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Diritto di critica | September 20, 2021

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Afghanistan e le elezioni del 2014, Karzai guarda al suo successore

Il 5 aprile 2014 è la data fissata per le elezioni presidenziali in Afghanistan. A deciderlo è stata la Commissione Elettorale Indipendente (IEC) che ha disposto una campagna elettorale di quattro mesi, precedente al voto. Gli elettori, inoltre, avranno 18 mesi per valutare i candidati. Le elezioni presidenziali saranno accorpate a quelle provinciali, per un maggior risparmio. Tra le preoccupazioni maggiori, a livello istituzionale e dell’opinione pubblica, ci sono la sicurezza, nelle operazioni di voto, e le frodi elettorali.

Le precedenti consultazioni, nel 2009 e nel 2010, furono caratterizzate da episodi di corruzione, affluenza in calo e problemi di sicurezza legata ai talebani. L’Afghanistan sta lavorando su un sistema elettronico di registrazione dei voti per cercare di combattere le frodi. Gli attivisti affermano che fissare una data precisa per elezioni dovrebbe consentire maggiori progressi nella sicurezza. “Ci sono diverse questioni davanti a noi – ha spiegato al Guardian Ahmad Nader Naderypresidente della Fondazione Elezioni libere dell’ Afghanistan –: dalla possibilità di fidarsi, da parte della popolazione, al ritorno alle urne e alla volontà di votare e candidarsi alle cariche pubbliche”.

Il voto, che porterà all’elezione del successore di Hamid Karzai, arriva dopo più dieci anni dalla cacciata dei talebani. Karzai prima divenne presidente provvisorio, poi vinse le due successive elezioni. La Costituzione vieta che l’attuale presidente si presenti per un terzo mandato consecutivo, ma c’è chi, tra i suoi fedeli, vorrebbe cambiare la carta affinché possa ricandidarsi. Le Nazioni Unite hanno accolto la decisione con soddisfazione e l’ambasciata statunitense ha sottolineato l’ “importanza di quel giorno sul calendario”.

Attualmente, il governo afghano cerca di colmare le lacune lasciate dalle truppe straniere. In passato, le forze della Nato hanno sostenuto le operazioni di voto, rendendo sicure le sezioni elettorali, minacciate dai talebani, garantendo i collegamenti anche nelle zone più impervie dell’Afghanistan. Gran parte delle truppe presenti nelle elezioni precedenti non ci saranno in quelle del 2014. Poche le risorse a disposizione.

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