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Diritto di critica | December 3, 2021

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Finmeccanica, scandalo si allarga, Pansa nuovo ad

orsi

Finmeccanica sta sanguinando. Il gruppo industriale Difesa&Spazio (controllato dallo Stato) ha perso in borsa il 4% in due giorni, si è visto congelare una commessa da 550 milioni di euro dal governo indiano e rischia la paralisi. Il nuovo amministratore delegato Pansa, scelto dal Tesoro per arginare la falla, è uomo di continuità. Forse, una volta spenti i riflettori dell’inchiesta (e della campagna elettorale), si tornerà alle “consulenze”. E’ dunque vero, ”così fan tutti”?

L’inchiesta. Nei giorni scorsi, il giudice di Busto Arsizio ha spiccato mandato d’arresto contro Giuseppe Orsi, amministratore delegato del gruppo Finmeccanica. Era stato nominato nel 2010 dal premier Berlusconi (su suggerimento della Lega di Maroni) e riconfermato nel 2011 da Mario Monti, che gli aveva conferito anche la presidenza. L’arresto è motivato da un’indagine per “corruzione internazionale”: secondo il pm Eugenio Fusco, Orsi avrebbe ordinato un flusso di bustarelle da circa 5o milioni di euro per garantire a Finmeccanica e AgustaWestland la commessa di 12 elicotteri per il governo indiano. Complici e tramiti della tangente sarebbero due consulenti esterni, che avrebbero unto a dovere due alti ufficiali della Difesa indiana per modificare il bando di gara e renderlo accessibile alla holding di Samarate.

Il profilo politico. Non dimentichiamo che siamo in campagna elettorale, le indagini della magistratura pesano come macigni sul voto. Il caso Finmeccanica, già avviato nel 2012, esplode come un bubbone a 12 giorni dalle urne, coinvolge almeno tre partiti politici (Maroni e la Lega, Monti e Scelta Civica, Berlusconi e il Pdl) e rischia di allargarsi. In parallelo a questo scandalo, c’è l’indagine aperta di Montepaschi di Siena, che coinvolge il Pd di Bersani. E ancora, l’inchiesta su Formigoni in Lombardia, spina nel fianco per il Pdl nella “regione Ohio” d’Italia. Senza contare che proprio ieri l’ex ministro Fitto (agli affari regionali per il quarto governo Berlusconi) è stato condannato in primo grado a 4 anni per tangenti e illecito finanziamento ai partiti. Diciamocelo: non se ne salva nessuno. E’ un caso?

Dov’è lo scandalo? La vendita di armi e di sistemi di puntamento all’estero ha le sue abitudini: quasi tutte le multinazionali del settore assegnano una quota importante del budget alle “consulenze” (leggi bustarelle). Denaro da versare discretamente a funzionari stranieri per rendere più appetibile l’offerta del venditore. Pochi si stupiscono, all’estero: fino al 1997, solo gli Stati Uniti avevano una legge anticorruzione internazionale (il Foreign Corrupt Practises Act), insieme alla Svezia (legge Sino). Ma l’Italia, per crescere in Europa e nel mondo, ha firmato a Parigi la Convenzione Ocse contro la corruzione, ratificandola nel 2000. Qui, insieme a 15 paesi membri dell’Ue, al Brasile, l’Argentina, il Cile e altri paesi minori, abbiamo accettato un’idea di commercio “trasparente” come utile in primis per noi stessi.

“Ho sempre fatto il bene dell’azienda”, dichiarava Orsi al momento dell’arresto. Probabilmente è vero: con le “bustarelle” in India (e due anni prima in Brasile, secondo un’altra inchiesta), Finmeccanica ha resistito meglio del previsto alla crisi. Nel 2011 il fatturato è rimasto intatto a 17 miliardi di euro, le perdite limitate a 2 miliardi. Ma i posti di lavoro conservati – pur importanti – non bastano. Se venisse dimostrata la colpevolezza di Orsi e Spagnolini (ad di Agusta-Westland, anch’esso arrestato), la nostra credibilità verso l’estero crollerebbe. Già oggi l’Italia viene considerata “corrotta” – siamo 72esimi nel mondo per corruzione, secondo Trasparency International, e la stessa Banca Mondiale ha chiesto all’Italia riforme su questo fronte in quanto “ostacola la crescita”.

Pansa nuovo Ad. Il Tesoro cercava una “personalità di altissimo profilo e forte stabilità”, dichiarava Monti nei giorni scorsi. Sembra averlo trovato in Alessandro Pansa, vicedirettore di Finmeccanica sotto Orsi e adesso “capitano” (presidente, ad e direttore generale). Pansa ha un curriculum eccezionale, ha praticamente operato in tutte le grandi aziende italiane ed è esperto di finanza. E’ una buona scelta, ma viene da chiedersi: era al corrente delle operazioni “disinvolte” di Orsi? La sua direzione sarà in continuità con il passato? Perché di rottura non ve n’è traccia. 

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