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Diritto di critica | October 24, 2021

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Diplomi e lauree copiate, lo scandalo che rischia di travolgere Putin - Diritto di critica

medvedev - putin“Nulla di nuovo sotto il sole” si direbbe. E’ una realtà appurata e diffusa quella che vede molti politici e uomini d’affari russi con diplomi falsi e tesi di laurea plagiate. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica non è stato fatto alcuno sforzo per controllare gli effettivi livelli di preparazione e i titoli di studio conseguiti, anche perché la pratica deplorevole è diffusa anche tra le più alte cariche dello stato.

E’ stato il primo ministro Dmitri Medvedev a rompere il tabù lo scorso 6 febbraio, quando in un incontro con i funzionari del governo ha annunciato che metterà in campo tutti gli strumenti per stanare coloro che hanno dichiarato falsi titoli di studio. “Il numero dei falsi diplomi – ha spiegato il primo ministro russo – ha superato tutti i limiti del possibile. Ci sarà una sorta di epurazione”. Lo scorso settembre Medvedev, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico, esortò gli studenti delle scuole superiori e delle Università a non prendere il materiale da internet per realizzare tesi di laurea e tesine per gli esami di stato, definendo il plagio “una strada verso il nulla”.

Una settimana dopo, il sito russo Slon ha indicato una lista di nomi tra cui il ministro della Difesa Sergei Shoigu, il leader della Cecenia Ramzan Kadyrov, il ministro della Cultura Vladimir Medinsky e in cima a tutti il Presidente Vladimir Putin. Tutti hanno dovuto affrontare le accuse di plagio, ma non sono stati mai indagati. L’uomo incaricato di controllare è Igor Fedyukin, un funzionario con un dottorato di ricerca in Storia presso l’University of North Carolina a Chapel Hill e con un’esperienza di otto mesi come vice ministro dell’Istruzione e della Scienza. Fedyukin faceva parte di un gruppo di studiosi che nel mese di gennaio esaminò 25 testi scelti a caso nel Dipartimento dell’Università Pedagogica di Mosca. Tutti i documenti, tranne uno, sono risultati plagiati almeno al 50%, con punte fino al 90%.

Il motivo per il controllo dell’autenticità della tesi di laurea di Putin in economia, conseguita nel 1996 al St.Petersburg Mining Institute, deriva da un rapporto di due studiosi della Brookings Institution, un’associazione con sede a Washington. Nel 2006, I due ricercatori ottennero una copia della tesi di 218 pagine. Di queste, 16 risultarono copiate con lievi modifiche date dalla traduzione russa a partire da un testo di economia statunitense, pubblicato nel 1978. A parte un riferimento nella bibliografia, non ci sono segni che indicano che Putin si sia appropriato di interi paragrafi senza utilizzare le virgolette. Sei diagrammi sono quasi identici alla pubblicazione statunitense e senza citazione.

Solo i blogger russi hanno riportato la notizia. La televisione di stato e la stampa non ne hanno parlato. La comunità scientifica, intanto, ha subito dei colpi pesanti. La reputazione all’estero è scesa molto spingendo le università ai più bassi livelli nella classifica mondiale. Alcuni esperti ritengono che la crociata di Medvedev sia in realtà finalizzata ad allontanare i conservatori che circondano l’ex agente del Kgb. Oppure un tentativo dell’ “ex delfino” di Putin di affrancarsi dal suo protettore.