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Diritto di critica | September 17, 2021

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Sanità insostenibile, Monti chiede fondi ai privati

La Sanità è insostenibile, servono nuove forme di finanziamento. Mario Monti si arrischia sul terreno minato della Sanità al Convegno dei ricercatori, proponendo di consentire ai privati di finanziare ospedali e Asl pubbliche. La polemica è immediata, anche se Balduzzi minimizza: “non è privatizzazione”. Ma cosa significa riformare i finanziamenti? E’ sostenibile il sistema Sanitario Nazionale? Perché le tasse non bastano?

Un mare di debiti. La Sanità zoppica. L’intero sistema spende 112 miliardi di euro l’anno per mantenere il personale medico, gli ospedali, comprare farmaci e pagare gli enti convenzionati. E’ il 7,1% del Pil, e cresce: soprattutto per la riduzione graduale e drammatica del prodotto interno lordo. La ripartizione della spesa non è uguale in tutta Italia, ma varia di Regione in Regione: si va da una spesa pro-capite di 2.170 euro a Bolzano a meno di 1600 euro in Sicilia, con qualità di servizio drammaticamente diverse. Spese diverse possono rivelare, com’è accaduto negli ultimi anni, forti abusi nella gestione della cosa pubblica: appalti di servizio gonfiati, forniture “privilegiate” prive di controllo, beni strumentali (protesi, medicine, strutture) comprati al triplo del normale. I casi Tarantini in Puglia e Storace nel Lazio ne sono drammatici esempi.

Sprechi? Sicuramente ci sono. Sotto la lente d’ingrandimento, le consulenze esterne e – appunto – le forniture sussidiarie. Tutto ciò che, a ben vedere, non è vera e propria sanità. La spesa in personale, invece, sta diminuendo da ormai 3 anni a questa parte: ora si aggira sui 39 miliardi di euro, al di sotto del 40% dell’intera spesa. Significa che i tagli agli ospedali ci sono stati e si sono concentrati sugli infermieri, sui medici di guardia, sul personale di sostegno: spesso riducendo gli organici o trasformando i contratti stabili in atipici.

Non dimentichiamo poi i debiti: il nostro Sistema Nazionale è indebitato per oltre 53 miliardi di euro, e paga interessi per almeno 2 miliardi di euro l’anno. Un buco nero che cresce con il passare del tempo e i ritardi nei pagamenti ai fornitori.

Chi paga? Oggi, il sistema Sanitario si sostiene con le tasse. L’Iva e le Accise forniscono circa 50 miliardi di euro l’anno, Irap e addizionale Ires altri 40 miliardi. Un qualsiasi aumento della spesa sanitaria, così com’è oggi, significherebbe un aumento delle tasse: scelta drammatica e impopolare, visto il cuneo fiscale già al 50% e in crescita.

Dove trovare i soldi? O diminuiscono i costi del SSN, oppure va rifinanziato. Per questo Monti non sbaglia a dire che servono nuove forme di finanziamento. Ma i privati – come per la scuola – che interesse possono avere a finanziare un ospedale? L’unica risposta è a fronte di un utile. Si parla quindi di trasformare gli ospedali in società per azioni, in cui i finanziatori privati ricevono un dividendo annuo (e possono far pressione sui direttori per tagliare i costi e aumentare gli introiti anche “oltre i limiti di servizio”)? Balduzzi, ministro della Salute, nega con forza. Eppure, il rischio di privatizzazione esiste, e sono le superspese di comodo (servizi, appalti collaterali, consulenze stratosferiche) ad aprire questa strada.