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Diritto di critica | August 7, 2022

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Spread, Pussy Riot e politica. L'estate in un colpo d'occhio

Spread, Pussy Riot e politica. L’estate in un colpo d’occhio

Spread e speranza. Ma anche crisi e voglia di libertà. Sono parole che possono, seppur grossolanamente, definire questa estate 2012 che lentamente volge alla fine. Mentre la politica si assopisce al caldo sole d’agosto, fatti e notizie non sono mancati.

Lo spread, qualche segnale positivo. Il decisionismo di Mario Draghi e le seppur timide aperture di Berlino sembrano aver dato il giusto impulso alla risoluzione della crisi del debito dei vari paesi. Rimane aperta la questione Grecia, ma anche le agenzie di rating promuovono le riforme e le misure adottate in Spagna, Italia e Portogallo. E lo spread cala anche grazie alle voci di un tetto segreto oltre il quale la Bce potrebbe acquistare i titoli dei vari paesi.

Elezioni anticipate? C’è tempo fino a ottobre. In questa situazione mutata al meglio, anche se di fronte ancora ad una certa incertezza, i tecnici potrebbero dare di nuovo spazio alla politica. Segnali arrivano dal Pd. Bersani suona la sveglia al governo e dichiara: “Se passasse l’idea che la politica non è in grado di tirarci fuori dalla crisi, ci porremmo ai margini delle democrazie”. Il messaggio è chiaro: “Siamo pronti”. Ma non ci saranno elezioni anticipate senza una nuova legge elettorale. È questa la richiesta del capo dello Stato. E i tempi, a causa dell’imminente semestre bianco sono strettissimi.

Così fan tutti. Pagare per farsi intervistare. Eppure, fino a qualche tempo fa, gli intervistati erano quelli che si facevano pagare: Schettino docet. Invece, a quanto pare, vari esponenti politici dell’Emilia Romagna hanno pagato (con soldi pubblici) un’emittente locale per avere visibilità e tra questi anche Giovanni Favia, pupillo di Beppe Grillo e consigliere comunale e già al centro di polemiche per aver assunto la presidenza di una commissione regionale che aveva definito in passato “inutile”. “Così fan tutti”, si è giustificato. Ma come? Grillo non aveva vietato la partecipazione ai talk show?

Fermenti arancioni. E mentre Grillo si ritrova a fare i conti con il disinvolto Favia e con un generale calo delle preferenze nei sondaggi, Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, dà il via al suo “Movimento Arancione”, espressione della società civile ma non contro i partiti. Che sia una mossa anti-Grillo del centro-sinistra per recuperare il voto di protesta?

Puglia inquinata. E a proposito di proteste, quella dei lavoratori dell’Ilva a qualcosa è servita. Gli stabilimenti per ora non verranno chiusi, anche grazie all’impegno del governo. Ma allo stesso tempo l’emergenza ambientale rimane lì. Chi spenderà i soldi per il risanamento e chi pagherà per uno scempio ambientale che da decenni ha recato danni alla salute delle persone? Alcuni impianti dovranno essere fermati per la messa in sicurezza. E si avvicina lo spettro della cassa integrazione. Eppure tutto questo si sarebbe potuto evitare se chi è addetto al controllo avesse fatto il suo lavoro decenni fa, al di là del silenzio colpevole dei lavoratori, terrorizzati dal rischio di perdere il lavoro.

Blasfeme contro Putin. Chi invece non ha avuto paura è adesso dietro le sbarre. Due anni di condanna per tre componenti delle Pussy Riot, tre ragazze russe che si sono ribellate al potere dello “zar” Putin cantando una “preghiera” punk nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. In galera per teppismo ed istigazione all’odio religioso. E mentre la condanna veniva letta, usciva sul web la loro ultima canzone.

Siria, la mattanza continua. E mentre l’opinione pubblica occidentale si indigna per le Pussy Riot, in Siria continua la mattanza. E tra presunte defezioni tra i vertici del regime di Assad e ipotesi di transizione che appare piuttosto difficile, la guerra continua. Obama avverte: “Se verranno usate armi chimiche interverremo”. Ma non ci sarà una nuova campagna libica.

E ricomincia il campionato. Sotto gli ombrelloni rimasti aperti sono rispuntati da qualche giorno i quotidiani sportivi. L’attesa è finita e la prima giornata del campionato “più bello del mondo” è stata giocata. Senza Antonio Conte, sospeso per dieci mesi e con tante polemiche sulla giustizia sportiva. Si prevede un inverno ricco di dibattiti biscardiani.

Twitter: @PaoloRibichini