Berlusconi presidente della Repubblica?

BerlusconiIl Pdl vuole l’elezione diretta del Capo dello Stato. E per motivarla snocciola nomi di Paesi come la Francia, gli Stati Uniti e la necessità di rimotivare gli italiani nei confronti delle istituzioni. Tutto giusto – verrebbe da controbattere – ma siamo in Italia, con i politici italiani. Con i Berlusconi, i Gasparri, i Bossi, i Capezzone, le Santanchè, oppure i vari personaggi che a sinistra sono stati incapaci di vincere quando avrebbero potuto – davvero a mani basse – ottenere un ottimo risultato alle ultime politiche.

“Noi ci abbiamo provato l’anno scorso – ha dichiarato il vicepremier e ministro dell’Interno, Angelino Alfano – e purtroppo siamo riusciti solo al Senato e non alla Camera. Adesso penso che potremo farcela perché anche da parte del Pd si stanno aprendo significativi spiragli”. “Questa – ha proseguito – sarà anche un’ottima scelta per aumentare l’affetto dei cittadini nei confronti delle istituzioni”. “Noi lo diciamo da tempo: siamo assolutamente d’accordo e nel 2012 abbiamo fatto una grande battaglia. La strada giusta – ha proseguito – è quella secondo cui i cittadini devono poter eleggere il presidente della repubblica. Se viene eletto direttamente dal popolo i cittadini potranno partecipare ad una grande gara democratica come succede in Francia e in America”. Alfano ha sottolineato che “gli italiani già guardano con favore a quelle gare democratiche, quando si sceglie il presidente degli Usa o della Francia. Perché non consentirlo anche a loro?”.

Alfano, però, evita di sottolineare come non stia parlando alla Francia o agli Stati Uniti, dove le regole democratiche non conoscono neppur ipotetici conflitti di interessi, ma all’Italia, dove una legge di questo tipo – e qui le colpe sono ancora della sinistra che quando ha potuto non ha sanato il problema – non è mai stata fatta (e di certo con il governo Letta non si farà). Siamo il Paese dei politici nominati dai partiti e non scelti dai cittadini, chiamati a rendere conto non agli elettori ma a chi li ha messi in lista. Da chiarire poi i poteri del nuovo Capo dello Stato.

Ma a preoccupare, infine, è la formazione, lo spessore, la professionalità dimostrata negli anni da tanti, troppi politici. E se fino ad oggi l’elezione del Capo dello Stato ha permesso di avere sempre uomini “super partes” come Napolitano o Ciampi, se a decidere fossero i cittadini si rischierebbero candidature come quella del leader Pdl, Silvio Berlusconi, che ha dimostrato di avere ancora un lungo seguito tra i cittadini. A fronte di una sinistra che ha dimostrato di saper sciupare una vittoria che aveva in tasca, l’elezione diretta del Capo dello Stato – in un Paese che ancora non ha mai seriamente pensato di metter mano al conflitto di interessi – gioverebbe solo al Pdl. Merce di scambio nelle “larghe intese”.

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress