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Diritto di critica | May 14, 2021

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Formigoni, le inchieste e il castello che crolla - Diritto di critica

Formigoni, le inchieste e il castello che crolla

Se fino all’avvento del governo Monti, Roberto Formigoni ventilava l’ipotesi di candidarsi alle primarie del PdL, dopo le inchieste e gli arresti che hanno coinvolto il Pirellone, l’obiettivo più ambizioso – e difficile da raggiungere – sembra essere la chiusura anticipata del Governo regionale nel 2013 (e non nel 2015). L’impressione però è che per Formigoni – soprannominato il “Formiga” nell’area ciellina – possa non riuscire a chiudere il 2012 “in sella” alla sua poltrona di Governatore.

Il San Raffaele prima e lo scandalo della Fondazione Maugeri poi, rischiano di inguaiare e costringere in un angolo l’araldo di Comunione e Liberazione. Tra le voci che girano nei corridoi della Regione, l’ipotesi di un rimpasto. A “saltare”, d’altronde, nei giorni scorsi è stato l’assessore al Commercio, Maullu. E si è dimessa anche la leghista Monica Rizzi, a seguito dello scandalo di Renzo Bossi, Belsito & Co. Poi ci sono gli indagati e gli arrestati, dieci tra assessori e consiglieri, con un record del Pdl che batte Lega 6 a 3.

L’ultima tegola per Formiga è la vacanza che gli sarebbe stata pagata da un amico, usanza diffusa tra i politici nostrani. Rigorosamente a loro insaputa: «Verificherò – ha fatto sapere il Governatore – Contro di me c’è solo fango e speculazione politica». Di certo, però, ci sono le inchieste e tutte paiono lambire quel mondo cattolico di cui Formigoni è espressione e rappresentante e che mal si concilia con fondi neri, le questioni fiscali e le supercliniche private. Il re – direbbe qualcuno – è nudo. O quasi.