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Diritto di critica | December 3, 2021

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La ‘‘lista nera’’ della Cia, torture e detenzioni illegali in 54 paesi dopo l’11 settembre - Diritto di critica

La ‘‘lista nera’’ della Cia, torture e detenzioni illegali in 54 paesi dopo l’11 settembre

“Un sostegno segretCIA tortureo” alla Cia da più di un quarto dei governi del mondo per fronteggiare il pericolo terrorismo nel pianeta. Il quadro allarmante emerge da un studio di 213 pagine, redatto dall’Open Society Justice Iniative (OSJI), un’associazione per la difesa dei diritti umani con sede a New York. Una collaborazione diffusa ed efficace che testimonia il grado di assenso e partecipazione di tutti i governi del mondo, senza la quale l’agenzia di intelligence americana non avrebbe avuto così tanti successi.

“Non c’è dubbio – si legge nel rapporto – che alti funzionari dell’amministrazione Bush abbiano avuto delle pesanti responsabilità nella violazione dei diritti umani connesse alla detenzione segreta, alle consegne straordinarie e all’impunità di cui hanno goduto fino a oggi gli ufficiali e che continuano a destare preoccupazioni significative. La responsabilità – si precisa – di queste violazioni, però, non si esaurisce con gli Stati Uniti. Detenzioni segrete e operazioni di consegne straordinarie, progettate per essere condotte al fuori dell’America sotto segreto, non sarebbero potute essere realizzate senza la partecipazione attiva dei governi segreti. Questi governi che devono essere ritenuti anche loro responsabili”.

Gli stati individuati dal rapporto, tra gli altri, sono il Pakistan, l’Afghanistan, l’Egitto e la Giordania nei quali l’esistenza di prigioni segrete e la pratica della tortura sono stati documentati per molti anni. La “black list” comprende, però, anche paesi come l’Irlanda, l’Islanda, Cipro, accusati di avere sostenuto segretamente il programma, consentendo l’utilizzo dello spazio aereo e degli aeroporti per il trasferimento dei voli. Il Canada, per esempio, non ha solo consentito l’uso dello spazio aereo, ma ha fornito anche informazioni su uno dei suoi cittadini detenuto e torturato in Sira per oltre un anno. L’Iran e la Siria sono due paesi che hanno partecipato al “programma di consegna dei terroristi”, anche dopo l’invasione statunitense dell’Afghanistan.

Altri paesi brillano per la loro assenza: la Svezia e la Finlandia sono presenti, ma non ci sono prove di coinvolgimento norvegese. Così come molti paesi del Medio Oriente, tra i quali non è compreso Israele. Molti dei paesi nella lista sono europei: Germania, Spagna, Portogallo e Austria. Assenti Francia, Olanda e Ungheria. La Georgia è accusata di coinvolgimento, a differenza della Russia. Nazioni come la Polonia, la Lituania e la Romania hanno prigioni segrete sul proprio territorio.

La relazione dell’Associazione per i diritti umani ha rivelato come il Regno Unito abbia fornito supporto alle operazioni militari della Cia, interrogato i detenuti segretamente, abbia dato il permesso di utilizzare gli aeroporti britannici e lo spazio aereo, in particolare per la detenzione illegale del dissidente libico Sami al-Saadi. La pubblicazione del rapporto sembra essere giunta in concomitanza con l’audizione di giovedì di John Brennan, scelto dal presidente Obama per guidare l’agenzia di intelligence.

L’interrogatorio verterà sulle pratiche illegali di  investigazione adottate durante l’amministrazione Bush. E’ richiesta, secondo il rapporto, una maggiore collaborazione tra governi e Stati Uniti per evitare la ripetuta violazione dei diritti umani. Inoltre, sarebbe necessaria una commissione indipendente, e non di parte, per indagare sul ruolo che gli alti funzionari hanno giocato negli abusi e nelle detenzioni illegali.

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