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Diritto di critica | January 24, 2022

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Cosa sta accadendo in Grecia… tra bufale e verità

GreciaMa la Grecia è davvero messa così male come racconta il web? Davvero viene dato l’assalto ai supermercati? Realmente i bambini svengono a scuola perché affamati e i neonati non hanno il latte artificiale? Che le medicine sono introvabili e chi può se le fa spedire dall’estero? È vero che le rapine sono aumentate del 600%, che il crimine impazza e la sicurezza è a rischio in tutto il Paese?

Che le agitazioni di piazza si susseguono senza sosta e i poliziotti avrebbero torturato alcuni anarchici, mentre gli agricoltori regalano in piazza le derrate alimentari che la Ue avrebbe ordinato di distruggere? La Grecia è davvero un Paese in vendita dove chiunque può acquistare attività e immobili a buon prezzo?

Questo è il quadro che esce fuori da un breve sguardo a siti internet e dalle immagini postate in rete. Un tam tam che suona da giorni e chiama in causa le responsabilità della grande stampa nazionale. Colpevole di coprire la realtà, lo sprofondo in cui è scivolato un Paese a noi vicinissimo che, grazie al piano di salvataggio imposto dall’Ue, è ormai alla disperazione, attraversato da tensioni fortissime di cui nessuno può prevedere gli sviluppi futuri.

Il quadro che emerge da blog e siti internet di contro-informazione è drammatico ed ispira in chi legge e vede un profondo risentimento anti europeista. Un rancore cupo per il cinismo con cui viene trattato il dramma di un intero popolo ridotto alla fame, che si lega allo sdegno con cui la stampa nostrana ignora questi temi, magari per non nuocere alle forze politiche da sempre schierate senza se e senza ma con l’europeismo più spinto.

Poi qualche giorno fa arrivano le smentite di diversi quotidiani ed emerge che si tratta di una bufala colossale. Nel senso che le condizioni della Grecia, pur restando difficilissime, non sono quelle descritte in rete.

Per capire meglio la situazione, Diritto di critica ha contattato l’Ambasciata di Grecia in Italia. L’ufficio stampa della sede diplomatica, non smentisce le difficoltà incontrate dalla nazione, ma le ridimensiona molto. Innanzitutto, pur essendo presente un comprensibile malcontento verso l’Europa, le principali forze politiche, nessuna esclusa, sono per rimanere in Europa e nell’euro e le uniche divergenze sono sui provvedimenti da prendere per restarci. Gli assalti ai supermercati da parte della popolazione, secondo l’ambasciata, “sono pura fantasia”, come anche le percentuali delle rapine alle banche. Certo, i crimini, soprattutto i furti, sono aumentati, ma molto è dovuto alla forte immigrazione giunta nel momento di massima difficoltà, con la disoccupazione giovanile quasi il doppio della nostra.

“La situazione nelle piazze è assolutamente tranquilla, non ci sono gli scontri giornalieri che vengono paventati”, spiega ancora l’ufficio stampa. Dall’Ambasciata non nascondono una certa preoccupazione relativa all’informazione che circola in rete. L’idea di una Grecia pericolosa va contrastata anche per non danneggiare ulteriormente un Paese che vive di turismo. “La sicurezza in Grecia è né più né meno quella che si può trovare in Italia”, spiegano. Come tutte le grandi città Atene e Roma possono sempre nascondere dei rischi per la sicurezza, ma questo di per sé non significa nulla e prima della crisi le cose non erano diverse.

Mentre sulle torture che sarebbero state usate dalla polizia nei confronti di un gruppetto di anarchici, l’ufficio stampa non nega che una volta catturati sia avvenuto un pestaggio, ma non parla di vere e proprie torture. Per quanto, è comprensibile che una sede diplomatica tenda sempre a ridimensionare la violenza delle forze dell’ordine.

L’ambasciata certo non nega che ci siano delle grosse difficoltà – i consumi si sono ridotti al minimo, ciò che prima era normale adesso diventa l’eccezione e in genere per risparmiare si cercano nuove forme di economia domestica – “ma non si tratta di stato di guerra, non siamo ancora al mercato nero e al baratto”. È vero che “i condomini hanno deciso in molti casi di non accendere gli impianti termici centralizzati” e chiunque ha potuto ha cercato forme alternative di riscaldamento. “Caminetti, stufe improvvisate e vecchi rimedi per combattere il freddo sono tornati ad essere la norma, spesso provocando un disboscamento della vegetazione circostante e un aumento delle emissioni inquinanti”.

Si fa quel che si può e lo si fa per necessità, anche perché a fronte del taglio degli stipendi – quelli pubblici ridotti del 50%, con il limite minimo consentito sotto ai 500 euro – e delle tasse pesantissime, i prezzi sono rimasti alti e in alcuni casi invariati. È il caso dell’energia. Luce e gas sono un incubo per i cittadini meno abbienti. Lo stesso accade con la benzina che continua a salire, mentre sempre più macchine restano parcheggiate e si rispolverano le biciclette.

“Le mense dei poveri sono sempre più piene è vero. Ed è vero anche che nelle piazze sono stati regalati i prodotti agricoli, ma non si tratta di cibo distribuito alla popolazione dalle istituzioni”. È la protesta degli agricoltori rimasti fuori dai contributi europei, che hanno deciso di regalare al popolo il frutto del proprio lavoro.

Per quanto riguarda le medicine, inoltre, il problema esiste, ma è dovuto allo sciopero delle farmacie che non vengono rimborsate dallo Stato e non pagano le case farmaceutiche che a loro volta si fermano. Insomma “i farmaci si trovano, ma il rischio è di trovare chiuse le farmacie. Il che non è poco, anche se non ci sono bambini ridotti alla fame o privati del latte”.

A sentire le parole dell’Ambasciata, la grande stampa sembra aver fatto la scelta giusta a non dare risalto a notizie gonfiate. Ma quando chiedo a che scopo e da chi è partita quest’ondata di notizie allarmistiche e come mai i tg di Paesi extra-europei (come il Brasile) abbiano mostrato immagini e servizi sulla drammatica situazione greca non ottengo risposta.

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Comments

  1. In altri Paesi nei tg sono state diffuse immagini che qui da noi evidentemente non sono state considerate “informazione”…o “poco interessanti”. Ci si deve domandare chi in Italia ha interesse a far vedere la Grecia sull’orlo della guerra civile, o chi in Europa ha intersse a nascondere la reale gravità della situazione….Cui prodest?
    Insomma, quando si chiede all’ambasciata DA DOVE è PARTITA TUTTA QUESTA “FALSA INFORMAZIONE” e CHI AVREBBE INTERESSE A DIFFONDERLA, la risposta è

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