Di Gianluca Lattuada L’ANALISI – Venerdì 10 febbraio S&P ha tagliato il rating a 34 istituti bancari italiani tra i quali Intesa, Unicredit e Mediobanca che sono scese da A a BBB+, mentre l’outlook rimane negativo per tutti. La notizia è arrivata dopo neanche un mese dai ripetuti downgrade che hanno colpito i paesi dell’eurozona… Continua a leggere Il nodo delle agenzie di rating, come funzionano e perché ne abbiamo bisogno
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Agenzie di rating, ecco chi controlla “le tre sorelle”
Le chiamano “le tre sorelle”. Sono le agenzie di rating, “colpevoli” – secondo alcuni – di aver creato e alimentato crisi economica e speculazione. Ma chi sono i padroni del rating internazionale che controllano il 95% del mercato? Nate ai primi del ‘900, le agenzie sono passate per alterne fortune – Poor’s addirittura fallì e… Continua a leggere Agenzie di rating, ecco chi controlla “le tre sorelle”
Gli indignados sbarcano in Italia. Ma nel porto sbagliato
Gli indignados sono sbarcati anche in Italia e, da buoni italiani, dimostrano quanto il deficit di educazione e informazione in materia economica e finanziaria stia facendo più danni che altro a questo Paese. Basti vedere uno dei cartelli mostrati durante le proteste dei giorni scorsi, che si scaglia contro il prestito d’onore, ovvero un prestito… Continua a leggere Gli indignados sbarcano in Italia. Ma nel porto sbagliato
Grecia e Portogallo verso il fallimento, i falsi miti delle agenzie di rating
Dopo la Grecia, anche il Portogallo riceve una pesante bocciatura da parte delle agenzie di rating, e l’Europa reagisce come ha sempre fatto nel corso della gestione di questa crisi, ovvero fingendo che la realtà non esista e prendendo di mira l’ambasciatore (ovvero le agenzie di rating), che come tutti sanno non porta pena.
L’Italia e il suo debito: dopo la Grecia sarà la prossima vittima?
Un enorme debito pubblico. L’agenzia di rating Standard&Poors ha definito l’indebitamento dello Stato italiano “preoccupante”. Questo è pari al 120% del Pil. Un nuovo record. Ma i risparmiatori salveranno l’Italia. Forse