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Diritto di critica | October 26, 2021

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Per cortesia, non eliminate i finanziamenti pubblici ai partiti

Finanziamenti ai partitiGli stipendi dei parlamentari sono troppo alti. I rimborsi elettorali ai partiti sono un’esagerazione. È certo che si possa fare politica con molto meno. Ma senza soldi è impossibile. Lo stesso Grillo, che oggi in particolare chiede un taglio netto, lo sa bene. Per questo sul sito del MoVimento – e sui siti dei vari comitati locali – esiste un banner per le donazioni che, tra l’altro, non ha raggiunto l’obiettivo prefissato, cioè il milione di euro.

In mano alle lobby. Oggi il MoVimento 5 Stelle non vuole e soprattutto non può prendere i rimborsi elettorali in quanto non ha mai depositato uno statuto del partito “conformato a principi democratici nella vita interna, con particolare riguardo alla scelta dei candidati, al rispetto delle minoranze e ai diritti degli iscritti”. Manca poi la certificazione di una società di revisione per una maggiore trasparenza dell’uso dei fondi. Così, per volere o per necessità il M5S per preparare eventi e manifestazioni, oltre che per l’organizzazione interna, ha bisogno dei soldi dei privati. Non sarà forse un caso che alla guida del MoVimento ci sia un milionario. Il rischio, infatti, è che eliminando i rimborsi elettorali (che sono di fatto un finanziamento pubblico ai partiti), la politica diventi una cosa per ricchi e soprattutto che ogni partito si trasformi in un comitato elettorale influenzato dalle lobby. Negli Stati Uniti, per esempio, le compagnie petrolifere sovvenzionano le campagne elettorali dei candidati alla Casa Bianca. E lo stesso fanno le banche. E forse non basta la trasparenza sui bilanci per assicurare la democraticità (e quindi la libertà di scelta) se i due principali partiti – che negli Usa prendono quasi tutto il bottino elettorale – sono spesso sovvenzionati dalle stesse lobby.

Salvate (ma riducete) i finanziamenti. Secondo la Costituzione italiana, i partiti svolgono un ruolo centrale nella società e servono a sintetizzare le istanze sociali all’interno delle istituzioni. E ciò dovrebbe di fatto avvenire attraverso un processo democratico al proprio interno. Quindi è la stessa Carta fondamentale ad indicare il percorso di democrazia rappresentativa attraverso il partiti. Per questo non è assurdo, checché ne dica Grillo, mantenere i finanziamenti pubblici, pur se ridimensionati considerevolmente. Tutti – dall’operaio al milionario – devono avere pari opportunità di partecipare alla vita politica. E per questo è anche necessario ripensare anche alla distribuzione stessa dei rimborsi/finanziamenti pubblici ai partiti. Mentre i finanziamenti privati, in alcuni casi, possono essere rischiosi. Se il finanziamento riguarda l’iscrizione al partito da parte di singoli cittadini non c’è alcun rischio di alterare il sistema rappresentativo. Altro discorso per le donazioni. Sarebbe a quel punto necessario imporre un limite massimo della singola donazione da parte di un unico soggetto (privato, impresa, ente) nell’arco di 12 mesi. Viceversa, eliminare i rimborsi elettorali, come vorrebbe Beppe Grillo, significherà gettare i partiti in pasto alle lobby e ai potenti. Oppure, la politica si trasformerà in qualcosa per soli ricchi.

Twitter: @PaoloRibichini

Comments

  1. la politica è già appannaggio dei ricchi e dei tanti che si vogliono arricchire.
    è un pò tardiva la “corsa al ribasso” dei politici, dovevano pensarci ai tempi del referendum, non oggi, oggi è tardi per tutto, vendano i loro immobili, abbassino al massimo i costi, chiedano finanziamenti a chi avrà il coraggio di darglieli. del resto hanno ampiamente dimostrato che a loro i soldi non bastano mai, chiedo scusa per non avere scritto meglio, ma ha prevalso la “leggera incazzatura”

  2. Si, hai ragione, in effetti finora il finanziamento pubblico ci ha salvato da tutto ciò. Niente ricchi in politica, ne ai posti di potere, ne tanto meno lobby a decidere sulla nostra pelle o che stringono per le palle gli uomini della politica. Che vuole questo Grillo che con soli 500.000 euro di campagna nazionale ha dato la possibilità d’ingresso nelle Camere ad oltre 150 sconosciuti slegati dalle logiche di potere. FUORI IL DENARO DALLA POLITICA!!!!! Questa è una soluzione diversa dal passato.

  3. Diego Tomasoni

    In parte l’articolo è condivisibile, ma di fatto il M5S ha dimostrato che si può fare politica anche solo tramite il web, le donazioni e il volontariato. Io vorrei un modello di rimborsi elettorali calcolato in maniera differente. Di fatto vorrei un azzeramento TOTALE e poi una rivalutazione da zero.

  4. Il ragionamento fila, ma fila forse allo stesso modo quando parliamo di finanziamento ai giornali? Nello stesso modo in cui temiamo che l’informazione sia un’estensione delgli organi di governo, non temiamo che recidendo il cordone ombelicale dei finanziamenti si apra al rischio di influenze tra i poteri economici e le linee editoriali?
    Tornando al problema originale, quello delle campagne elettorali, lo strumento più forte che si può mettere in campo è quello di una cittadinanza informata ed attiva, sempre auspicando (anzi pretendendo) un’informazione via via più trasparente e più accessibile.
    Oltre alla meravigliosa novità del M5S al parlamento io spero che il 2013 porti anche una rivoluzione negli altri partiti, una rivoluzione non tanto di contenuti quanto di metodi.