”Imu e Iva? Nessuna copertura”, il Governo scarica Berlusconi

Letta-Saccomanni1Non ci sono i soldi per cancellare l’Imu e annullare l’incremento dell’Iva al 22%. E’ la risposta di Saccomanni e Zanonato, ministri dell’Economia e dello Sviluppo, alle interrogazioni parlamentari degli ultimi giorni. In sostanza, il governo Letta non riesce a trovare gli 8 miliardi (4 per l’Imu e altrettanti per l’imposta sul valore aggiunto) per ridurre la pressione fiscale sugli italiani. A fine mese c’è il vertice europeo, e Letta non andrà a brache calate per sostenere le promesse elettorali di Berlusconi.

Imu, non vai più via. L’imposta più odiata degli ultimi anni resterà sulle spalle degli italiani. Rinvii a parte, dovremo pagarla, perché – a sentire il governo – cancellarla creerebbe un buco terribile nei conti pubblici. “Non ci sono le condizioni”, spiega lo ieratico Saccomanni dai banchi del Governo, “le risorse a copertura di questi tagli non sono rinvenibili”. Forse più in là, aggiunge Saccomanni, sarà possibile intervenire, se le condizioni migliorano: ma non si vede come. Il Governo Letta sembra propenso a far passare il 2013 con la stessa politica economica dei Professori precedenti (di cui ha ereditato lo stile paludato, e non solo), per poi “stare a vedere” cosa migliora.

Iva e Imprese, pesano tasse e crediti. E’ un duro colpo per le aziende italiane, che speravano di veder bloccato l’aumento dell’Iva dal 21 al 22%. Una minaccia per i consumatori, quantificata dalla Cgia di Mestre in 103 euro in più a famiglia per il 2013 e un costo complessivo di quasi 6,5 miliardi (2,1 nel 2013 e 4,3 nel 2014). Secondo il direttore del centro studi, Sangalli, “l’aumento è da scongiurare a tutti i costi”. Eppure, per il governo è ormai inevitabile. Per le imprese, intanto, si prolunga la diatriba sui debiti dello Stato: oltre ai 40 miliardi già previsti dal Governo, Saccomanni ne conta altri 20 o 30, riducendo pesantemente i numeri circolati nei giorni scorsi nell’entourage di Confindustria (che parlavano di almeno 90 miliardi).

Se imprese e consumatori sono alle corde, lo è anche la politica. Il Pdl ha cavalcato il taglio dell’Imu e gli sgravi fiscali fin dalle elezioni politiche di febbraio, con Berlusconi che se ne è assunto direttamente la responsabilità e Brunetta che ripete tale mantra ogni giorno, minacciando la caduta del Governo. Alle parole di Zanonato (“tra 16 giorni l’Iva aumenterà, e non c’è nulla da fare”), Brunetta risponde che “non erano questi gli accordi, il Governo Letta sta solo creando una criminale confusione”. E minaccia il ritiro della fiducia.

Di Sirio Valent

Giornalista professionista, 25 anni, ho iniziato con una tesi sul tracollo del Banco Ambrosiano, braccio finanziario della loggia massonica P2, per la facoltà di Economia. Due stage nella redazione economica dell'Agenzia Italia e una breve parentesi dietro le quinte di Confindustria mi hanno aperto gli occhi sulla realtà quotidiana del cronista economico. Mi piace lavorare su questioni di geopolitica, macroeconomia e retroscena finanziari, difficili da spiegare in modo semplice ma fondamentali per capire la realtà dietro lo specchio.

1 commento

  1. giochi di potere…. questo governo non ha mai potuto sapere quello che doveva (deve?) fare perchè è figlio della matematica: operazioni (e formule inverse) post-elettorali legate alla tesi del “si salvi chi può”…. rimettere i “proclami” del Cavaliere e la linea dell’Europa (leggi Germania) nello stesso governo significa(va) perdere tempo…. Il Cavaliere aveva governato fino alla sua (auto)scomunica e dopo c’era stato dato il contro-governo Monti: solo in un sogno si potevano mettere insieme la capra, i cavoli e il lupo con la speranza che uno non si mangia quello, che non si mangia quell’altro… Boh, la razionalità porta alla conclusione che la vita è fatta di scelta (e nessuno, fino a prova contraria, può dire quale sia giusta e quale meno): o ci si fa una propria moneta e una propria economia più o meno forte e duratura (resta da vedere quanto “vale” oggi l’Italia rispetto al resto del mondo), oppure la nostra “democrazia” non ce la possiamo più “fare” in casa…. Continuo a leggere “non si fa, non si è fatto, si dovrebbe fare, ecc ecc ecc”: ma qualcuno con i piedi per terra che mostra (o dimostra) un “futuro” fatto di cose concrete e oggettive, con dati, numeri e bilanci “Veri” ancora non ho avuto il piacere di leggerlo!
    Io penso “semplicemente” che negli ultimi decenni abbiamo fatto tanti passi più lunghi delle nostre gambe e non riusciamo ad accettare che siamo faccia a terra e che, se pur ci rialzeremo, potremo “avanzare” con l’andatura degli anni ’60… non è gratificante, lo so, ma chi ha “realtà” più ottimistiche da (di)mostrare ha tempo e modo per farlo….

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