Merkel di nuovo sconfitta, in Europa tira aria di sinistra

di Virgilio Bartolucci

Angela Merkel incassa una netta sconfitta nelle regionali della Nord Reno-Westfalia, uno dei land più popolosi della Germania, che da solo costituisce un quinto del Pil tedesco. Il risultato apre uno scenario diverso per il futuro politico del Paese e per il presente della Ue.

La Cdu alle elezioni del Nord Reno Westfalia cala al 26,3% dei voti. Nel 2010 aveva il 34,6%.

A vincere con il 39,1% dei consensi è l’Spd, con i Verdi all’11,4% e i liberali all’8,6. Mentre i Pirati – formazione giovane, che più che a M5S viene accostato ai Radicali degli anni ’70 – con il 7,8% entrano per la quarta volta in un parlamento regionale tedesco e sembrano destinati ad essere il nuovo che avanza nel panorama politico del Paese.

Una sconfitta che per la Merkel viene acuita dalla riconferma del governatore uscente, Hannelore Kraft, della Spd. La campagna elettorale, in cui la Kraft ha puntato a far sentire la sua vicinanza ai cittadini, in incontri dai contenuti stringati ma mirati ai problemi concreti, ha consegnato la regione ad una donna che in politica economica la pensa all’opposto del cancelliere tedesco. Nel suo secondo mandato la Kraft potrà contare su una maggioranza reale – Spd e Verdi sono oltre il 50% –  che, dopo due anni di governo di minoranza, la rende certamente più forte e le permetterà di puntare a un programma basato su investimenti e supporto alle famiglie. Ma, soprattutto, nonostante il forte indebitamento del land più popoloso della Germania – 180 miliardi di euro – , ha un’idea del rigore molto meno rigida e sicuramente più graduale.

La vittoria della coalizione rosso-verde rappresenta un segnale forte, che, in prospettiva, potrebbe ripercuotersi sulle elezioni federali, come non ha nascosto la stessa Kraft.

Ma a livello nazionale resta tutto da vedere. Nonostante la riconferma della “figlia del popolo” – il padre di Hannelore Kraft era un tranviere –, infatti, la triade ai vertici del Spd – Gabriel, Steinmeier, Steibruck – nei sondaggi, è data molto sotto rispetto alla popolarità di cui tuttora gode Angela Merkel. Una strada per rimediare a questo, potrebbe essere proprio una candidatura della due volte governatrice del Nord Reno-Westfalia.

Per quanto riguarda la Ue, invece, la sconfitta dei cristiano democratici, assieme alla capitolazione di Sarkozy e la vittoria di Hollande, ha già fatto propendere i più ottimisti per una svolta economica. Ma in realtà, anche qui è difficile ipotizzare un capovolgimento della politica del rigore con cui la Merkel ha di fatto imposto il domino tedesco alla Ue in crisi. Un pugno duro che i tedeschi in larga parte hanno apprezzato, per diverse ragioni. Su tutte  il modo in cui la sicurezza offerta dalla  Germania ha attratto gli investimenti in circolazione, beneficiando della crisi di credibilità degli altri Stati membri.

Un elemento che sembra allontanare, almeno nell’immediato, un’uscita di scena della Cancelliera.

Di Redazione

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