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Diritto di critica | August 1, 2021

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"Innamorato della luna. Rubino e l'arte del racconto'', la mostra alla Braidense di Milano

Se si dovesse dare un nome ed un cognome al disegno italiano, la scelta cadrebbe quasi obbligata su quell’artista eclettico e multiforme che è stato Antonio Rubino, precursore e icona novecentesca del mondo italiano del disegno e della vignetta.

Personalità visionaria e creativa, influenzata nella sua variegata produzione tanto da un classicismo quasi fiabesco e dalle avanguardie liberty dei primi anni del secolo scorso quanto da un personalissimo gusto da autodidatta, Antonio Rubino viene ad oggi considerato da molti il “padre” del fumetto italiano, oltre che uno degli artisti più versatili del panorama culturale italiano di quegli anni: la mostra “Innamorato della luna. Antonio Rubino e l’arte del racconto” – organizzata presso la Biblioteca Braidense di Milano dal 29 novembre 2012 al 31 gennaio 2013 – vuole essere infatti il punto d’incontro e di scoperta di una delle figure più interessanti del panorama culturale dei primi cinquant’anni del Novecento e, attraverso le sue opere, della storia d’Italia.

La mostra “Innamorato della luna. Antonio Rubino e l’arte del racconto” intende infatti ripercorrere l’intero arco della produzione rubinana nell’ambito della carta stampata, dai primi ex libris ai manifesti pubblicitari, dalle strisce a fumetti ai libri della maturità, con l’obiettivo di mostrare la versatilità della sua intelligenza artistica e la storia della sua evoluzione, che nei libri pensati in autonomia realizza i suoi esiti più interessanti. Un’attenzione particolare sarà rivolta al romanzo illustrato “Viperetta” (1919) – caratterizzato da un innovativo e originale dialogo tra linguaggio iconico e verbale – e ai progetti di editoria didattica realizzati da Rubino negli anni Venti per l’editore Cartoccino di Monza.

Nato a Sanremo nel 1880, Antonio Rubino sfugge completamente tanto da una definizione quanto da una formazione artistica classicamente intesa: laureatosi in giurisprudenza, artisticamente parlando crebbe da autodidatta e ben presto abbandonò l’esercizio della professione legale per dedicarsi interamente alla scrittura e al disegno. Fu giornalista, poeta, illustratore, decoratore di ambienti, autore di libretti e commedie, scenografo e compositore musicale: la sua produzione spaziò negli anni dai racconti alle fiabe, dai poemi alle filastrocche, dai fumetti al semplice disegno. Nel 1908 Rubino fu tra gli ideatori del “Corriere dei Piccoli”, il settimanale del Corriere della Sera dedicato ai bambini con il quale collaborò per lunghi periodi, creando alcuni tra i suoi personaggi più celebri (ad esempio Quadratino, Pierino o Lola e Lalla) : caratterizzate da tratti innocenti e fanciulleschi e ricche di elementi geometrici e prospettici, le sue figure dimostrarono un’esplorazione accurata del mondo infantile, trovando l’apprezzamento dei giovani lettori del settimanale. Dopo una collaborazione con “La Tradotta” – rivista dedicata ai soldati durante la prima guerra mondiale – e la direzione e fondazione di diverse riviste (da “Il Balilla”, diretto nel 1926, a “Mondo Bambino”, “Mondo Fanciullo” e “Il Gazzettino della Riviera dei Fiori”),  Rubino iniziò a lavorare con la Mondadori – che gli assegnò la direzione di “Topolino” – e con la Incom, per la quale realizzò nel 1940 due cortometraggi e un cartone animato. Nello stesso periodo non mancò di dedicarsi alla cartellonistica e all’attività artistica e letteraria personale, portando avanti il suo personale stile geometrico e lineare, tanto che la critica dell’ultimo secolo propende nel definire Rubino un personaggio chiave nel passaggio dal liberty al Futurismo.

L’esposizione, a ingresso gratuito, sarà aperta al pubblico dal giorno dell’inaugurazione, il 29 novembre, al 31 gennaio 2013 al mattino, dal lunedì al sabato,  dalle 9.00 alle 14.00 e su  prenotazione telefonica (0286460907 int. 507) nel pomeriggio fino alle 18.00.

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