interinali normali e i dipendenti verranno pagati 100 (quindi alla pari), mentre gli interinali “svantaggiati” verranno pagati 80. Le aziende già stanno rivoluzionando gli organici: l’handicap di questi somministrati speciali diventa vantaggio economico per l’impresa, che abbassa ulteriormente il costo del lavoro mantenendone l’assoluta precarietà.

Conclude Filomena Trizio, segretaria generale di Nidil: “Chiediamo la revisione di queste norme e l’abrogazione dell’art 13, oltre all’immediata abolizione della convenzione tra Assolavoro, agenzie interinali e Italia Lavoro”.

Comments

  1. Zenzo69

    gli svantaggiati costano meno di contributi, ma la paga netta rimane la stessa!

    • Simcek

      No Zenzo, con la convenzione di cui parla l’articolo possono essere sottoinquadrati o sottopagati.

  2. Vale

    Purtroppo al giorno d’oggi per molte aziende non ci sono alternative: o trovano personale a costo veramente competitivo o delocalizzano ( o chiudono ).
    Tutte queste pratiche vergognose sono frutto delle scellerate politiche degli ultimi anni, che hanno permesso l’ingresso di merce scadente o illegale ( dimostrata dai vari sequestri dei NAS ) che ha riempito il mercato a discapito delle aziende oneste.
    Altrettanto vergognose sono alcune aziende aperte da extracomunitari, che arrivano in Italia con capitali arrivati da “non si sa dove” e di cui – a differenza nostra – non vengono MAI chiamati a rispondere della provenienza dei loro soldi.
    Per non parlare ovviamente della concorrenza degli italiani evasori totali o “grandi evasori”.

    Le ditte oneste A OGGI sono strangolate dallo Stato, dai ritardi dei pagamenti e da queste concorrenze sleali raramente ( se non mai ) stroncate da un fisco che preferisce andare a bastonare le aziende che lavorano in maniera corretta e che hanno interesse a pagare le loro multe ( i furbi chiudono e salutano ).
    Multe che vergognosamente vengono portate davanti ad un tribunale che deve giudicare il suo stesso operato e senza ammissione di prove testimoniali…e poi ci si stupisce che il 90% dei ricorsi contro l’AE siano vinti da quest’ultima.

    Il dramma è che in molte aziende i veri precari sono gli stessi imprenditori, oramai a migliaia hanno la casa ipotecata da banche o dalla cara Equitalia e sono strangolati dai debiti ( quando non si impiccano nel vero senso della parola per la vergogna di non poter far fronte agli impegni presi ).

    Vogliamo protestare poi su quel che dice la Fornero sull’Art.18 ? Vogliamo ascoltare la Filomena Trizio ? Benissimo…ma questa è la punta dell’iceberg, è la famosa “punta del dito fissata al posto della luna”.

  3. Luca

    E’ vergognosa la tendenza del governo attuale,basata sull’equità fiscale, ad incentivare questa nuova metodologia contrattuale.
    In sintesi l’obbiettivo quale sarebbe?
    Piu lavoro,meno guadagno,piu tasse?

  4. Marco martinelli

    verissimo che questa categoria è sempre più ricercata.Lo dimostra il fatto che ho fatto molte domande di lavoro e continuamente consulto pure i siti internet di ricerca personale e fidatevi che la maggior parte di ricerca e rivolta propio a persone in mobilità.Io sono a casa da novembre e ho fatto sù 100 domande di lavoro 4 colloqui e sapete cosa mi hanno proposto? Di creare una partita iva o altrimenti una riduzione di stipendio del 20 per cento.Ora non faccio nomi di queste agenzie criminali, sono conosciute molto perche sono tra le più importanti in italia e anche quelle che esistono per prime nel nostro territorio nazionale e internazionale.Mi schifa troppo la cosa perchè ho famiglia e lavoro da più di 26 anni olrte tutto mi vedo discriminato, allora che devo fare? Andare a fare il delinquete? no io non mollo ma almeno che ci sia una tutela per quei lavoratori che vengono messi alla porta solo per il fatto che superando una certà età le aziende pensano che la nostra esperienza non valga più niente o addirittura vengono avantaggiate categorie come giovani che lo stato dà incentivi alle aziende perchè li assumano o addirittura personale in mobilità perchè sia le aziende o agenzie interinali non pagano i contributi sfruttando il fatto che questi contributi li paga l’azienda che ha messo in mobilità lo stesso lavoratore.Ora si aggiunge pure questo,beh lasciatemi dire che questo è un vero e propio schiaffo alla dignità di tutti i lavoratori e non solo di una categoria.