India e Stati Uniti ai ferri corti, al via l’inchiesta sulla morte di un pescatore nel Golfo Persico

Si prospetta un caso diplomatico non indifferente tra le due superpotenze India e Stati Uniti. Dopo la morte di un 29enne pescatore nel Golfo Persico, Nuova Delhi ha sollecitato l’apertura di un’inchiesta negli Emirati Arabi. La stampa indiana punta forte sulla totale responsabilità dei soldati statunitensi, rei di non aver avvertito adeguatamente il peschereccio che si stava avvicinando alla nave militareRappahannock”, prima di fare fuoco. Versioni contrastanti rispetto a quelle della marina militare Usa, che riferisce di aver inviato diversi feedback al peschereccio. L’ambasciatore indiano negli Emirati Arabi ha sottolineato che la piccola imbarcazione è stata “colta di sorpresa”. Durante gli spari sono rimasti feriti altri tre connazionali della vittima.

Gli Emirati Arabi Uniti sono a tutti gli effetti un alleato forte degli Stati Uniti. La flotta statunitense negli ultimi anni visita spesso il Jebel Ali Port di Dubai. Gli Emirati hanno già annunciato un’inchiesta autonoma, simile a quella dei due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati, a loro volta, di aver ucciso due pescatori indiani colpevoli di “essersi avvicinati troppo” alla petroliera Enrica Lexie.

L’imbarcazione, lunga nove metri e con tre motori, è stata scortata a Dubai e ispezionata dalla polizia degli Emirati Arabi. Non ci sarebbe, a bordo, alcun contrassegno militare. Ciò che potrebbe aver tratto in inganno, però, l’esercito statunitense è la somiglianza del peschereccio con altre imbarcazioni munite di lanciamissili, usate dalle Guardie rivoluzionarie iraniane per pattugliare il Golfo. La loro andatura piuttosto elevata, infatti, crea non poche preoccupazioni alle navi nordamericane.

L’episodio in questione, ora, riporta alla ribalta il problema delle comunicazioni in mare tra grandi navi militari e piccole imbarcazioni. Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei passaggi strategici per l’entrata nel Golfo. Da qui transita il 40% delle esportazioni mondiali di petrolio. Anche se la pirateria si registra in calo nel 2012, le navi commerciali restano in allerta soprattutto in tutto l’Oceano Indiano, nel Golfo di Guinea e a largo della costa occidentale dell’Africa.

Di Alessandro Proietti

romano, 28 anni, è giornalista professionista, iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Mi sono laureato in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo alla Sapienza. Ho collaborato con le redazioni “All News” e “Sport” di Radio Rai, con l’emittente televisiva 7 Gold. Nel 2007 ho conseguito un diploma di “Cinema e televisione” presso l’Ucla di Los Angeles. Ho collaborato, inoltre, con l’Agi nelle redazioni “Nazionale”, “Esteri” e “Olimpiadi 2008”. Nel 2009 ho fatto uno stage alla redazione romana della Gazzetta dello Sport e nel 2010 uno stage nella redazione giornalistica di RDS. Ho conseguito un diploma di “Dizione e fonetica”, con il doppiatore Rai Alberto Lori. Ho partecipato ai seminari di formazione annuali, nel 2008 e 2009, organizzati dalla Comunità di Capodarco e dall’agenzia Redattore sociale. Ho preso parte al seminario “Mass media, salute e Migrazioni”, presso l’ospedale Bambin Gesù. Mi interesso di sport, cronaca nera, cinema e sociale.