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Diritto di critica | July 6, 2022

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Edipower Brindisi, il Paese reale è solo

brindisiSi stanno dimenticando di noi. Questa è l’amara realtà che stanno affrontando i lavoratori di Sogesa, azienda di pulizia e manutenzione per la centrale a carbone Edipower di Brindisi. Da 15 giorni 4 lavoratori sono in protesta a 40 metri di altezza, sulla torre, per chiedere un tavolo di trattativa con Edipower-A2A. Ma nessuno li ascolta. Esempio di quello che sta succedendo all’intero Paese.

Edipower a carbonella. La centrale di Cesano, a Brindisi, doveva essere chiusa 17 anni fa. Nel 1996 venne stilato un accordo con il territorio per dismettere un impianto altamente inquinante, proprio come quelle Enel del Sulcis o quella E.On di Fiume Santo. Eppure è ancora aperta. Per il gruppo “No al Carbone”, si tratta di 17 anni di ricatto occupazionale, in cui il Comune di Brindisi ha accettato danni ambientali gravi in cambio di posti di lavoro. Il problema, oggi, è ancora lo stesso. Edipower ha annunciato la cessazione di tutti i contratti con le aziende dell’indotto, per le quali sono già state chieste le procedure di cassa integrazione. 

La protesta. Cinque lavoratori della Sogesa, in appalto per le pulizie e la manutenzione della Centrale, sono saliti il 2 aprile sulla torre (40 metri d’altezza) per protesta contro la chiusura senza trattative. Siamo al quindicesimo giorno, e sotto al complesso nessun politico si è visto: solo il sindaco Mimmo Consales, che continua ad invocare un piano industriale (peraltro promesso dall’azienda). Ignorato anche lui, sia da Roma che dalla Regione Puglia: per non parlare di Edipower.

Le “trattative”. In un primo momento Edipower ha dato garanzie: proroga di due mesi per l’intero appalto (24 lavoratori in tutto). Poi è tornata indietro e si è detta disposta a mantenere il contratto con “alcune unità”. “Chi decide quale padre di famiglia merita di continuare a portare il pane a casa e quale no?”, commentano i lavoratori in protesta, che hanno deciso di rimanere sulla torre (solo 4, uno è stato portato in ospedale per un malore). Da Roma e da Bari silenzio assoluto. “Se qualcuno di quelli che può decidere dormisse qui una sola notte, forse ora saremmo a casa”.

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