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Diritto di critica | July 31, 2021

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Alfano, Bersani e Casini a lavoro per cambiare la Costituzione - Diritto di critica

Alfano, Bersani e Casini a lavoro per cambiare la Costituzione

Meno parlamentari, più poteri al premier e sfiducia costruttiva. Sono solo alcuni degli aspetti della bozza di riforma costituzionale presentata dai tre partiti di una strana (ma vera) maggioranza Pdl-Udc-Pd. Ieri in serata i gruppi parlamentari hanno iniziato ad analizzare il testo che, dopo il via libera, inizierà il suo iter parlamentare dal Senato. Se tutto andrà bene potrebbe divenire legge già a fine di questa legislatura se la maggioranza riuscirà ad ottenere i 2/3 dei voti in entrambi i rami del Parlamento.

Nonostante i contrasti di facciata sull’articolo 18, questa maggioranza è realmente coesa. E lo dimostra il fatto che i parlamentari dei tre partiti lavorano fianco a fianco. Dopo Monti chissà, ma per ora tutti d’accordo. L’Italia va riformata anche nel suo assetto istituzionale, per velocizzare il processo decisionale e per rendere più stabili e duraturi i governi.

Meno parlamentari. Il numero dei deputati scende da 630 a 508, otto dei quali eletti nella circoscrizione Estero. Il numero dei senatori (esclusi quelli a vita, si riduce dai 315 a 254), quattro dei quali eletti fuori dai confini nazionali. Complessivamente il numero dei parlamentari dovrebbe passare dagli attuali 945 a 762. Ridotta anche l’età per essere eletti: basteranno 21 anni per approdare alla Camera e 35 sedere al Senato.

Un governo più forte e un premier con più poteri. Secondo la bozza, l’esecutivo avrà la facoltà di influenzare i lavori parlamentari chiedendo la discussione di un disegno di legge con massima priorità e ciascuna Camera sarà tenuta al rispetto della tempistica. Il presidente del Consiglio proporrà al Presidente della Repubblica la nomina e anche la revoca dei ministri (cosa che oggi spetta solo alla camere con una mozione di sfiducia individuale) e chiedere al capo dello Stato lo scioglimento di una o di entrambe le camere a meno che quest’ultime non approvino una mozione di sfiducia costruttiva entro 15 giorni, cioè indicando un nuovo premier. La sfiducia costruttiva dovrà essere approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera.

Fine del bicameralismo perfetto. Un disegno o un progetto di legge non dovrà più avere l’approvazione di entrambe le camere. Finisce quindi il bicameralismo perfetto, sostituito dal cosiddetto “eventuale”. Di fatto ogni camera avrà specifiche materie di competenza: la Camera dei Deputati si occuperà di tutte quelle materie che la Costituzione definisce di esclusiva competenza statale, mentre il Senato, che ha già oggi una composizione maggiormente legata alla dimensione locale e regionale, si occuperà delle materie di competenza concorrente tra Stato e regioni.