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Diritto di critica | December 3, 2021

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Calderoli d'Italia

caldroliIL GRAFFIO – Viene da dirlo: Adesso basta. Prima la maglietta con la vignetta contro l’Islam che tanti problemi ha creato all’Italia, adesso le offese razziste al ministro Cecilie Kyenge. E a lasciarsi andare a questi teatrini di dubbio gusto non è stata una personalità secondaria della politica italiana ma l’attuale vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli.

Del ministro Kyenge, in particolare, durante un comizio Calderoli avrebbe detto che “somiglia ad un orango”. Viene da chiedersi se qualcuno tra i tanti che lo ascoltavano abbia pensato bene di censurarlo, di contestarlo, di urlare che quell’esternazione era inaccettabile. L’impressione, invece, è che l’attuale vicepresidente del Senato sia stato addirittura applaudito per questa sua frase celodurista. Il timore è che “la battuta” sul ministro-orango abbia addirittura fatto scaturire ilarità, ulteriore scherno, risate sguaiate. Non si hanno, infatti, notizie di contestazioni all’indirizzo di Calderoli.

La domanda, quindi, è sempre la stessa: quanti “Calderoli” ci sono in Italia? A quale epoca del medioevo in tanti, troppi, sono ancora fermi? E la nostra politica cosa fa? Contesta e stigmatizza i cori razzisti allo stadio ma tollera che un parlamentare con la storia di Calderoli sia non solo rieletto ma addirittura gli venga affidata la poltrona di vicepresidente del Senato. Per tacer di certi italiani che – sotto i baffi – ridacchiano, approvano o – peggio – applaudono.

Comments

  1. Daniele

    Senti da che pulpito arriva la predica: dare dell’orango alla Ministra Cecilie Kyenge, quando se si guardasse allo specchio scoprirebbe di essere un porco e maiale, un facocero. Poi dicono che qui in Italia c’è il rispetto, quando “rappresentati” delle istituzioni sono i primi a prendersi a pesci in faccia.

    • Daniele

      Dimenticavo, non ci si può aspettare che una legge porcata, da un porco.