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Diritto di critica | January 29, 2022

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La strage di Newtown e quella disinformazione da caccia all'untore

La strage di Newtown e quella disinformazione da caccia all’untore

Sindrome di Asperger, autismo. L’assassino che ha compiuto la strage nella scuola americana di Newtown – da come lo raccontano qui da noi – avrebbe sparato perché autistico. O quantomeno questa sarebbe stata una delle principali concause. Il tutto incoronato da una fantomatica sindrome dal nome strano e sconosciuto che – semplificando – farà passare l’autismo come asocialità, una confusione pericolosa quanto falsa.

A lanciare l’allarme, con un editoriale che vale la pena leggere, Gianluca Nicoletti, dalle colonne de La Stampa. Il giornalista – padre da quattordici anni di un bambino autistico – così scrive: “L’ autistico è una persona incapace di autonomia, che non saprebbe uscire di casa per andare a scuola se non accompagnato, che difficilmente riuscirebbe a usare razionalmente un’ arma da fuoco in maniera così reiterata, ma soprattutto è una persona che si tura le orecchie atterrito se solo sente battere le mani o entra in una stanza con la musica ad alto volume. Certo che è facile associare al termine “autistico” quello di “asociale” e quindi condividere conclusioni assolutamente infondate, l’ autismo evidentemente è una patologia di cui la categoria a cui appartengo ha una profonda ignoranza, eppure è la prima causa d’ handicap, ci sono più autistici in giro di ciechi, sordi e down messi assieme (non lo dico io lo dice il Censis). In Italia sono come minimo 360.000 le famiglie che devono gestire un problema del genere, e vi assicuro nella più totale solitudine e mancanza di adeguate strutture. Quando il ragazzo autistico cresce fino alla stessa età di Adam Lanza, non ha scuole da frequentare, non ha parti di città in cui è possibile per lui passeggiare senza rischio, non ha soprattutto conflitti con sua madre, anzi la madre nella maggior parte dei casi è l’ unica persona che ancora si occupa di lui, almeno finche avrà fiato di farlo”.

Eppure, senza nemmeno controllare troppo, i nostri giornalisti hanno titolato, scritto, rilanciato e rimbalzato le notizie senza chiedersi davvero cosa significasse per un ragazzo essere autistico, quale fosse la vita quotidiana di un autistico e se davvero un ragazzo affetto da autismo potesse imbracciare diversi tipi di arma e progettare una strage di quel tipo. No, autismo è un qualcosa di ben diverso dall’asocialità o dall’essere poco integrati nella società. Avvicinare queste tre condizioni significa fare disinformazione, essere “faciloni” e divulgare notizie che in un certo qual modo rischiano anche di “giustificare” la strage: non è colpa della libera circolazione delle armi, è il ragazzo che era “malato”.

Comments

  1. alessandro demontis

    a me sembra che siate voi a fare asserzioni e associazioni sbagliate e non autorizzate. Nei titoli che avete fotografato non c’ é nessuna associazione: si dice solo che l’ assassino era autistico. Non c’ è scritto che ha ucciso a causa del suo autismo, nè si avvicina l’ autismo all’ asocialità. Dunque perchè voi scrivete “No, autismo è un qualcosa di ben diverso dall’asocialità o dall’essere poco integrati nella società.” quando nessuno di quei titoli afferma che autismo = asocialità o scarsa integrazione?.

    E non capisco nemmeno i commenti del giornalista padre di un bambino autistico, il quale forse é poco informato a riguardo di questa malattia. L’ autismo si manifesta in maniere diverse e in gradi diversi, ci sono persone autistiche completamente indipendenti, altre per niente, alcune violente, altre controllate e remissive per indole, altre quasi dipolari.

    Perchè questa voglia frenetica, o bisogno impellente, di dissociare l’ autismo dalle azioni di un killer? Nessuno ha affermato che le due cose fossero collegate e che lo siano.

    • Caro Alessandro, vede, inserire nello stesso titolo le parole “strage” e “ragazzo autistico” (o similia), è evidentemente un parallelismo. Poi ovvio, si può sempre dire che tra le parole ci sono gli spazi e ciascuna è a sé stante…

      • Vero, esiste un ampio spettro dell’autismo, a cui l’Asperger è collegato. Ma questa “violenza” di cui lei parla, è pressoché inesistente. Se c’è, in chi soffre di autismo o sindromi affini, è diretta verso sé stessi, non verso gli altri. Ed essere Bipolari è proprio tutta un’altra cosa, mi perdoni.

      • Deborah facchinetti

        Perdoni, Emilio, non ho capito se con la sua asserzione finale, va a condannare il fatto che le armi circolino, in America, con troppa facilità, motivando in questo modo la vera causa di quanto accaduto.
        Mi ritorna in mente quella frase di Benjamin Franklin, la democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a colazione. La libertà è un agnello ben armato che contesta il voto…

        L’America, vede, ha un passato libertario che qui in Europa ci sogniamo.

        Non per nulla quella civiltà è stata creata, per la maggior parte, proprio da coloro che fuggirono al giogo di una classe aristocratica europea che a quei tempi poteva fare il bello ed il cattivo tempo. Un esempio ne è la loro costituzione, avanti anni luce rispetto a tutte le altre.

        Oggigiorno quel prezioso documento è stato in parte “ricoperto” da leggi infami che han fatto di quel paese quel che purtroppo vediamo oggi, ma lo spirito indipendente dei padri fondatori è ancora vivo in moltissimi americani.

        Va da se che eventuali nemici della libertà, vedrebbero di buon grado un popolo disarmato.

        No, il vero perchè dietro a tutto questo sa qual’è?

        Vedrà che scopriremo che il ragazzo in questione veniva “curato” con droghe psichiatriche!

        Provi a fare una piccola ricerca e rimarrà impressionato da verità dietro a tutti, e dico tutti, i casi di violenza inaudita e apparentemente ingiustificata, che purtroppo si verificano troppo spesso in America.

        Violenza, omicidio, suicidio, tra gli effetti collaterali….tutte cose riportate proprio nei bugiardini di tali famigerati farmaci che, in America molto più che in Europa, vengono prescritti con una facilità criminale.

        Non sta ancora scritto da nessuna parte, od io per lo meno non l’ho ancora trovato scritto, ma mi ci scommetterei l’anima che questo terribile episodio non fa eccezione.

        E mi sa che a breve lo scopriremo.

        Buone cose.

  2. Guest

    Buongiorno, vorrei segnalare al Sig De Montis che appena ieri il ‘Corriere della Sera’ esordiva scrivendo “Come si diventa assassini di massa? Forse semplicemente perchè si è malati e nessuno se ne è accorto”, salvo poi rettificare il contenuto a seguito della pioggia di critiche giunte in redazione.
    La frase originale del Corriere della Sera circola ancora ben viva sul web: in siti dell Polizia di Stato, in siti del Ministero dell’Istruzione, etc. etc.
    Pertanto credo che le asserzioni e le associazioni univoche da parte di genitori e professionisti impegnati nel campo dell’autismo hanno tutta l’autorizzazione di esistere e proseguire nell’opera di sensibilizzazione che rischia di trasformarsi in un pericoloso vortice di disintegrazione.
    Chi porta addosso l’etichetta di malato psichiatrico,
    per definizione crea sconcerto e fa paura, dovremmo invece essere
    spaventati dalla crescente disinformazione, dalla malafede giornalistica e dalla deriva farmacologica che si prospetta per i nostri ragazzi.

    Cordialità

  3. bravi divulgate! io lo farò

  4. Davide

    secondo me il fatto scandaloso è che aveva 6 armi a casa