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Diritto di critica | September 17, 2021

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Quello che nessuno dice sull'Italicum

Renzi_italicumCi sarà ancora il weekend per definire gli ultimi aspetti della legge elettorale. Dettagli che possono fare la differenza tra una pessima legge e una norma che riesca a ridare quello che gli italiani desiderano da anni: governabilità e rappresentatività. Se da una parte sembra oramai chiaro che il problema della governabilità sia stato risolto con l’introduzione del doppio turno di coalizione, resta il nodo fondamentale della rappresentatività, non solo legata alle soglie di sbarramento.

Le critiche inutili. Sono bipartisan alcune critiche alla legge elettorale. In primo luogo, sia in Forza Italia che nella minoranza del Pd, non piace la decisione di optare per una legge elettorale che riguardi solo la Camera, tenendo in vita il Porcellum “mozzato” dalla Consulta per il Senato. Il motivo è semplice: due sistemi elettorali diversi producono due risultati sicuramente diversi. È vero, ma i detrattori di questo Italicum dimenticano tre aspetti fondamentali. In primo luogo anche il Porcellum di fatto prevedeva due sistemi elettorali diversi per le due Camere. Proprio per questo la coalizione guidata da Pierluigi Bersani ha vinto alla Camera e ha perso al Senato (dove, tra l’altro, votano solo gli over 25). In secondo luogo, la scelta di approvarla solo per la Camera nasce dalla necessità di trovare un compromesso tra Forza Italia, Pd e gli altri partiti della maggioranza, i quali –diversamente da Renzi e Berlusconi – preferiscono allontanare il più possibile lo spettro del voto, visto che al momento rischierebbero di sparire. In questo modo, le forze politiche sono costrette ad approvare l’eliminazione del Senato per scongiurare l’incubo delle larghe intese. Ma ci vuole tempo, e non si potrebbe votare prima del 2015. In terzo luogo, l’Italicum applicato anche al Senato – nel momento in cui le principali coalizioni avessero percentuali molto vicine – non garantirebbe affatto la governabilità, in quando potrebbe produrre due maggioranze diverse, perché diversa è la platea dei votanti.

Le critiche utili. Bipartisan sono anche le critiche alla scelta, su richiesta di Berlusconi, di eliminare le candidature di genere, cioè l’alternanza obbligatoria tra uomini e donne nelle varie liste. Si tratta di una scelta che certamente non incoraggia la presenza femminile nelle istituzioni. Rimane irrisolto anche il nodo delle preferenze. Tuttavia, con liste corte di 4-5 candidati, è comunque ben chiaro chi si andrà a votare. Piuttosto, in pochi hanno alzato la voce contro la scelta di ripartire i seggi in base ad un collegio unico nazionale e la possibilità di candidature multiple. Infatti, se uno dei principali problemi del Porcellum era la scarsa connessione dei candidati al territorio (anche a causa di collegi molto grandi), il collegio unico nazionale garantisce sì la rappresentatività dei partiti minori (rispetto alla ripartizione dei seggi in base ai collegi territoriali), ma consente anche a chi non ha raggiunto il quorum sul territorio, di risultare – in alcuni casi – eletto. Se a questo si aggiunge la possibilità di candidature multiple (per ora fissate a otto), quel tentativo di ricollegare le candidature stesse al territorio, rischia di fallire definitivamente. Così in un collegio di Roma, a Milano, a Campobasso e a Palermo in lista si potranno ritrovare contemporaneamente, per esempio, Berlusconi, Verdini e la Santanché senza che questi abbiano alcun legame con il territorio. E gli stessi, dopo le elezioni, sceglieranno in quale collegio farsi eleggere, a discapito, magari proprio dei candidati che sul territorio si sono spesi.

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