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Diritto di critica | July 31, 2021

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Da sogno a illusione, la popolarità di Hollande precipita a quattro mesi dalle elezioni

Neanche il presidente socialista è riuscito a resistere al calo dei consensi che ha investito i maggiori leader europei dopo la loro elezione. Hollande è considerato affidabile da meno della metà dei francesi, il 43% per l’esattezza. A rivelarlo è un sondaggio della Ifop Organisation per il Journal du Dimanche. I dati confermano anche che il 56% degli intervistati non si fida dell’attuale presidente francese, numeri confermati da altre due ricerche.

Sabato scorso, durante la conferenza stampa con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese ha chiesto di “essere giudicato sui risultati della sua politica, e per questo ci vorrà del tempo. Ci troviamo in una situazione difficile in Europa – ha precisato davanti ai giornalisti –. C’è una crisi importante, la crescita è debole, la disoccupazione dilagante, ma il mio dovere è garantire che, entro la fine del mio mandato, la Francia sia in una condizione migliore rispetto a quando sono stato eletto”.

Al momento della sua elezione, Hollande è stato investito di numerose aspettative e il presidente non si è nascosto: “L’inizio di un mandato è sempre un momento in cui ci si aspetta molto, spero di riuscire a ripagare al meglio la fiducia che i francesi hanno riposto in me”. Frédéric Dabi, il vice direttore generale di Ifop, crede che l’aumento delle tasse, previsto nella riforma fiscale, e la prospettiva di estendere il voto agli stranieri residenti in Francia, rappresentino le cause maggiori alla base del calo nei consensi. “Durante un mandato presidenziale – ha spiegato Hollande durante la conferenza stampa – ci possono essere alti e bassi, ma quello che conta è l’obiettivo, i mezzi e la forza che abbiamo per raggiungerlo”.

In tema di riforma fiscale, il presidente quindici giorni fa in televisione aveva ribadito l’intenzione di introdurre una super tassa del 75% sui redditi superiori a 1 milione di euro l’anno.
Solo Charles De Gaulle, nel 1962, e Jacques Chirac, nel 2005, avevano fatto registrare un calo di consensi considerevole dopo la loro elezione. Il primo perse 13 punti percentuali in seguito agli “accordi di Evian”, che posero fine alla guerra in Algeria. Chirac lasciò per strada il 12% dopo che i francesi votarono contro la Costituzione Europea.