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Diritto di critica | October 25, 2021

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Smog e polveri sottili, così a Roma non si respira più - Diritto di critica

Smog e polveri sottili, così a Roma non si respira più

I blocchi del traffico e le Ztl non bastano più. Roma sta soffocando nello smog e l’amministrazione Alemanno dovrà rivedere la sua politica ambientale. Legambiente, attraverso la postazione mobile della Rete Ferroviaria Italiana che studia l’inquinamento delle città italiane, ha effettuato tra il 16 e il 18 marzo i consueti rilevamenti annuali delle polveri sottili causate dalle migliaia di automobili che invadono ogni giorno il centro città, e i risultati sono a dir poco preoccupanti. Benzene e Pm10 ben oltre i limiti consentiti (50 microgrammi per metro cubo) due giorni su tre, arrivando a 70 mg: «Nel 2011 Roma ha raddoppiato, rispetto all’anno precedente, i giorni fuorilegge per le emissioni inquinanti – ha spiegato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – e lo stesso di appresta a fare per il 2012. E il problema si estende anche all’inquinamento acustico, arrivato a punte di 70 decibel sia di giorno che di notte». I dati sono confermati anche dall’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa) del Lazio.

Ma allora che fine hanno fatto le famose domeniche a piedi, il traffico limitato e i progetti per aumentare piste ciclabili e aree pedonali? «Nelle ore di punta del mattino – continua Parlati – su via dei Fori Imperiali transitano 3.400 veicoli l’ora mentre il Comune resta immobile, le promesse di pedonalizzazione non vengono mai mantenute». Il riferimento è al progetto, mai partito, di chiudere al transito automobilistico l’area circostante il Colosseo, il monumento simbolo di Roma che più di tutti subisce gli effetti dello smog: molte parti della struttura si sbriciolano letteralmente, in maniera lenta ma inesorabile, a causa delle trasformazioni chimiche innescate da gas, anidridi solforose e biossido di azoto che fuoriescono dai tubi di scappamento.

L’ennesimo allarme polveri sottili riguarda soprattutto la salute dei cittadini: Legambiente e Rfi hanno riscontrato in vari quartieri romani un’aria “cattiva”, monitorando anche l’inquinamento ad “altezza uomo”, camminando direttamente per le strade grazie ad una centralina portatile.

L’associazione ambientalista chiede all’amministrazione di Roma di intervenire concretamente: «La città sta soffocando e la salute dei cittadini è sempre più a rischio. È ora di intensificare le corsie preferenziali, le Ztl e le zone 30, avviando la città verso una pedonalizzazione e una mobilità più dolce, per salvaguardare i polmoni dei romani e il patrimonio artistico della Capitale».

Il progetto ambientalista Treno Verde, all’interno del quale si sono fatte le misurazioni, vuole anche incentivare l’uso di mezzi ecologici e di trasporto pubblico. Gli oltre 350mila pendolari romani che ogni mattina vanno a lavorare con i treni regionali, infatti, consentono un risparmio annuale di 250mila tonnellate di Co2 e 140mila tonnellate di polveri sottili: ciò significa che ogni romano si evita 400 grammi di smog nocivo all’anno.

Peccato che gli aumenti dei biglietti di autobus e treni regionali e il loro degrado (specialmente su alcune tratte) non incentivino ad abbandonare la macchina e a contribuire così a diminuire l’emissione di gas atmosferici inquinanti.