Violenza contro le donne, in Inghilterra più condanne e meno reati

Dopo quattro anni di campagna di sensibilizzazione contro alcuni dei reati più pericolosi socialmente, gli inquirenti annunciano i risultati positivi nella lotta alla violenza contro le donne. Il numero complessivo di procedimenti per violenza contro le donne, per reati come lo stupro, la violenza sessuale e le molestie, è salito a 91mila, il dato più alto negli ultimi cinque anni.

Nei casi di violenza commessa tra le mura domestiche, il rapporto tra i procedimenti aperti e la sentenza di condanna, attualmente, è del 73%, un incremento di 4 punti rispetto al 69% del 2007-2008. Nel caso degli stupri, i pubblici ministeri, dati alla mano, fanno sapere che le sentenze di condanna sono aumentate dal 58 al 62,5%, nell’anno 2011-2012, con un incremento di 4,5 punti percentuali. Numeri incoraggianti, figli di un diverso approccio nella lotta a questo tipo di reati. Come una diversa formazione per i pubblici ministeri, corsi di specializzazione, orientamento e una maggiore interazione con la comunità.

Fondamentale, inoltre, il sostegno delle organizzazioni delle donne. Le ultime statistiche sono allarmanti: più di 1 milione subiscono violenze tra le mura domestiche, oltre 300mila sono molestate, mentre 60mila vengono stuprate. Meno di una su quattro donne, che subisce abusi da parte del partner, denuncia tutto alla polizia. E questo rappresenta un problema per le forze dell’ordine nell’individuare il reo e intervenire. Solo quest’anno, 15mila detenuti sono stati condannati in ultimo grado di giudizio. In passato, molte denunce sono saltate perché le vittime hanno avuto paura di testimoniare o hanno ritrattato, ma la tendenza sta cambiando. Se nel 2004-2005, la percentuale di interruzione si aggirava intorno al 37%, nel 2011-2012 il dato si è aggirato intorno al 21%.

L’aumento dei procedimenti e le condanne hanno risparmiato alle donne il trauma della deposizione. I patteggiamenti sono aumentati dal 60 al 66% nel caso di molestie, mentre dal 35 al 40% nel caso degli stupri. L’associazione britannica per le donne “Refuge” sottolinea come i circa 66mila casi di violenza accertata sulle donne rappresenti solo “la punta dell’iceberg” di un fenomeno assai più ampio.

Di Alessandro Proietti

romano, 28 anni, è giornalista professionista, iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Mi sono laureato in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo alla Sapienza. Ho collaborato con le redazioni “All News” e “Sport” di Radio Rai, con l’emittente televisiva 7 Gold. Nel 2007 ho conseguito un diploma di “Cinema e televisione” presso l’Ucla di Los Angeles. Ho collaborato, inoltre, con l’Agi nelle redazioni “Nazionale”, “Esteri” e “Olimpiadi 2008”. Nel 2009 ho fatto uno stage alla redazione romana della Gazzetta dello Sport e nel 2010 uno stage nella redazione giornalistica di RDS. Ho conseguito un diploma di “Dizione e fonetica”, con il doppiatore Rai Alberto Lori. Ho partecipato ai seminari di formazione annuali, nel 2008 e 2009, organizzati dalla Comunità di Capodarco e dall’agenzia Redattore sociale. Ho preso parte al seminario “Mass media, salute e Migrazioni”, presso l’ospedale Bambin Gesù. Mi interesso di sport, cronaca nera, cinema e sociale.