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Diritto di critica | December 3, 2021

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L'accordo segreto di Sarkozy per consegnare il terrorista a Tel Aviv - Diritto di critica

L’accordo segreto di Sarkozy per consegnare il terrorista a Tel Aviv

Israele vuole mettere le mani su Mohamed Merah. Secondo fonti ufficiose le autorità di Tel Aviv starebbero collaborando con quelle francesi per catturare il cittadino francese di origine algerina, l’autore degli omicidi dei tre parà francesi e della strage alla scuola ebraica di Tolosa.

L’accordo segreto. Ci sarebbe un accordo tra Sarkozy e il governo di Tel Aviv per assicurare Merah alla giustizia israeliana. Questo spiegherebbe le parole del presidente francese che ha pubblicamente chiesto alle forze dell’ordine di catturare il presunto terrorista vivo.

Due stragi. In totale Marah ha ucciso sette persone: i militari francesi Imad Ibn-Ziaten di 30 anni, Mohamed Legouad di 26, Abel Chenouf di 24. Alla scuola ebraica sono poi stati trucidati Yonatan Sandler e i suoi due figli Aryeh e Gabriel (tutti e tre cittadini israeliani), e Miriam Monsonego. Quest’ultima sarebbe stata rincorsa dal terrorista fin dentro il cortile della scuola e sarebbe stata uccisa con un colpo di arma da fuoco alla testa.

L’assedio. Merah è attualmente asserragliato all’interno di un appartamento al piano terra di una palazzina in un quartiere residenziale a nord di Tolosa. Sarebbe in possesso di numerose armi tra cui un kalashnikov e un uzi. L’edificio è stato circondato dalla polizia francese e le forze speciali si stanno preparando per un potenziale intervento. Il killer avrebbe però dichiarato alla polizia di volersi arrendere in serata.

La rivendicazione e la vendetta. Intorno all’una della scorsa notte Merah ha telefonato alla redazione di France 24 rivendicando gli attacchi, affermando di essere legato ad al-Qaeda, di aver agito per vendicare i “fratelli” palestinesi uccisi dagli israeliani, per reazione alla partecipazione di truppe francesi in Afghanistan e per la legge anti burqa.

Dalle prigioni di Kandahar alla strage di Tolosa. Mohamed Merah venne arrestato nel 2007 in Afghanistan per aver preparato ordigni esplosivi e fu rinchiuso nel carcere di Sarposa, a Kandahar, noto per essere luogo di detenzione per pericolosi terroristi e tagliagole. Pochi mesi più tardi riuscì a scappare in seguito ad un’evasione di massa nella quale fuggirono numerosi talebani.

Le seconde generazioni a rischio. A pochi giorni dall’arresto di Jarmoune Muhammad e dal fermo di una sua compagna, per la pianificazione di un attentato alla sinagoga milanese di via Guastalla, si ritorna a parlare ancora una volta di “seconde generazioni”, di ragazzi teoricamente integrati, di cittadini europei che abbracciano il radicalismo più estremo e cercano di mietere vittime.

“No alla violenza religiosa”. In ogni modo, sia la comunità islamica francese, attraverso il presidente del Consiglio francese di Cultura Musulmana, Muhammad Moussaoui, che l’Autorità Nazionale Palestinese hanno criticato questi atti. Il premier dell’ANP Fayyad ha poi chiesto di smettere di utilizzare il nome della Palestina per giustificare azioni terroristiche.