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Diritto di critica | October 26, 2021

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L’aiuto della Camusso a Bersani: lo sciopero dopo le elezioni - Diritto di critica

L’aiuto della Camusso a Bersani: lo sciopero dopo le elezioni

“Cara Susanna, aspetta un attimo, ragioniamo”. Così Pierluigi Bersani ha tentato con successo di frenare la Cgil. Niente sciopero generale prima delle elezioni amministrative. In cambio il Pd in parlamento si attiverà per modificare il testo della riforma del lavoro, nonostante le posizioni eterogenee all’interno del partito.

Evitare lo sciopero. Bersani lo sa: l’unica strada è prendere tempo. I sondaggi parlano chiaro; il centro-sinistra potrebbe trionfare al voto del 6 e 7 maggio. Ma per non perdere consenso tra il proprio elettorato soprattutto a sinistra, bisogna evitare lo sciopero. Lo ha detto ieri anche Massimo D’Alema intervistato da Fabio Fazio: “Una parte dei militanti del Pd parteciperà allo sciopero. Ma non il Pd, che ha il compito di migliorare il testo della riforma in Parlamento”. Quindi, per evitare che da sinistra Vendola e Di Pietro possano attaccare i democratici alla vigilia di un possibile trionfo elettorale, ergendosi a unici difensori dei lavorati, Bersani ha chiesto alla Camusso di venire incontro alle necessità del partito.

L’accordo tra Pd e Cgil. “Susanna, ci devi dare una mano per uscire da questo pantano”, avrebbe chiesto, secondo indiscrezioni di palazzo, il segretario del Pd alla leader della Cgil. “Guadagniamo tempo: rimandiamo il confronto dopo la sfida elettorale. Spostate lo sciopero dopo il voto e noi appoggeremo le vostre richieste. Non voglio lasciare agli altri la difesa dei lavoratori”. La Camusso avrebbe quindi accettato di allentare la pressione – che stava diventando eccessiva e pericolosa per il Pd – per lasciar respirare i democratici. L’annuncio ieri durante la trasmissione di Lucia Annunziata: “La data dello sciopero non è ancora stata stabilita. Sarà la segreteria della Cgil a decidere. In ogni caso accompagniamo tutta la riforma del mercato del lavoro e quindi potrebbe arrivare alla fine di maggio”.

“La partita non è chiusa, sono fiduciosa”. Un’apertura che per qualcuno può rappresentare una resa. Tuttavia, la Camusso, su Rai 3, promette: “Nessun rallentamento. Nei due mesi che abbiamo davanti continueremo a fare pressioni sul Parlamento per correggere la riforma”. Anche perché “la partita non è ancora chiusa. Io sono molto fiduciosa”. Forse avrà intravisto nei sorrisi di Cernobbio qualche possibile apertura da parte del governo. Ma Monti sembra tutt’altro che intenzionato a tornare sui suoi passi. Quello dell’articolo 18 è un punto irrinunciabile per il governo. “Non accetteremo che il disegno di legge sia ridotto in polpette”, ha ammonito oggi la Fornero. Ma forse sarà sufficiente cambiare qualche parola affinché governo, Pd e Cgil possano cantare, insieme, vittoria.

Comments

  1. i soliti giochetti sciopero subito camusso sveglia un calcio in culo a bersani dalema veltroni sciopero sciopero