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Diritto di critica | September 17, 2021

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Anche in Uruguay arriva il diritto all'aborto

Per comprendere al meglio l’importanza di ciò che un paese come l’Uruguay sta facendo, la scorsa settimana la Suprema Corte argentina ha stabilito che una donna, rapita, costretta a lavorare in un giro di prostituzione e violentata, avrebbe potuto abortire. Un’eccezione importante, in un paese dove la legge consente sì l’aborto per casi come lo stupro, il pericolo di vita per la donna, ma i giudici possono ribaltare le sentenze. L’Uruguay, in questo senso, si pone all’avanguardia in America Latina. Mercoledì scorso il legislatore ha approvato una legge per consentire alle donne di abortire aldilà dei casi di stupro di, incesto o salute. E l’Uruguay è il terzo paese del Sudamerica dopo Cuba e Guyana (anche a Città del Messico è possibile abortire).

Nell’ambito della misura di depenalizzazione, che il presidente José Mujica dovrebbe convertire in legge il mese prossimo, le donne potranno abortire in tutte le circostanze nel primo trimestre di gravidanza. I senatori uruguaiani, durante la discussione in Parlamento, hanno votato a favore del provvedimento per 17-14, ora sarà la volta della promulgazione del presidente Mujica. Nessun’ altra zona della Terra, come il Sudamerica, ha una simile concezione restrittiva del diritto all’aborto. Paesi come El Salvador, Nicaragua, Honduras, Repubblica Dominicana e Cile hanno vietato interamente l’interruzione di gravidanza, anche in caso di stupro. Non c’è da stupirsi, come ha sottolineato l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che più di quattro milioni di donne in America Latina pratichi l’aborto clandestino e che più di un quarto finisca in ospedale o subisca pesanti complicazioni.

La presa della chiesa cattolica in Sudamerica è molto forte. Basti pensare che in America centrale, in paesi come El Salvador centinaia di donne sono, tuttora, in carcere
per aver abortito illegalmente. L’America Latina ha uno dei tassi di aborto più alti del mondo: più di 30 donne su 1.000 in età fertile, 10 in più rispetto agli Stati Uniti e 18 in più rispetto all’Europa Occidentale.

La chiesa cattolica si batte quotidianamente contro la limitazione del controllo delle nascite. In Nicaragua, per esempio, l’età delle donne che restano incinta si aggira per il 45% intorno ai 13-19 anni, con un tasso di mortalità venti volte superiore rispetto alla media europea. La comunità internazionale sta esprimendo dissenso per l’arretratezza legislativa di alcuni paesi del Sudamerica. Lo scorso autunno, l’Onu ha condannato il Perù definendo la negazione di un aborto legale come una palese violazione dei diritti umani, ordinando al governo di compensare la mancanza legislativa in questo ambito.

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