Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | December 3, 2021

Scroll to top

Top

«In Italia non si vota mai»

Le critiche ''da sinistra'' al governo danno la misura della qualità dell'opposizione pronta da dare del ''duce'' a Renzi senza entrare nel merito delle sue scelte, talvolta discutibili

«In Italia non si vota mai». È il mantra di certa sinistra, quella dei girotondi, quella dei salotti buoni, quella del «la democrazia è in pericolo». Per carità, è bene che vi sia una forte opposizione al governo. È proprio la competizione che spinge il governo a far meglio. Ma in Italia, si sa, chi è all’opposizione parla per iperboli. Così «Renzi è un duce» e «l’Italia si avvia verso la dittatura». Stesse parole, stesse frasi fatte di tredici anni fa, quando intorno alla Procura di Milano si radunarono molte persone provenienti dalla cosiddetta società civile. Li chiamavano “girotondini”.

Sopravvissuti a Berlusconi. Prima Berlusconi, poi Renzi. L’opposizione “da sinistra” in Italia continua a non entrare nel merito. L’ex Cavaliere è stato realmente un pericolo per la democrazia italiana? Forse no, nonostante gli evidenti conflitti di interesse. La sua parabola si è conclusa più o meno come quella di qualsiasi altro leader europeo. Ha certamente usato il potere politico per difendere le proprie aziende e quindi i propri interessi, ma dopo di lui le istituzioni democratiche erano sempre lì, con i loro pregi e i loro difetti. Sono cambiati gli italiani, più stanchi, meno fedeli ma anche più sensibili ad un marketing elettorale moderno. In questo senso Renzi ha avuto gioco facile.

L’Italia cambia, loro no. Chi non è cambiato è sempre lì a pontificare dalle colonne di qualche giornale o di fronte ad una telecamera. «Non si vota mai e chissà quando si rivoterà», interviene sarcastico Antonio Padellaro intervenuto ad Omnibus La7. Padellaro opinionista si dimentica di essere anche giornalista. Una delle principali norme deontologiche centrali della professione, così come previste dalla Legge istitutiva dell’Ordine n. 69/1963, è la «verità», intesa come dovere nei confronti dei lettori/spettatori. In Italia si vota e forse anche troppo. Le ultime elezioni politiche si sono tenute nel 2013, quando Pierluigi Bersani non riuscì ad ottenere la maggioranza in Senato (e da quella data gli italiani sono stati chiamati a votare per le regionali e le europee). Quella legislatura è ancora in piedi perché, come prevede la Costituzione che tanti “da sinistra” difendono, c’è una maggioranza che riesce ad esprimere un governo. «Un governo mai eletto da nessuno». Vero, verissimo. Infatti, in Italia nessun governo e nessun presidente del Consiglio è mai stato eletto (vedasi sempre la vecchia e cara Costituzione).

Tra falsità e battaglie inutili. Così, nel nostro Paese si diffonde sempre più rapidamente lo sport dell’anno: sparare falsità. I campioni, in questo senso sono i giornalisti. Seguiti dai politici tutti (inclusi i “cittadini” portavoce). Ma a loro si può perdonare, ai giornalisti meno. Ma al di là degli slogan, qualcuno che entri nel merito delle questioni non c’è. Per esempio la cancellazione dell’Imu e della Tasi (uniche vere patrimoniali in Italia) ha ben poco di “sinistra”. Eppure la cosiddetta società civile di questo non parla, come non parlano i civatiani, Sel e la minoranza Pd. Preferiscono portare avanti battaglie inutili come l’elettività dei senatori e le modifiche all’Italicum per trasformarlo in un nuovo Porcellum. Con lo stesso atteggiamento che ha fatto sì che Berlusconi governasse per ben 10 anni, dal 1994 al 2013.

Comments

  1. Supermoz Mozzico

    io ho imparato che nei FATTI, come dice lei, ci si entra esclusivamente per COMODO…vale per i giornalisti che lei ha citato.. e vale anche per il suo idolo….

    vogliamo entrare nei fatti?? vogliamo parlare dell’italicum?? degli 80e??? dei deceti legge non omogenei??o di un senato non elettivo composto da persone elette per farer altro, che 2-3 vlte a settimana dovrebbero andare a perdere tempo in un altro luogo???(le giornate sono fatte di 24 ore) vogliamo parlare che ancora una volta di va avanti a DECRETI invece di far leggiferare il parlamento?? o vogliamo andare a vedere le dichiarazioni di renzie 1-2-3 anni orsono ??? io ho imparato che se una persona ti sta sulle palle, PIEGEHRAI ogni centimetro della dialettica per difenderlo.. viceversa, con le persone “antipatiche” l’onestà intelettuale viene ANNICHILITA! vale per i giornalisti, vale per LEI, vale per me.. vale per tutti…

    • Paolo Ribichini

      Non ha compreso o non sono stato bravo io a farle capire il senso del mio articolo. Non è un problema di difendere o meno l’operato di Renzi. Il problema è l’approccio dell’opposizione a Renzi. Continuare a contestarlo su basi ideologiche non fa bene a nessuno: né all’opposizione, né all’azione di governo. Avvilisce ancora una volta il dibattito politico. Come è stato fatto per 20 anni con Berlusconi.

  2. A Bahn

    Quindi, zitti e mosca, davanti alle porcherie portate avanti da Renzi… complimenti davvero per il suo articolo, signor Ribichini!