Montepaschi in piazza, bloccato lo spin-off

Nuove proteste e scioperi per Montepaschi. Oltre 150 lavoratori dei Consorzi operativi e gestionali della Banca sono scesi in piazza Montecitorio contro il piano di esternalizzazioni, vietate dal CCNL. Contestato il presidente Profumo, ma anche Monti e Bersani, considerati responsabili del “taglio programmato” dei diritti. Per i sindacati, il Piano significa precarietà e licenziamenti. Le proteste bloccano la chiusura di oltre 100 agenzie programmata per oggi.

Il Piano contestato. Il Piano lanciato dal presidente Alessandro Profumo prevede la chiusura di 400 agenzie e l’esternalizzazione dei consorzi, ovvero i nuclei che gestiscono tutto l’apparato informatico e amministrativo della Banca. Durante gli ultimi anni questi reparti – a tutti gli effetti “spina dorsale” della banca stessa – sono stati collocati ai margini del gruppo: ora, con il nuovo piano industriale, diventerebbero delle società esterne non bancarie. Su cui non si applica, quindi, il CCNL bancario. La precarietà che ne deriva è lampante: contratti atipici o a tempo determinato, salari minimi inferiori, diritti sindacali ridotti. Proprio per questo il CCNL aveva esplicitamente escluso la possibilità di esternalizzare parti o processi della banca stessa.

Contro Bersani e Monti. Striscioni e rabbia davanti alla sede del Parlamento, accusato di ignorare – soprattutto a sinistra – un problema vero e reale. “Manifestiamo il nostro dissenso nei confronti di quella politica che non ha fermato il management”, si legge nel comunicato congiunto dei sindacati del Consorzio, “nei fatti, queste decisioni porteranno a licenziamenti e precarietà nel lavoro bancario”.

 Saltano i tagli. La prima ondata di “razionalizzazioni” avrebbe portato, secondo i piani del management, alla chiusura di 100 agenzie in tutta Italia tra oggi e domani: ma la protesta dei lavoratori del consorzio ha fermato tutto. I Consorzi operativi e gestionali del Gruppo Montepaschi sono scesi in piazza a Montecitorio a protestare contro il Piano Profumo (e Viola, amministratore delegato e artefice del progetto).

 

Di Sirio Valent

Giornalista professionista, 25 anni, ho iniziato con una tesi sul tracollo del Banco Ambrosiano, braccio finanziario della loggia massonica P2, per la facoltà di Economia. Due stage nella redazione economica dell'Agenzia Italia e una breve parentesi dietro le quinte di Confindustria mi hanno aperto gli occhi sulla realtà quotidiana del cronista economico. Mi piace lavorare su questioni di geopolitica, macroeconomia e retroscena finanziari, difficili da spiegare in modo semplice ma fondamentali per capire la realtà dietro lo specchio.