Caro Grillo, “non siamo telecomandati”. L’amaro destino del MoVimento 5 Stelle

beppe-grilloIL GRAFFIO – ‎”Non siamo telecomandati. Ognuno di noi ha una propria sensibilità. Segue la propria coscienza. E certamente Pietro Grasso non faceva, e non fa, parte del vecchio apparato”. Luis Alberto Orellana, senatore 5 Stelle non lascia spazio a interpretazioni e al suo leader manda un messaggio chiaro.

Dopo il post di Beppe Grillo in cui il comico a capo del MoVimento 5 Stelle si infuriava con i suoi per i voti dati a Piero Grasso per lo scranno più alto del Senato, i neoparlamentari grillini fanno sentire la loro voce nei confronti del leader: non siamo telecomandati. Come dire: siamo stati eletti non per essere burattini legati ai fili del comico. E anche sul blog del Beppe nazionale le reazioni non si sono fatte attendere. Anzi, è stata una cascata di reazioni – qualcuna pro ma molte contro – per la sfuriata del fondatore del M5S contro i suoi parlamentari.

Nel MoVimento 5 Stelle, dunque, sta accadendo quanto Diritto di Critica aveva previsto. Tempo al tempo e chi starà in Parlamento rivendicherà sempre più una propria autonomia di giudizio – e giustamente – rispetto al leader che – non eletto – dall’esterno continuerà a intimare le sue direttive minacciando epurazioni. Si arriverà, insomma, a una spaccatura tra i cittadini impegnati ed eletti in politica – la parte buona del MoVimento – che davvero sperano e sono convinti di cambiare la politica, e il comico con il suo entourage di non eletti ma manovratori, lo staff che ha creato il MoVimento. Gli uni, in Parlamento, avranno dalla loro parte l’impegno quotidiano all’interno delle istituzioni – per cambiarle e riformarle – gli altri, dall’esterno, si infurieranno quando vedranno i primi sfuggire ai diktat del leader, non eletto e fuori al Parlamento. Come finirà è facile dirlo: occasioni come questa si ripeteranno sempre più spesso, Grillo minaccerà epurazioni ma potrà far poco contro chi – ogni giorno – si impegna per riformare leggi e istituzioni, tanto che alla fine il MoVimento si spaccherà o quantomeno sfuggirà sempre più spesso ai voleri della dirigenza. Le conseguenze potrebbero essere quelle che lo stesso Grillo ha prospettato quasi sottovoce alcuni giorni fa: “io non sono il M5S, dopo le elezioni tornerò a fare teatro”. Tempo al tempo. Grillo è avvisato: neoparlamentari non sono burattini né tantomeno telecomandati.

Twitter@emilioftorsello

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress